I Delitti del BarLume si conferma un appuntamento sicuro nel palinsesto Sky. Con il passare del tempo la serie TV nostrana ha conquistato sempre più fan, tanto da battere anche blasonati film americani durante la propria programmazione (ricordiamo che va in onda su Sky Cinema). Questa quarta stagione non fa eccezione. Tuttavia, il successo non ha portato gli autori a sedersi sugli allori e, dopo la novità dell'anno passato, ecco palesarsi ulteriori modifiche al canovaccio narrativo, in modo da mantenere I Delitti del BarLume divertente e godibile, senza annoiare.
 
Scoprieremo lati inediti di Massimo Viviani

I DELITTI DEL BARLUME: TRAMA E CAST

Massimo è sull'orlo della bancarotta e di una crisi depressiva, dopo la rottura con Tiziana e la conseguente distruzione del BarLume. Il buon Viviani vorrebbe solo starsene in un angolo a leccarsi le ferite, ma si sa che i guai a Pineta lo vanno sempre a cercare...
 
  • Filippo Timi (Massimo Viviani)
  • Enrica Guidi (Tiziana)
  • Lucia Mascino (Vittoria Fusco)
  • Massimo Paganelli (Aldo Griffa)
  • Marcello Marziali (Gino Rimediotti)
  • Atos Davini (Pilade Del Tacca)
  • Alessandro Benvenuti (Emo)
 
I terribili vecchietti non cambiano mai

I DELITTI DEL BARLUME: OPINIONE

Questa quarta stagione de I Delitti del BarLume si ricollega direttamente alla precedente, confermando quel senso di continuità e trama orizzontale che ha rappresentato la novità introdotta lo scorso anno. Se ormai l'anima prettamente procedurale del serial è stata un po' accantonata, di certo non sono mancati i capi saldi di questo prodotto. Filippo Timi ha dato prova di gran bravura, interpretando un personaggio diverso da come lo conoscevamo, ma non per questo meno efficace. Mattia Viviani è il protagonista assoluto di queste due puntate (entrambe tratte da racconti di Marco Malvaldi) da 75 minuti, fattore che determina l'abbandono della coralità dello show e trasforma il personaggio nel perno attorno a cui tutto gira. Accanto a lui abbiamo nel ruolo di disturbatori, e spalle comiche, i terribili vecchietti di Pineta, che non risparmieranno nessuno con i loro scherzi.  Se in Aria di Mare abbiamo visto qualcosa a noi familiare nella formula, in modo da dare continuità alla stagione precedente, La Loggia del Cinghiale ha rappresentato una novità assoluta. Per prima cosa, narrativamente parlando, Viviani non si improvvisa investigatore, ma è bensì il principale indiziato di un omicidio, costretto a scoprire il colpevole per scagionarsi. L'episodio, poi, è montato in un modo assolutamente inedito per I Delitti del BarLume. La regia di Roan Johnson ha strizzato l'occhio a film come Una Notte Da Leoni (con il protagonista che non si ricorda cosa sia successo la notte precedente) e Prospettive di un Delitto (con la vicenda che cambia a seconda dal punto di vista di chi la racconta), in una ambientazione che ha vagamente ricordato Dieci Piccoli Indiani. Davvero apprezzabile questa realizzazione, che stranisce un po' il fan abituato a uno sviluppo dell'intreccio oramai consolidato, ma che sottolinea la voglia di sperimentare in un prodotto italiano che rifiuta categoricamente le etichette che gli stereotipi delle fiction nostrane potrebbero affibbiargli. A conti fatti, anche durante la visione di questa stagione ci siamo divertiti e non siamo rimasti delusi dai I Delitti del BarLume, quindi, come dice il buon Viviani, "Si deve sapere quando andare via, come quando tornare", e noi aspettiamo con fiducia il ritorno della serie TV per un quinto capitolo.
 

I DELITTI DEL BARLUME: GIUDIZIO

Sicuramente positivo il saldo di questa quarta stagione de I Delitti del BarLume. La voglia continua di rinnovarsi, unita ai punti di forza di questa serie TV, fa sì che lo show rimanga sempre fresco e godibile. Sky mostra come non sia necessario fare mega produzioni per produrre televisione qualitativamente buona, elevandosi una volta ancora dalla massa di produzioni nostrane, non sempre realizzate con cura. Il pubblico ha risposto nuovamente presente, quindi speriamo di rivedere presto riaccesa l'insegna del BarLume.