Una storia ricca d'intrighi e doppi giochi; una città ricca e fiorente, ma anche corrotta e ripugnante; un protagonista oscuro e violento, gli echi di Conrad e Dickens e una venatura soprannaturale; tutto questo è Taboo, la serie con Tom Hardy.
 
Composta da 8 episodi, la serie è una collaborazione tra la BBC One inglese e la FX statunitense, poi trasmessa nei rispettivi paesi dai due canali, mentre in Italia debutterà il 21 Aprile. Taboo è stata prodotta da Tom Hardy, oltre che interpretata da egli stesso, da suo padre Chips Hardy e da Ridley Scott, il papà di Alien. È stata invece scritta e sviluppata da Steven Knight, l'autore di Peaky Blinders e regista di Locke. Taboo è stata inizialmente ideata come miniserie, ma è stata poi rinnovata per una seconda stagione.
 
Taboo recensione della prima stagione

Trama

È il 1814 quando James Keziah Delaney torna a Londra per riscuotere l'eredità del padre, morto in strane circostanze. Il suo ritorno dall'Africa dopo molti anni sconvolge l'intera città, questo perché tutti lo davano per morto e sulla sua persona girano voci tanto inquietanti quanto assurde. La sua presenza è scomoda a molti, dalla sorella che pensava di essere finalmente libera, al cognato borioso e incompetente. L'uomo dovrà poi affrontare la potente Compagnia Britannica delle Indie Orientali per il possedimento della Baia di Nootka, un piccolo pezzo di terra tra gli Stati Uniti e il Canada, fondamentale per i commerci in occidente.
 
Nel cast figurano il già citato Tom Hardy (James Keziah Delaney), Oona Chaplin (la sorella Zilpha Geary), Michael Kelly (il medico Dumbarton), Jonathan Pryce (il presidente della Compagnia Stuart Strange), Jefferson Hall (il cognato Thorne Grey) e Stephen Graham (il capobanda Atticus).
 
Zilpha Geary la sorella di James

Hardy, James e Kurtz

Nonostante il cast di buon livello presente nella serie, Taboo è completamente Hardy-centrica. L'intera serie è interamente costruita su Hardy e la sua controparte James, mentre gli altri sono lasciati indietro – non che sia un male. L'attore inglese dona al proprio personaggio una fisicità, una personalità e un carisma che gli permette di riempire la scena e di reggere sulle proprie spalle l'intera serie. James è un reietto, un essere allontanato e rifiutato dai suoi pari, un uomo dal passato oscuro, violento e a tratti folle. Imponente, ruvido e scontroso, capace di esprimersi quasi esclusivamente attraverso grugniti e esplosioni di rabbia. Quasi incapace di esprimere e provare sentimenti, né per la sorella, con la quale ha un rapporto incestuoso, né per il figlio illegittimo, né per la nuova e giovane moglie del padre. È un uomo che spaventa e allontana chi lo circonda, ma allo stesso tempo li affascina e attira verso di sé. James è un uomo dagli obiettivi pochi, ma chiari (il testamento, la baia di Nootka e la polvere da sparo) e che per raggiungere i propri scopi è pronto a tutto, anche a far del male a chi prova qualcosa per lui. È inoltre sempre un passo avanti ai propri avversari grazie al potere delle informazioni.
 
James ha diversi punti in comune con il romanzo di Joseph Conrad "Cuore di Tenebra", in particolare con il personaggio di Kurtz. Entrambi condividono la ferocia, la mancanza di scrupoli nell'inseguire i propri obiettivi. Condividono un passato fatto di violenza e di segreti dal quale non riescono a fuggire e che torna a perseguitarli; un passato dal quale James sembra difendersi attraverso strani riti sciamanici. Sono persone rinnegate e invidiate dagli altri, ma dotate di un carisma e di un'aura di mistero che affascina chi li circonda. I due però hanno una grande differenza: mentre Kurtz sul punto di morire è ormai completamente corrotto da ciò che ha fatto e se ne rende conto, James non ha ancora perso tutta la propria umanità, ma possiede ancora un barlume di speranza
 
Gli alleati di James

La corruzione della città e l'eredità di Dickens

La città di Londra è l'altra colonna portante di Taboo, una città fatta da ricchezza e lusso, dei nobili e dei membri della Compagnia delle Indie contrapposta ai sobborghi condannati alla povertà e alla miseria. Spesso le opere televisive e cinematografiche ci mostrano un passato candido e patinato, con città maestose e raffinate e con persone di tutte le classi sociali sempre molto curate e pulite, ma non è questo il caso. La Londra di Taboo è una città sporca, rovinata e corrotta dai ricchi che opprimono i più deboli e con la peggior gentaglia che appesta le strade della città. La serie non si limita a mostrare qualche vecchio palazzo in rovina e un paio di vestiti strappati, ma cura con minuziosità i dettagli; dai volti guastati dalle malattie, alla polvere che ricopre gli abitanti dei sobborghi.
 
Non sono ovviamente solo i costumi e i trucchi a mostrare il degrado della città, ma anche l'ottima scrittura di Knight, il quale ha già dimostrato di essere a suo agio nelle serie storiche (vedasi Peaky Blinders, con la quale ha diverse affinità). L'autore dà una rappresentazione della Londra pre-vittorian che ricorda molto da vicino quella di Charles Dickens, descrivendo ad esempio le condizioni dei ceti meno abbienti e la povertà in cui versano. Sono due realtà molto simili, anche se "Oliver Twist", il primo romanzo in cui Dickens affronta queste tematiche, è del 1837, mentre la serie è ambientata nel 1814, quindi circa un ventennio prima. Vengono inoltre affrontati anche altri aspetti, come il potere della Compagnia Britannica delle Indie Orientali, la guerra tra Inghilterra e Stati Uniti, nonché le superstizioni e la schiavitù.
 
Medicina dell'età pre vittoriana

Conclusione

Dopo Locke, il sodalizio tra Tom Hardy e Steven Knight si dimostra ancora una volta vincente, con l'attore inglese che regge da solo la scena grazie ad un personaggio costruito su misura. Dall'altro lato, invece, la sceneggiatura di Knight crea una storia in grado di rappresentare realisticamente una città attraverso le sue brutture e diseguaglianze, con molta attenzione ai dettagli. L'unica perplessità potrebbe essere il futuro che intende intraprendere la serie, visto che era stata pensata come miniserie e che la storia si conclude con gli otto episodi.

Trailer