Era il 2007 quando Jay Asher si fece conoscere al mondo grazie al romanzo per adolescenti "Thirteen Reasons Why", pluripremiato thriller psicologico che ora Netflix ha adattato a serie televisiva, con protagonisti Dylan Minnette e Katherine Langford e con Selena Gomez in veste di produttrice esecutiva.

Avevamo avuto la possibilità di vedere in anteprima i primi episodi - parlandovene qui -, e anche se lo show si era sin da subito ben presentato, è strada facendo che in realtà acquista valore. Partito come teen-drama scolastico, Tredici si trasforma presto in un prodotto drammatico, intenso e maturo con un un forte accento votato al genere crime. Un vero e proprio specchio della società moderna e un monito per gli adolescenti attuali, che andrebbe proiettato in tutte le scuole.

Dylan Minnette in Tredici

LA TRAMA DI TREDICI

Hannah Baker si è appena suicidata, apparentemente senza un valido motivo, e i suoi amici e compagni di scuola cercano di ripartire dopo la sconvolgente notizia. Tra questi vi è Clay Jensen, amico di Hannah e segretamente innamorato di lei. Due settimane dopo la morte di Hannah, Clay trova sull'uscio di casa una scatola indirizzata a lui. Una volta aperta, essa rivela il suo agghiacciante contenuto: all'interno vi sono sette audio cassette e per ciascun lato vi è un numero, da 1 a 13, colorato con lo smalto blu. Queste contengono una lunga confessione incisa da Hannah che spiega i tredici motivi del suo gesto. Allegata alle cassette, c'è anche una mappa, che servirà a Clay per raggiungere i luoghi citati da Hannah. Presto si scoprirà che i tredici motivi sono in realtà tredici persone e Clay, comprendendo di essere uno di questi motivi, decide di ascoltare Hannah nella sua confessione. 

CRONACA DI UN SUICIDIO ANNUNCIATO

La vita di Hannah Baker comincia a cambiare quando online viene pubblicata una sua fotografia che la ritrae in compagnia del classico belloccio della scuola, Justin. Un fatto grave, che passa in sordina, su cui si può scorgere l'omertà da parte di tutti i coetanei. È proprio questo ciò che vuole trasmettere la serie televisiva: nulla può essere lasciato al caso. Anche l'umiliazione ritenuta più banale può trasformarsi in un tunnel senza via d'uscita, specialmente se a subirla è una persona fragile o già turbata. Per tutta la durata di Tredici osserviamo gli amici e compagni di Hannah domandarsi se sia giusto o meno denunciare il possesso delle audiocassette lasciate dalla ragazza, un'azione che una persona matura non prenderebbe nemmeno in considerazione, al fine di assicurare i responsabili alla giustizia, ma tra gli adolescenti questo passaggio non è così ovvio. Hannah cade dunque una prima volta, rialzandosi e ricominciando a credere in se stessa e nella società che la circonda; incassa nuovi colpi, un tradimento, un rimprovero da parte dei genitori, un'amicizia interrotta, un incidente stradale, un amore che la abbandona quando aveva più bisogno, fino a giungere al momento più terrificante dell'intera stagione: la violenza sessuale. Hannah non può più sopportare, è una persona la cui psiche è già al tappeto. Ferita e stremata, viene colpita ancora attraverso l'arma più umiliante in assoluto. 

13 Reasons Why - Tredici - Recensione

OGNI ADOLESCENTE ED OGNI GENITORE DOVREBBE GUARDARE TREDICI

È inutile fingere che Tredici sia un prodotto di finzione, vorremmo tanto che sia così, ma la realtà, inutile negarlo, spesso è quella descritta dal prodotto originale Netflix. L'ambiente scolastico non è idilliaco per tutti gli adolescenti, alcuni di loro vivono questi anni con estremo tormento e angoscia, subissati da atti di bullismo, cyberbullismo, violenze, che spesso sfociano in fatti di cronaca nera giudicata inspiegabile. Hannah non voleva più vivere in una società simile, ma non voleva nemmeno che il suo gesto passasse per il classico caso isolato di una mente classificata instabile. Le audiocassette sono la sua eredità, un lascito scomodo per tutti coloro che la circondavano, una sorta di diario di Anna Frank dove la ragazza si prende del tempo per incolpare chiunque le abbia fatto del male.

Tredici mostra durezza nei fatti e sensibilità al tempo stesso, attraverso una colonna sonora delicata che accompagna le narrazioni di Hannah, trasformando la serie televisiva in un vademecum per tutti gli adolescenti e i loro genitori. Nei tredici episodi proposti si possono vedere decine di segnali non recepiti o fraintesi: dal semplice comportamento inusuale ad una poesia dove Hannah, in forma anonima, chiede aiuto. Tredici può essere dunque un percorso formativo per chiunque, in grado sia di soddisfare il target più maturo sia di appagare coloro che cercano un prodotto originale, in quanto con le sue tematiche del tutto moderne, la serie televisiva è imparagonabile a qualsiasi altro articolo presente tra gli scaffali dei palinsesti televisivi attuali.

Tredici recensione

KATHERINE LANGFORD STUPISCE E NETFLIX SI CONFERMA 

Un grosso applauso ancora una volta va a Netflix e alle sue produzioni originali. Tredici è una serie diversa da tutte quelle incontrate finora, ma raramente abbiamo sentito emozioni così forti guardando una proposta del servizio di streaming. Ciò non sarebbe stato possibile senza le capacità tecniche degli addetti ai lavori, che con una sceneggiatura poco elaborata tra le mani sono riusciti ad operare una sorta di estrazione dei contenuti più importanti. Ci sarebbero molte sottolineature da fare, ma senza dubbio il gradino più alto del podio va con merito all'attrice Katherine Langford, una vera e propria sorpresa, capace non solo di immedesimarsi nel suo ruolo ma anche di far trasudare tutta la sua profonda inquietudine episodio dopo episodio, concludendo la sua corsa con un epilogo drammatico, struggente, perfetto e credibile. Dubitiamo in maniera ferrea che chiunque abbia visionato Tredici non abbia sentito i brividi durante la violenza sessuale o il suicidio di Hannah, e questo avviene solamente quando tutto scorre alla perfezione e quando l'interprete è in grado di trasmettere tali emozioni. Anche Dylan Minnette - il figlio di Jack Shephard in Lost, se vi steste chiedendo dove lo avete già visto - ottiene una promozione, più fisica che attoriale, una scelta corretta del casting che lo voleva come un personaggio pulito, distaccato, intelligente e riservato, ma che strada facendo è riuscito a dare al suo ruolo un'evoluzione importante.  

CONCLUSIONI 

Tredici è una piccola perla del suo genere, una serie televisiva dalla ampia meditazione, da manuale su come il dialogo e il non dare nulla per scontato possono essere di importanza vitale quando si parla di adolescenti. I difetti non mancano, ma nella stessa recensione abbiamo preferito non sottolinearli perché non inficiano il risultato. Il messaggio arriva forte e chiaro in ogni caso. La serie televisiva sventola continue ammonizioni verso la società moderna, spesso assente, impassibile e indifferente, e fa breccia nello stato d'animo del telespettatore. Netlix aggiunge un'altra ciliegina sulla torta con un prodotto maturo ma adatto a tutti i target grazie all'ottimo comparto tecnico ed alle buone interpretazioni di tutto il cast. "Mettetevi comodi, perché quella che sto per raccontarvi è la storia della mia vita. O meglio, la storia di come è finita. Se state ascoltando questo nastro, vuol dire che siete una delle ragioni per cui è finita", sperando che sulle note finali di Alison Moyet con Only You ci siano sempre più Skye e meno Hannah Baker.