La seconda stagione di The Last Kingdom conferma i punti di forza della precedente stagione, mostrando una maggior epicità. Purtroppo non vengono risolte alcune debolezze, mantenendo la serie assolutamente godibile, ma non imperdibile

La prima stagione era andata in onda nell'autunno 2015 su BBC Two, mentre in Italia era andata in onda su Premium; inoltre, per un breve periodo è stata disponibile anche su Netflix. Non si hanno invece notizie della trasmissione italiana della seconda stagione. Qui la recensione della prima stagione.
 
The Last Kingdom recensione della seconda stagione

Trama

Essendo la prima stagione di The Last Kingdom tratta dai primi due romanzi dal ciclo "The Saxon Stories" di Bernard Cornwell, la seconda stagione non fa che proseguire la narrazione dei libri successivi, ovvero "I Re del Nord" ("The Lords of the Nord") e "Il filo della spada" ("Sword Song"). Questa seconda parte prosegue le avventure di Uhtred, dei suoi scontri con Re Alfred, della contrapposizione tra la forte morale cristiana e lo loro spirito selvaggio dei normanni, contrapposizione incarnata da Uthred stesso.
 
Trama della seconda stagione

Analisi

Come già detto, la seconda stagione di The Last Kingdom conferma quanto visto nella prima stagione. Si riconferma quindi una buona serie storico-avventurosa, con la giusta dose di battaglie, scontri e giochi di potere – e soprattutto poche chiacchiere. Inoltre una migliore conoscenza dei personaggi, delle varie dinamiche e di questo mondo in generale permette di respirare una maggiore epicità nelle avventure di Uthred, che da semplice ribelle diventa un fiero condottiero.
 
Come era prevedibile, la trama intraprende una nuova strada, rimanendo solida per tutti e otto gli episodi, anche in quelli centrali, ma solo se presi singolarmente. La trama orizzontale sembra difatti apparire molto debole, le vicende si esauriscono nel giro di un episodio o due, mancando quindi di un filo conduttore che le leghi tra loro. Si ha quasi la sensazione di assistere ad una stagione di passaggio, le varie avventure che formano l'eroe in vista di un grande evento futuro. È un peccato vedere una stagione senza uno scopo preciso, soprattutto se di soli otto episodi.
 
Anche per quanto riguarda i personaggi non ci sono particolari cambiamenti: la maggior parte di essi ricalca i diversi cliché del genere, avendo come risultato una scarsa incisività e caratterizzazione. Le uniche eccezioni sono i soliti due, Uthred e Re Alfred, e i due fratelli vichinghi introdotti in questa stagione. Tornando ad Uthred, è invece lodevole la continuità del suo cambiamento, tra l'altro in una serie dove la continuità della trama è carente. Il personaggio (e l'attore con lui) continuano a crescere – da giovane ribelle avventuroso ad eroe coraggioso, leale e stratega – pur senza abbandonare la propria sbruffonaggine. 
 
Scontro tra culture diverse
 

Conclusione

La seconda stagione di The Last Kingdom ottiene un voto pari a quello della prima stagione, confermandosi una storia classica di battaglie e potere in uno sfondo storico, senza però particolari punte di brillantezza. Continuano quindi le avventure di Uthred, che prosegue nella propria crescita personale, diventando da semplice ribelle a fiero condottiero, cambiamento che si respira grazie anche ad una maggiore epicità. Il cast di contorno continua a rimanere poco incisivo, ma la pecca principale, a mio avviso, è la mancanza di una visione unica della storia. Le vicende sembrano concludersi nel giro di un episodio o due, senza avere un filo comune, cosa necessaria in una stagione di soli otto episodi.

Trailer