Traducibile come "il salto dello squalo" o "saltare lo squalo", l'espressione indica l'istante in cui una serie TV inizia il proprio intramontabile declino verso il baratro.

Il termine fu coniato nel lontano 1977, dopo che Arthur Fonzarelli (in arte Fonzie) fu costretto, da una sceneggiatura controversa, a saltare uno squalo bianco, munito di sci nautici e del suo inseparabile giubbotto in pelle. L'episodio in questione arriva dalla serie Happy Days, s'intitola Fonzie, un nuovo James Dean? e corrisponde alla prima puntata (suddivisa in tre parti) della quinta stagione.

Secondo la critica di allora, tale evento inusuale segnò la rottura con gli stilemi passati di Happy Days. La serie, infatti, era solita mostrare spiragli di vita e vicende quotidiane in cui gli spettatori potessero immedesimarsi, il tutto condito da una pacifica e nostalgica atmosfera tipicamente anni '50.

L'episodio raggiunse comunque i 30 milioni di spettatori e, a detta dell'autore Fred Fox Jr., la serie non ebbe cali di popolarità e proseguì per altre 6 stagioni, con un totale di 255 episodi (di cui 2 inediti in Italia).

Jump the shark


Qui di seguito riportiamo alcuni esempi eclatanti di "jumps" per spiegare meglio il concetto. Sconsigliamo tuttavia di proseguire nella lettura in caso di mancata visione delle serie elencate causa possibili spoiler.
 

Otto sotto un tetto - Family Matters (1989 - 1998), 9 Stagioni

Otto sotto un tetto


In questo caso, il salto corrisponde all'abbandono dalle scene dell'attrice minorenne Jaimee Foxworth, che interpreta Judy, la terza figlia della famiglia Winslow. A causarne la diaspora fu la madre che, intenzionata ad ottenere un profitto maggiore per la figlia, instaurò una diatriba con i produttori che si concluse in malo modo per Jaimee. Caduta in depressione, una volta adulta, finirà nel giro della pornografia e dell'alcolismo.

Come se non bastasse, all'inizio della nona ed ultima stagione, l'attrice JoMarie Payton, che interpreta Harriet Winslow, decide di abbandonare la serie poiché il ruolo di Steve Urkel aveva messo in ombra il resto del cast.
 

I segreti di Twin Peaks (1990-1991), 2 Stagioni

Twin Peaks, Bob


A causa delle continue pressioni da parte del network ABC, gli ideatori David Lynch e Mark Frost si videro costretti a mostrare la reale natura del personaggio killer-Bob. Ciò portò ad un calo drastico degli ascolti, dovuto anche alla messa in onda in contemporanea con gli speciali sulla Guerra del Golfo.

Lynch, sfogandosi con Chris Rodley, disse: "Twin Peaks era iniziato di giovedì, che era la serata ideale. Era importante che fosse un giorno feriale, poiché il giorno dopo la gente ne avrebbe parlato al lavoro. Era perfetto. Poi spostarono la programmazione al sabato sera, che è troppo lontano dal lunedì. Non fu più la stessa cosa.
 

Lost (2004-2010), 6 Stagioni

Lost


Caso a parte è Lost: partita come una survival series in puro stile Robinson Crusoe, si è dipanata in 6 stagioni andando a toccare i massimi vertici metafisici e pioneristici di quegli anni. Su Lost hanno scritto in molti fin dalla sua nascita. Volata di bocca in bocca, la serie è diventata una musa ispiratrice per il culto NERD. Avendo sempre voluto giocare in borderline con il tema fantascientifico, ha finito per essere la serie più controversa del XXI secolo.

In questo caso non abbiamo il diritto di definirli veri e propri jumps, in quanto il finale della serie era già stato scritto e questi (apparentemente) assurdi colpi di scena sono stati solamente il mezzo per raggiungere un più aulico finale controverso.

Potremmo citare qui i momenti più assurdi che hanno decretato l'abbandono della serie da parte di un vasto pubblico; ma, viceversa, hanno reso al marchio quella caratteristica virale figlia dei tempi della tecnologia multimediale.

Ecco allora che la presenza di orsi polari in un'isola caraibica può far storcere il naso ai più. I morti diventano ectoplasmi eterei. Un guardiano caliginoso si muove rapido nell'isola e tende agguati, producendo un rumore metallico. I viaggi temporali. Le realtà parallele. Fino alla resurrezione dei morti.

Un minestrone (per rifarci al film di Sergio Citti) che scioglie la matassa nel travagliato finale di serie. Forse il più grande jump della storia o, forse, semplicemente incapace di soddisfare la maggioranza, dato il quantitativo di questioni esasperanti lasciate aperte.

Per come aveva coinvolto gli spettatori, qualsiasi finale non sarebbe stato all'altezza; e poiché ci aveva accompagnato per ben sei anni, la conclusione fu un lutto che lasciò un vuoto incolmabile... se non da un'altra serie TV. 
 

Prison Break (2005-2009), 4 Stagioni

Prison Break


Una sola parola: evasione. Questo era l'obbiettivo imposto al protagonista della serie: una fuga da un carcere di massima sicurezza per salvare il fratello condannato ingiustamente nel braccio della morte. Le vicende all'interno delle mura non erano estremamente violente e claustrofobiche, come nel caso di OZ, il che rendeva la serie adatta anche ad un pubblico adolescente. Gli sceneggiatori vollero però sorprendere l'audience, mostrando l'evasione già alla fine della prima stagione.

Questo jump sconvolse l'intera trama della seconda stagione, che vide i protagonisti aprirsi una via di fuga per le strade degli Stati Uniti; per ricadere poi in una terza stagione, all'interno di un altro carcere autogestito, a Panama. La quarta stagione rompe nuovamente gli schemi e ci mostra una lotta disperata contro un'industria capitalistica pseudo-massonica intenzionata a governare il mondo. A questo punto lo squalo era diventato troppo grande da poter essere saltato e la sceneggiatura venne divorata interamente.
 

Scrubs (2001-2010), 9 Stagioni

Scrubs


Una serie toccante che ci ha permesso di sbellicarci o di commuoverci con il suo stile originale e riflessivo. L'ottava stagione si conclude con l'episodio Il mio finale, che dovrebbe decretare la fine della serie. Alcuni mesi dopo, ABC dichiara l'apertura del casting per una nona ed ultima stagione. 

Fu un totale fallimento. L'ideatore Bill Lawrence dichiarò in un'intervista che lo Scrubs conosciuto da tutti era ormai finito. Il 23 marzo 2010 Zach Braff annunciò, tramite il suo profilo Facebook, che la decima stagione non ci sarebbe stata. Due mesi dopo, ABC confermò la notizia. 
 

Spartacus (2010-2013), 3 Stagioni + 1 Prequel

Spartacus


Il salto arriva inaspettato e con brutale ferocia: la produzione dovette fare i conti con la morte dell'attore Andy Whitfield, che interpretava Spartaco.

Durante la seconda stagione, le riprese vennero bloccate per permettere a Whitfield di intraprendere un ciclo di cure a causa della diagnosi di linfoma non Hodgkin. Nel frattempo, la produzione diresse il prequel Gli dei dell'arena, che mostrava gli avvenimenti antecedenti all'arrivo di Spartaco alla casa di Batiato.

Arrivata la notizia della morte di A.W., avvenuta nel settembre 2011, venne realizzato velocemente un casting, dove assegnarono il ruolo del protagonista all'attore australiano Liam Mclntyre. La serie riprese con un nuovo volto a condurla e dopo un flashback di 6 puntate.