Dobbiamo essere franchi sin da subito: la terza stagione di The Affair ha deluso ogni aspettativa donandoci un ritmo compassato, noioso, dove solamente le ottime interpretazioni vengono lasciate a raccogliere i cocci di un bellissimo vaso gettato a terra dalla produzione.

Dal punto di vista tecnico, la serie televisiva si ripresenta come l'avevamo lasciata: un'ottima regia, fotografia e scenografie mantengono ciò che di buono era stato mostrato fin ora. La lacuna più evidente - e in fondo la più importante - arriva dalla sceneggiatura, che non è stata in grado di progredire positivamente alla risoluzione del mistero iniziale. The Affair è nato sulla base di un tradimento, di una coppia che si divide e di un omicidio del quale non si conoscono né il colpevole né il movente. Quando, al termine della seconda stagione, tutto viene a galla, ci sono solamente due scelte possibili: concludere lo show oppure continuare dando ai protagonisti una scrittura allo stesso livello. La scelta è ricaduta sulla seconda possibilità, ma il fallimento è stato evidente.   

The Affair recensione terza stagione

THE AFFAIR: LA TRAMA DELLA TERZA STAGIONE

Noah Solloway sconta la sua condanna in prigione da innocente. In cella incontra un suo vecchio amico, il secondino John Gunther che dapprima si mostra amichevole con Noah e successivamente comincia ad aggredirlo fisicamente e psicologicamente. La stagione si divide tra passato e presente dove Noah vive in evidente stato confusionale abusando di farmaci e avendo incubi riguardanti gli anni passati nel penitenziario. Una sera viene ritrovato in fin di vita con una profonda ferita. Una volta tornato in forze, Noah è convinto che ad aggredirlo sia stato John che, non ancora appagato da quanto accaduto in carcere, continua a inveire sul protagonista. Noah a questo punto comincia ad indagare individualmente.

Nel frattempo Helen ha cominciato una nuova vita con Vic, ma il suo continuo correre da Noah ad ogni evenienza fa traballare pesantemente la sua relazione. Anche Alison sta cercando di dimenticare il passato e si riavvicina a Cole, che ormai vive con un'altra donna, per riuscire ad ottenere il permesso di rivedere suo figlio. 
 
Nessuno resiste a Noah Solloway

NESSUNO SA RESISTERE A NOAH SOLLOWAY

The Affair nel corso degli episodi è diventato sempre più Noah-dipendente e per questa ragione attorno a lui si sono costruite delle trame sempre più accese ed al limite dell'assurdo. Una delle qualità più valide della serie televisiva era la credibilità degli eventi, ossia la possibilità che tutto ciò che si visionava fosse reale: una relazione matura, un suocero opprimente, uno scrittore stanco della routine, una nuova ragazza ammiccante, una relazione extraconiugale e via dicendo. Tutto questo era tenuto assieme da un mistero di sottofondo piuttosto importante e il telespettatore non solo pregustava di conoscere le vicende legate all'omicidio, ma era anche interessato ai rapporti di Noah. Chi avrebbe scelto alla fine?

La terza stagione viene invece costruita come uno spin-off di tutto questo. Solamente con il decimo e conclusivo episodio tornano a ripresentarsi i sentimentalismi, si esce finalmente da questa deludente stagione satellite e Noah, forse per caso o forse per destino, aiutato dalla relazione con la professoressa francese Juliette Le Gall, si ritrova ad incontrare la figlia dimenticata da tempo - anche dalla sceneggiatura, e tutto torna ad essere più concreto e sui binari che eravamo abituati a veder percorsi.

NON BASTA UN BUON FINALE DOPO NOVE EPISODI DI NULLA

Il mistero legato all'omicidio è stato sostituito da quanto accaduto in prigione e dalle visioni di Noah. Diciamo che tutto è apparso meno intenso, meno interessante e molto più prevedibile. Noah vede più volte il suo aggressore, ma la stessa produzione non riesce mai a farci credere che tutto questo sia reale. Il protagonista si impasticca costantemente e le apparizioni avvengono quasi sempre in luoghi inspiegabili. Appare dunque chiaro che Noah stia semplicemente sognando, sia stordito dai farmaci e non abbia ancora superato questi anni ricchi di eventi che lo hanno colpito - tralasciando per un attimo l'imbarazzante incontro con John a casa di quest'ultimo -, facendo apparire sempre più l'evidente fragilità caratteriale che colpisce la sua persona. 

La stessa fragilità abbraccia anche i personaggi di Alison e Helen, che per salvaguardare i loro figli cercano di costruirsi una vita extra Noah. La realtà è che, senza le relazioni che coinvolgevano anche l'uomo, entrambe risultano noiose e prive di stimolo per il telespettatore. Per tutta la terza stagione, ciò che la scrittura ha costruito è risultato dunque insapore. Pare che l'unico ad avere una mente lucida e ragionevole sia il povero Cole Lockhart, che deve continuare a regolare una persona estremamente variabile come Alison. È veramente incredibile come l'uomo sia finora riuscito a mantenere una calma olimpica invidiabile; marchiato inizialmente come padre/padrone, Cole è riuscito a costruirsi una seconda vita lavorando sodo e soffrendo molto. Meriterebbe maggior attenzione e fortuna in questa serie televisiva. 
 
Noah viene aggredito da John in carcere

IL CAST NON BASTA IN QUESTA STAGIONE

Ovviamente, riferendoci al cast di The Affair parliamo dell'eccellenza televisiva. Avere "sotto lo stesso tetto" Dominic West, Ruth Wilson, Maura Tierney e Joshua Jackson che intraprendono un percorso drammatico è un lusso per poche altre. In questa stagione, a supportare tale cast sono stati introdotti soprattutto due nuovi interpreti: Irène Jacob e Brendan Fraser. Per entrambi il risultato è stato misero, ma non per demerito quanto per una scrittura pessima ed una errata scelta di casting. La Jacob è una professoressa estremamente libertina e focosa, cosa che non abbiamo trovato necessaria - nemmeno come trama riempitiva o come nuova compagna di Noah, in quanto al pubblico bastavano già i protagonisti originali; Fraser, invece, è il secondino inizialmente bonaccione e poco erudito, ma in tutta la stagione non siamo riusciti a farci incutere timore da lui. Il cast, insomma, come si diceva in apertura, è stato ancora eccellente, ma se agli interpreti non viene fornita la giusta scrittura tutto questo enorme - e probabilmente costoso - castello rischia di crollare.  
 
Si sarà ormai appreso che la bocciatura per la terza stagione di The Affair è inevitabile. Eravamo forse stati abituati troppo bene e le pretese erano alte, ma è indubbio che la serie televisiva sia letteralmente crollata dal punto di vista del coinvolgimento. Si salva la confezione, ma il contenuto è stato estremamente banale. Detto questo, la prossima stagione di The Affair sarà l'ultima e perlomeno Noah la affronterà con la mente lucida: cercherà probabilmente di intavolare una nuova vita con i suoi figli, con Helen, consapevole che quanto costruito fino ad ora è andato distrutto a causa delle sue scelte. Sicuramente gli sceneggiatori hanno materiale per poter confezionare un'ultima dignitosa stagione, ma dovranno concentrarsi di più sulle interazioni tra Noah, Alison ed Helen.