Santa Clarita Diet è certamente una delle più piacevoli sorprese di questi ultimi mesi nel panorama televisivo internazionale. Il merito del successo va imputato ad una coppia di interpreti improbabile ma straordinariamente efficace: Drew Barrymore e Timothy Olyphant. La serie televisiva targata Netflix ha confezionato dieci episodi molto leggeri e divertenti, dal sorriso facile, dove sicuramente i tecnicismi non sono all'ordine del giorno ma dove gli sceneggiatori sono stati in grado di costruire un percorso orizzontale interessante con possibili sviluppi futuri. È vero che non si può trovare nulla di originale in Santa Clarita Diet, ma i tempi attuali dimostrano che è sempre più difficile riuscire ad avere successo con una commedia, figurarsi se questa è girata tra le mura domestiche e con un cast limitato ad una decina di componenti. Eppure lo show creato da Victor Fresco è riuscito a non ritagliarsi la nomea di prodotto monotono e prevedibile e questo era il muro più difficile da superare in assoluto.    

Santa Clarita Diet: il nostro parere sulla prima stagione

SANTA CLARITA DIET: LA TRAMA 

Sheila e Joel Hammond sono un'ordinaria coppia di agenti immobiliari. Vivono in un altolocato quartiere californiano nei sobborghi di Los Angeles, Santa Clarita. Non amano molto i loro vicini, anche se la loro figlia Abby è molto amica del figlio dei vicini, Eric. La loro vita prende una svolta inaspettata quando, durante un tentativo di compravendita, Sheila comincia a vomitare copiosamente. Il rigetto è così importante da portare alla luce un organo interno di indecifrabile provenienza. Ripresa da questo inconveniente, Sheila nota di non avere più battito cardiaco, di avere un'impulsiva libido sessuale, una fortissima voglia di mangiare carne cruda e un'irrefrenabile lingua tagliente. Si scoprirà presto che la donna è una "morta/non-morta" e che la sua condizione può essere curata – se si conosce la lingua serba e a patto che non si venga prima pizzicati dalla polizia durante uno degli omicidi necessari per procurarsi carne fresca.
 
Drew Barrymore, una non morta in Santa Clarita Diet

DREW E TIMOTHY UNA COPPIA SORPRENDENTE

Quanto a Drew Barrymore, la sua interpretazione non ci è del tutto nuova: chi si è divertito vedendola recitare a fianco di Ben Stiller in Duplex - Un appartamento per tre, sicuramente troverà analogie tra il personaggio di Sheila Hammond e quello di Nancy Kendrick. Anche se nel secondo caso la Barrymore non è stata vista sgranocchiare dita umane, l'attrice si è però palesata nel ruolo di una moglie schematica e amorevole trasformata in una donna senza peli sulla lingua e disposta a tutto per il suo obiettivo, persino uccidere. Sorprende dunque maggiormente Timothy Olyphant che, eccezion fatta per qualche comparsa come nella sfortunata sitcom The Grinder, ha sempre avuto ruoli più carichi di dramma e azione che divertimento. La decisione di unire queste due individualità è stato il primo passo - e forse il più significativo - per la riuscita di Santa Clarita Diet. Barrymore e Olyphant sono un binomio eccezionale, credibile, che pare recitare assieme da tempo indefinito e che dà vita ad una coppia di genitori che, a causa di un evento infausto, si ritrovano a prendere decisioni al di fuori dell'ordinario. Il restante cast, con qualche guest star d'eccezione, è sufficiente, ma estremamente limitato a pochi elementi e questo potrebbe causare problemi di monotonia strada facendo.  

ANCHE GLI ZOMBIE POSSONO FAR RIDERE

In Santa Clarita Diet il sorriso è abbastanza frequente, soprattutto nelle goffe dinamiche famigliari. Sheila e Joel devono costruirsi una nuova vita da semplici agenti immobiliari a spietati serial killer ed è normale che molte cose non vadano per il verso giusto. Il divertimento arriva soprattutto dai dialoghi tra moglie e marito mentre cercano di ordire un nuovo colpo o mentre Joel tenta di tenere a freno la voglia irrefrenabile di Sheila di azzannare qualcuno o ancora mentre cercano di nascondere le loro brutalità a figlia, vicini e polizia. La sceneggiatura costruisce una storyline piuttosto rapida e orizzontale dove, ovviamente, in virtù di un'ipotetica seconda stagione, tutti i tasselli non possono chiudersi. Tutto scorre con leggerezza, con accenni al genere splatter ed horror ma con la commedia a farla sempre da padrone per tutta la sua durata. Va appuntato però che Santa Clarita Diet non ha una longevità duratura nel tempo e che Netflix ha intelligentemente limitato sin da questa prima stagione lo show affidando l'ordine per soli dieci episodi. La sensazione era quella che la serie televisiva si sarebbe potuta benissimo concludere anche in questo primo capitolo, ma è giusto che ci sia più tempo per elaborare meglio tematiche come la cura e il propagarsi della malattia.   
 
Timothy Olyphant e Drew Barrymore in Santa Clarita Diet

NETFLIX HA LA FORTUNA DI PROPORRE CIÒ CHE VUOLE

Il creatore Victor Fresco avrebbe potuto proporre Santa Clarita Diet a qualsiasi network americano, d'altra parte parliamo pur sempre di una commedia, ma il linguaggio a volte scurrile e alcune scene non politicamente corrette avrebbero certamente avuto delle limitazioni in un network nazionale. Con Netflix questo non avviene ed è una fortuna ed un vantaggio per la stessa serie televisiva quella di potersi rivelare così come è stata concepita dal suo creatore. Questo fattore spinge dunque gli sceneggiatori a sciogliere le briglie ad un personaggio particolare ed originale come quello di Sheila, regalandoci qualche sorriso extra attraverso uno humor nero veramente sorprendente.    
 
La prima stagione di Santa Clarita Diet è assolutamente promossa e con merito, frutto di un oculato lavoro di casting e sceneggiatura dove il plauso più grande va alla coppia di interpreti principali, che hanno saputo coinvolgere il telespettatore con dei ruoli non semplicissimi da affrontare. Le porte aperte e gli input lasciati sul percorso ci lasciano vogliosi di una nuova stagione ed è indubbio che consiglieremo questa serie televisiva a chiunque cercherà di trascorrere qualche ora in allegria e spensieratezza.