Lo scorso anno ci lamentavamo del fatto che Shameless stesse registrando il primo calo narrativo della sua storia, gli autori devono essersene resi conto raccontando in maniera più incisiva le sue storyline, e nonostante qualche deviazione di rotta dettata dal fanservice, questa settima stagione ci ha convinto più della precedente.
 
Shameless: recensione della settima stagione

TRAMA
Ecco cosa vi siete persi in questa stagione di Shameless

È passato un mese da quando Frank ha gettato luce su uno degli aspetti più oscuri di Sean, e che ha causato la cancellazione del matrimonio tra lui e Fiona. La goccia che ha fatto traboccare il vaso e spinto i ragazzi a lanciare di comune accordo del patriarca dei Gallagher nelle gelide acque di Chicago:
 
  • Fiona ha preso in carico la gestione del Patsy's e dopo un'iniziale difficoltà ha deciso di mettersi al primo posto divincolandosi dalle responsabilità famigliari per immergersi in quelle lavorative, arrivando a comprendere dopo una vita da dipendente di voler desiderare essere proprietaria di un'attività, chiede così il prestito per acquistare una lavanderia;
  • Lip ha terminato la riabilitazione ed ora con l'aiuto del suo comprensivo professore Youens, prova a costruirsi una nuova realtà come stagista non retribuito. Lo spettro dell'alcol e l'inganno dei guadagni facili tuttavia lo sollecitano a ripercorrere le vecchie abitudini;
  • Ian continua il suo lavoro come soccorritore e scopre che la sua relazione con Caleb ha un segreto con cui non riesce a convivere, la bisessualità. Questo lo porta a sperimentare, ritrovare conferme, e imbattersi in un nuovo interesse amoroso, Trevor, ma il passato è pronto a sfondare la porta anziché limitarsi a bussare;
  • Debbie è ora una giovane ed orgogliosa madre single, ma badare alla piccola Franny richiede tempo, pazienza e soprattutto molto denaro. La vita subirà una svolta quando in seguito ad una scivolata verso l'illegalità, incontra un ragazzo gentile e disinteressato, Nick, e quando i famigliari del suo ex-ragazzo vorranno prendersi cura della bimba;
  • Carl dopo una dolorosissima circoncisione ed una fidanzata infedele trova in suo padre una nuova vocazione: diventare un poliziotto, così fa il tutto per tutto per venire ammesso nell'accademia;
  • Frank dopo essere stato salvato dalle acque ed essersi risvegliato dal coma, appurato che i suoi famigliari non solo lo davano per morto ma lo speravano, decide di compiere la scelta più logica... trovarsi una nuova famiglia da sfruttare e deludere;
  • Liam ha iniziato ad andare a scuola, ma soprattutto... a parlare!
  • Kevin e Veronica continuano la loro relazione a tre con Svetlana, che ben presto renderà la loro vita molto movimentata a colorita, ma se c'è una cosa che è bene non fare è non sottovalutarla.
 
I "nuovi" Gallagher... ?

Con un timeskip relativamente breve rispetto la conclusione della sesta stagione, ritroviamo i Gallagher ad un punto di svolta. Se dovessimo descrivere questa settima stagione con una sola parola dovremmo usare "affermazione". Infatti, nonostante i nostri siano ritornati a condividere in massa lo stesso tetto nel South Side, ognuno di loro è più che mai determinato ad affermare la propria persona sotto i più svariati punti di vista: da chi desidera passare dall'altra parte della barricata come Fiona e Carl rispettivamente dipendente e criminale, ora proprietaria e cadetto di polizia, a Lip che cerca redenzione per aver gettato via la sua unica opportunità per uscire dal ghetto diventando sempre più simile al padre che ha sempre odiato, per passare ad Ian che dopo aver trovato ed assecondato la sua vocazione professionale ora cerca consapevolezze e conferme sessuali ed emotive, a Debbie che sente la necessità di dimostrare di essere capace di prendersi cura di una bambina a discapito della sua giovane età e le avvisaglie di Fiona, cercando una guida nel peggior esempio possibile: Frank.

Nonostante questo contrasto che vede i protagonisti condividere il nido ma cercare di cavalcare il proprio individualismo nelle più svariate forme, la serie torna alle origini tentando di sperimentare ed osare spingendo i propri personaggi contro i propri limiti e mettendoli costantemente in discussione, cosa che permette di mediare tra dramma e comicità, oltre che stupire il pubblico con direzioni completamente inaspettate, le medesime che per certi versi hanno stupito il pubblico stesso spaccandolo a metà tra chi le ha apprezzate e chi invece proprio non le ha sopportate.
 
Trevor ed Ian

ANALISI E SVILUPPO
Gallagher once, Gallagher forever!

Il più grande problema di questa stagione è la ripresa e l'espansione del problema già saggiato nella scorsa: la scelta degli autori di mettere in primo piano il volere degli spettatori a dispetto della storia che realmente vorrebbero raccontare. Il fanservice lo respirammo già quando venne reintrodotto il personaggio di Jimmy/Steve, il cui destino a detta stessa degli showrunner "risultava chiara sin dal finale della terza stagione", ma a quanto pare per buona parte dei fan le speranze che potesse tornare e stare con Fiona erano concrete, al punto che dopo insistenti campagne e petizioni si sono decisi a riportarlo in scena solo per dimostrare loro che la ragazza fosse andata avanti e che tra loro non fosse cosa. Perché ne riparliamo? Quest'anno, il personaggio di Ian dopo aver preso in contropiede la sfida con la sua bipolarità e abbracciato uno scopo per aiutarsi, torna a fare quello che il suo personaggio sa fare meglio: esplorare la sessualità (capite perché parliamo di un ritorno alle origini?), per questo gli autori ci mostrano la sua relazione con Caleb andare in fumo quando va minando le sue certezze facendogli credere che la bisessualità fosse uno standard per tutti gli omosessuali, e per lo stesso motivo lo scopriamo avvicinarsi successivamente a Trevor, un transessuale verso a cui si apre alla passività rapito dalla sua indole dolce e protettiva, non curandosi del sesso che ha quanto più del sesso a cui sente di appartenere.

Ebbene, lo stesso senso di forzatura quest'anno lo si avverte con il reintegro di un personaggio amatissimo dai fan, Mickey. Nessuno discute quanto sia stata forte, bella ed intensa la relazione tra i due personaggi, questo ha portato Mickey a crescere ed abbracciare la sua vera natura anziché prenderla a pugni, ma allo stesso tempo, una volta che il personaggio è finito in prigione, Ian ha fatto altrettanto cambiando radicalmente nel corso degli ultimi due anni motivo per cui la passione travolgente ed adrenalinica tipica della natura criminale e violenta del suo primo grande amore si è poi riversata nella sua professione di soccorritore, rendendo scontato l'esito della rocambolesca fuga d'amore tra i due. Per l'ennesima volta un personaggio molto amato dal pubblico è stato reintegrato per mostrare che tra i due la relazione non avesse margini di felicità. Non era forse quindi scegliere di continuare a raccontare la propria storia senza condizionamenti esterni per scrivere i personaggi nel giusto contesto e farli tornare insieme in un modo più naturale in futuro anziché offrire un contentino raffazzonato al pubblico straziandolo immediatamente subito dopo?

Perché la natura di Shameless è proprio quella sin dal suo esordio: spremere tutto il potenziale dei suoi personaggi secondari e liberarsene immediatamente dopo per fare spazio ad altri. È successo con Karen, Sheila, Mandy, Marty, Sean, Gus, Bianca e tant'altri ancora. Ma perché il pubblico fatica ad accettarlo? Perché nel caso di Mickey non è stato espresso il pieno potenziale del personaggio, e il suo ritorno è stato bistrattato e sfruttato male.
 
#KeVLana

Tolta la mancanza di spina dorsale degli autori che li spinge a piegarsi al fanservice a discapito della qualità finale del prodotto, la serie ha trovato anche il coraggio di percorrere nuovi medium narrativi: l'empirica sequenza d'apertura di un incosciente Frank che lo vede sprofondare sempre di più mentre i figli gli nuotano attorno ignorandolo e facendosi beffe di lui, i sempre istruttivi (e spietati) insegnamenti che penalizzano gli eccessi vissuti dai protagonisti anziché esaltarli come il passaggio di proprietà dell'Alibi a Svetlana, abile nel raggirare Kev e V (che se avessero avuto un grado di istruzione adeguato non avrebbero risentito di questi problemi), a Lip che paga le conseguenze dell'avere un brutto impiego avendo fatto crollare la sua unica occasione per fare la differenza a causa del vizio dell'alcol, fino a Debbie che avendo abbandonato gli studi è costretta a scendere i patti con il peggio di sé per provvedere a lei ed alla sua bambina anziché trovare un lavoro meglio retribuito grazie al proprio titolo di studio.

Ultimi ma non meno importanti i nuovi personaggi che ruotano attorno ai Gallagher, Sierra e suo fratello Nick, che portano solarità e genuina speranza a Lip e Debbie, il sopa citato Trevor diventato immediatamente uno dei preferiti del pubblico (posate i forconi, è sempre secondo a Mickey!), la tenera Etta, proprietaria della lavanderia che finirà col diventare immediatamente la nonna del pubblico, ed il ritorno di alcuni personaggi classici a cui corrispondono sempre momenti chiave come il Professor Youens, angelo custode e figura paterna acquisita di Lip e Monica, croce (per i figli) e delizia (per il marito). Proprio quest'ultima darà vita ad uno struggente atto finale che riesce a sradicare il sopra citato individualismo di cui abbiamo parlato qualche riga qui sopra e mettere in pausa l'affermazione personale, per unire fratelli e sorelle nell'unico modo che conoscono per gestire, affrontare e superare il dolore: quello dei Gallagher.
 
Trailer della settima stagione
 

CONCLUSIONE

La settima stagione di Shameless si presenta come un ibrido di ciò che è stato, ciò che è e ciò che vorrebbe diventare peccando solo di quel coraggio che viene mostrato ma mai esplorato e raccontato come lo si vorrebbe, per paura di deludere lo zoccolo duro dei fan più accaniti; dopo un leggero calo avvertito nel corso della scorsa stagione, la storia rientra in carreggiata e riesce a protrarsi per 12 episodi in modo fresco, dinamico, coinvolgente ed appassionante. Ad un inizio lento che mescola com'è consuetudine le carte in tavola, si affianca una seconda parte dove le conseguenze delle scelte scelte e delle azioni di tutti i protagonisti la fanno da padrone, trasformandoli in vittime dei loro eccessi e dei loro vizi, oltre che costringerli a ritrovarsi l'un l'altro per ricordarsi le rispettive virtù.

Potrebbe anche interessarti leggere:
Shameless - recensione della quinta stagione
Shameless - recensione della sesta stagione