Hello Whovians!

Con questo special di Natale Doctor Who chiude un capitolo longevo ed importante della sua storia, salutando non solo il Dodicesimo Dottore di Peter Capaldi, ma dicendo addio anche a Steven Moffat nel ruolo di showrunner. Twice Upon A Time sarà riuscito a celebrare in modo appropripriato la fine di un'epoca? Andiamo a scoprirlo insieme. 

Christmas Special 2017

Trama
Twice Upon A Time

709 episodi fa. Polo Sud. Il Primo Dottore è sull'orlo della rigenerazione. Presente. Polo Sud. Il Dodicesimo Dottore è sull'orlo della rigenerazione. Entrambi rifiutano tuttavia di cedere al processo per poi incontrarsi dinanzi al Tardis e notare uno strano fermarsi del tempo, imbattendosi in un Capitano della Prima Guerra Mondiale prelevato dal proprio tempo ed essere "rapiti" da una navicella assieme al Tardis. 
A tessere i fili di tutto ciò c'è la Testimonianza, associazione rappresentata da una donna di vetro che, per convincere il Dottore a palesarsi, gli permette di reicontrare Bill. Considerando che la ragazza era stata trasformata in un Cyberman e si era sacrificata, il Dottore fatica a credere che quella sia la vera Bill, ed è più che convinto che la Testimonianza abbia dei fini oscuri. Deciso a svelare le sue vere intenzioni, Il Dodicesimo Dottore, il Primo, Bill e il Capitano fuggono a bordo del Tardis del Primo per recarsi al centro dell'universo e consultare il database più grande che il Signore del Tempo conosca, quello dei Dalek. Si scopre così che Testimonianza è un'associazione della Nuova Terra e che le sue intenzioni sono tutt'altro che malvagie. Constatato ciò, il Dottore chiede di poter riportare il Capitano nel giusto tempo, a pochi istanti prima della sua morte e, parlando con lui, gli viene in mente un'idea per salvargli la vita: posticipando il ricollocamento di due ore, il Dottore riesce a sfruttare la tregua di Natale del 1914, evento straordinario in cui le truppe nemiche deposero le armi e che non si ripetè mai più in nessuna guerra successiva. Terminato il ricollocamento, ai due Dottori che hanno rifiutato la rigenerazione non resta che decidere: tornare con un nuovo volto oppure lasciarsi morire. Il Dodicesimo, tornato nel suo Tardis, cede alla rigenerazione e si trasmuta nella sua Tredicesima reicarnazione, una donna (Jodie Whittaker) che, premendo un tasto sbagliato sul Tardis, ne viene scaraventata fuori. Ah, ovviamente "still not ginger". Ordinaria amministrazione, no?

Il Primo Dottore in Twice Upon A Time

Letterina di Natale a Mr. Moffat

Sarò sincera, per quanto mi riguarda, il bilancio di questo special di Natale è negativo, e probilmente l'unica nota positiva che riesco a ravvisarci è il fatto che dopo questo episodio Steven Moffat non metterà più la penna in Doctor Who. Ma, visto che Natale è appena trascorso e che a Natale siamo tutti più buoni, ho deciso di rendere questa recensione un po' meno seriosa di quanto avessi premeditato. 

Dear Mr. Moffat,
ho denotato una certa stanchezza nella scrittura di questo episodio, la stessa già ravvisata durante tutto il corso della decima stagione, ma qui portata forse alla sua estrema conseguenza. Una stanchezza che sa molto di "lo scrivo proprio perché lo DEVO scrivere, non perché lo VOGLIO scrivere", un affaticamento creativo che ha portato alla stesura di una storyline che è stata molto al di sotto delle aspettative, quelle alimentate da ciò che questo episodio doveva rappresentare: la fine di un'epoca. Scarna negli eventi, scarna nel numero di interpreti (e a questa mancanza di organico si sarebbe potuto sopperire se ci fosse stata una solida storyline alle loro spalle), scarna nell'emozione trasmessa e nello spessore degli eventi. Ho trovato il voler strutturare tutta la vicenda attorno a qualcosa di positivo che si risolvesse in maniera semplicistica e indolore come una mossa conveniente in termini di semplicità, appunto, piuttosto che come una vera nota di novità inserita scientemente per dare un tono diverso dal solito alla puntata. L'unico risultato ottenuto è stato quello di una semplificazione degli eventi e di una servizievole accondiscendenza degli stessi allo scopo ultimo dell'episodio, ossia il raccontare la rigenerazione del Dodicesimo Dottore. Anche l'inserimento del Capitano, del Primo Dottore o il ritorno di Bill hanno avuto un sapore blando ed insipido, lasciando ben poco allo spettatore – di certo meno di quello che ci si poteva aspettare dalla compresenza sulla scena di ben due Signori del Tempo, del passato e del presente di un personaggio iconico e al di là dello spazio e del tempo. E anche della sua epoca. A tal proposito, Mr. Moffat, vorrei esprimere il mio irrefrenabile fastidio nei confronti delle numerose battute sessiste messe in bocca al Primo, battute non affatto divertenti che hanno portato a dinamiche tutt'altro che divertenti, dinamiche che saremmo grati di smettere di dover vedere sullo schermo nel 2017, e che mi sembra davvero ingenuo e anacronistico da parte sua pensare possano ancora seriamente divertire lo spettatore. Il Dottore, sin dalla sua prima rigenerazione, ha sempre viaggiato attraverso lo spazio ed il tempo, ed ha avuto quindi la possibilità di vedere, conoscere, confrontarsi, riflettere sugli eventi, le circostanze e le situazioni: mi sembra davvero improbabile che, pur nella sua prima incarnazione, possa davvero pensare che le donne siano adatte solo a pulire il Tardis o che siano fatte di vetro. Più che divertente, l'ho trovato offensivo: nei confronti del Primo Dottore, ridotto a un mero maschilista figlio del tempo in cui il suo personaggio è stato presentato per la prima volta sullo schermo; nei confronti del prossimo Dottore, che ha fatto la sua prima apparizione nello stesso episodio che lei ha deciso di farcire di battute sessiste assolutamente non richieste o gradite; nei confronti degli spettatori e delle spettatrici, che meritano molto di più di questo spirito misogino da una puntata che dovrebbe essere importante nel percorso di una serie come Doctor Who. Se c'è un personaggio che non è che non dovrebbe essere figlio del proprio tempo, soprattutto nei suoi aspetti più conservatori, quello è proprio il Dottore.

Mr. Moffat, questo special di Natale è stata la conferma di quanto lei volesse lasciare il Tardis e quanto Doctor Who avesse bisogno che lei passasse il testimone di showrunner a qualcun altro. Speravo che questo episodio potesse essere la sua swan song, che ci salutasse in modo che potessimo ricordare questo passaggio con nostalgia, ma ahimé l'unico senso che mi pervade è quello di un'immensa liberazione dalla sua penna (e da Clara, che proprio non se la poteva risparmiare anche in questo episodio).

Il ritorno di Bill Potts

Letterina di Natale a Mr. Capaldi

Se per il nostro Steven Moffat non ho espresso le parole più cordiali di questo mondo – o  di questo universo –, d'altra parte c'è una persona a cui debbo delle parole di sincero ringraziamento, un commiato dovuto e nostalgico che sa di "poteva essere, ma non è stato."

Dear Mr. Capaldi,
semplicemente grazie. Credo che lei sia riuscito in un'impresa non semplice durante gli anni della sua permanenza sullo schermo. Il suo Dodicesimo Dottore non è stato tra i più amati dal pubblico e non rientra tra le mie rigenerazioni preferite del Signore del Tempo. Tuttavia, sono più che convinta che lo scarso appeal del suo Dottore sul pubblico non dipenda da lei, ma dal signore a cui ho dedicato più di una riga proprio qui sopra. Lei, d'altra parte, penso abbia svolto sempre un lavoro egregio a livello interpretativo, riuscendo a dar lustro a un personaggio che, ahimé, solo a tratti ha avuto una caratterizzazione solida e coerente e ancor più raramente ha avuto davvero possibilità di splendere. Ed è proprio per questo che credo che lei abbia ottemperato ad un compito difficilissimo: quello di far splendere un personaggio che nella sua scrittura non aveva luce. Ci sono stati momenti e puntate in cui il Dodicesimo Dottore è riuscito a venir fuori: non sono stati molti, ma sono stati memorabili, proprio grazie a quel mostro di interpretazione che è lei, senza alcuna ombra di dubbio. 
Saluto il suo Dottore con tanta nostalgia, consapevole che, con il substrato di potenziale che aveva con lei come interprete, con la giusta scrittura alle spalle avrebbe potuto dare molto di più. Perché il suo Dottore meritava di più: più sostanza, più coerenza, più considerazione, più cura, e decisamente più di quanto Moffat abbia deciso avidamente di dargli. La lascio andare con rammarico e gratitudine.

Laugh hard. Run fast. Be kind. Doctor... I let you go.

Peter Capaldi nei panni del Dodicesimo Dottore

Considerazioni finali

Con Twice Upon A TimeSteven Moffat fallisce su un duplice fronte: non riesce a dare un commiato degno al Dodicesimo Dottore e non riesce a darlo neanche a se stesso. Con un episodio troppo povero rispetto all'importanza che avrebbe dovuto rivestire nel percorso della serie, il passaggio di testimone a Chris Chibnall e Jodie Whittaker avviene in maniera insipida, con una puntata dalla consistenza labile e dall'emotività risicata.
 
 

Doctor Who (moderna) 146

Titolo italiano:  C'era due volte
Titolo Originale: [SPECIAL] Twice Upon A Time

Data italiana: 11/02/2018
Data in patria: 25/12/2017
Durata: 0 minuti

Totale voti:   3   1   1 


Mei_Chan

Toccante l'addio di Capaldi al personaggio del Dottore, mi ha commossa. Non vedo l'ora di vedere Jodie all'opera!

 30/09/2018

rubber761

Nulla di trascendentale ! Si lascia guardare.

 28/12/2017

RinK-Chan

Il passaggio di testimone a Chris Chibnall e Jodie Whittaker avviene in maniera insipida, con una puntata dalla consistenza labile e dall'emotività risicata.

 27/12/2017


Altri Voti