Per la stagione autunnale, Cinemax ha deciso di puntare su Quarry, la storia di un reduce del Vietnam, che si trova coinvolto in una misteriosa rete di killer a commissione. Il protagonista è un antieroe che convive con i propri demoni interiori, sullo sfondo di uno dei periodi più oscuri della storia americana. Il risultato finale è buono, ma non abbastanza per convincere pienamente. Quarry è tratta dall'omonima serie di romanzi di Max Allan Collins ed composta da otto episodi, arriverà in Italia il prossimo 19 dicembre su SKY Atlantic.
 
Quarry recensione della prima stagione

Trama

Siamo a Memphis nel 1972, quando Mac Conway (Logan Marshall-Green), torna a casa dalla guerra del Vietnam. L'uomo insieme all'amico Arthur (Jamie Hector) è stato accusato di aver partecipato ad una strage in cui sono stati coinvolti degli innocenti, come donne e bambini. A causa dei propri demoni interiori e dell'opinione pubblica, Mac non riesce a trovare un impiego, si trova così, suo malgrado, a lavorare come killer per una strana organizzazione. Verrà poi soprannominato Quarry, ovvero "Cava", il luogo dove entra ufficialmente nell'organizzazione. 

Oltre ai due attori già citati sono presenti anche Jodi Balfour, Damon Herriman, Edoardo Ballerini e Peter Mullan. Inoltre tutti gli episodi sono stati diretti da Greg Yaitanes, già regista di diversi episodi di Dr. House e Banshee.
 
Joni la moglie di Mac

Analisi

Quarry si compone di due facce, la prima è rappresentata dallo sfondo storico-culturale presente, con la guerra, la crisi sociale americana, il Vietnam, l'opinione comune, il razzismo. Fenomeni sociali che si riflettono poi sui protagonisti, come i disagi e le difficoltà che devono affrontare i reduci di guerra. Dall'altro lato c'è una storia di noir, violenza e omicidi, con l'organizzazione di killer, che recluta persone come Mac e Arthur, gente disperata in cerca di denaro e voglia di tornare alla normalità. Un'organizzazione che, a detta del capo, elimina solo gli elementi nocivi della società, ma che non si fa scrupoli a controllare la vita dei suoi sicari. Queste due facce di Quarry non sono separate, ma sono ovviamente legate tra loro, essendo uno la conseguenza dell'altro. Anche se nel corso degli episodi, questo intreccio non è sempre evidente.
 
La parte noir funziona abbastanza bene, con gli omicidi che scandiscono i tempi e fissano i paletti della storia. Ogni omicidio non è fine a sé stesso, ma avrà delle ripercussioni nel corso del tempo, ognuno di essi è solo una parte di un quadro più grande. Questa parte non sarà eccezionale, ma è comunque più che soddisfacente. 
 
A deludere purtroppo è l'aspetto storico, la serie affronta temi storico-sociali già raccontati con risultati eccellenti, basti pensare ad opere come Taxi Driver o Il Cacciatore o tante altre. Quarry ha quindi la sfortuna di doversi confrontare con dei capolavori cinematografici, un confronto dal quale non ne esce bene. Questo perché non viene detto nulla di nuovo, anzi è esattamente il contrario, c'è solo una superficiale ripetizione di cose più che note. Da come è impostata la serie, questi temi dovrebbero essere la base solida della serie, dovrebbero essere il motore dei comportamenti e dello sviluppo della storia, purtroppo però non è così. Il background su cui si muovono i personaggi ha veramente troppa poca influenza sulla vita dei personaggi. Ciò che è successo in Vietnam viene spiegato solo nell'episodio finale, il che è pure una scelta narrativa positiva, ma è praticamente solo qui che la guerra entra prepotentemente nella storia di Mac e gli altri, per il resto viene lasciata quasi sempre sullo sfondo. 
 
Organizzazione criminale
 
Anche se il livello recitativo è abbastanza buono, nessuno dei personaggi è abbastanza caratterizzato da colpire particolarmente. Neanche Mac ha il carisma sufficiente da tenerci davanti la televisione; e si che gli antieroi solitamente sono ben apprezzati. Se a questo si aggiunge un ritmo decisamente troppo lento, la visione di Quarry può risultare abbastanza pesante e noiosa. 
 
Quarry però non ha soltanto elementi negativi, ma è giusto riconoscergli alcuni meriti. Come già si è visto in altre produzione, Cinemax non si fa problemi a mostrare scene crude, adulte, brutali e violente, ma dosate con molta cura. Ad esempio le scene di sesso, che tanto vanno di moda, sono numerose ma mai banali, spesso usate come sfogo da Mac e la moglie Joni, quando la tensione tra i due raggiunge il suo apice. A contribuire positivamente c'è poi una buona fotografia composta anche da lunghi piani-sequenza, come quello dell'episodio finale, che segue Mac per l'intero scontro.

buona-fotografia
 

Conclusione

Quarry ha un incipit interessante, ma che non brilla per originalità. Si compone di un aspetto noir soddisfacente e di uno storico-sociale, molto delicato, ma anche tanto abusato. È proprio questo secondo aspetto ad essere deludente, soprattutto perché sono gli stessi temi di altre opere decisamente superiori. Nel risultato finale non aiutano certamente il ritmo lento e i personaggi poco carismatici; sono invece positivi la parte più tecnica, come la fotografia, le scene dure e violente dosate correttamente e un buon episodio finale.

Trailer