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Richard diventa cattivo e va contro tutti. Il risultato? È delizioso.

Dopo una terza stagione zoppicante, sottotono e riuscita a metà, Silicon Valley torna con un quarto capitolo eccellente ed incredibilmente sperimentale che in alcune sessioni è in grado di far evolvere la comedy e permetterle di sfociare nel dramedy, trasformando quest'anno nel migliore di sempre dal lancio della serie.
Silicon Valley: recensione della quarta stagione
La trama di questa quarta stagione ha il pregio di raccogliere quanto seminato nelle prime tre e tirare le somme degli eventi, investendo tutto sullo sviluppo e l'evoluzione dei suoi protagonisti. Il rivoluzionario algoritmo di compressione brevettato da Richard fatica infatti a trovare una forma d'espressione ideale, e anche l'ultimo impiego trovato, la PiperChat di Dinesh, finisce con il rivelarsi un buco nell'acqua. E la mole di fallimenti che si susseguono l'uno dietro l'altro ad un passo dal successo tanto sperato, portano Richard ad incamminarsi verso un sentiero oscuro. Basta nascondere la testa sotto la sabbia e giocare pulito: è tempo di alzare la voce di fronte le angherie subite, e passare alla controffensiva, affilando le unghie e i denti... anche se questo significherebbe infrangere la legge.

Questo concetto applicato a qualsiasi altro personaggio della serie (tranne Jared, ma lui è su tutt'altro livello) non introdurrebbe nessuna sostanziale novità, ma su Richard, il protagonista della serie, che nonostante i suoi difetti ha sempre anteposto l'etica e la correttezza davanti tutto il resto, permette alla sceneggiatura di esplorare storie e scenari completamente nuovi, ponendo anche tutti gli altri personaggi, di contorno e no, sotto un'ottica differente: da Dinesh e Gilfoyle che abbandonano astio e rivalità per andare contro Richard, a Jared che addirittura rassegna le sue dimissioni anziché scendere a patti con il nuovo e malvagio Richard, fino all'improbabile alleanza con il nemico di sempre, Gavin Belson. E proprio quest'ultima cosa è particolarmente importante, perché ci aiuta a determinare quello che pensiamo diverrà l'impiego definitivo di PiedPiper all'interno della serie: l'internet 2.0.

 
Richard, Dinesh e Gilfoyle


In una recente intervista, Thomas Middleditch aveva definito il percorso del suo personaggio in questa stagione, simile a quello che Walter White affronta in Breaking Bad. Non ci sentiamo assolutamente di dar torto l'attore: essere disposto a scendere a patti con Gavin, licenziare Jared, sfruttare la bonaria ed ingenua idiozia di Big Head e violare la legge pur di realizzare il proprio scopo lo hanno reso il tipo di persona con cui non ha mai desiderato lavorare, regalando da un punto di vista narrativo, in particolar modo nella seconda tranche di puntate, tensione ed atmosfere da dramedy allo show. Per quanto siamo abituati infatti a vedere i nostri svincolarsi dalle situazioni più assurde e pericolose, mai tante volte come quest'anno ci siamo detti "Ecco, stavolta è davvero finita." Quando la squadra acquisisce nuove consapevolezze e torna ad essere unita, sono la fortuna, il destino, il karma, la casualità, o come in questo caso se preferite -plauso agli autori- una scena dissacrante ed apparentemente fine a sé stessa inserita qualche episodio prima per salvare i nostri informatici sfigati dalla rovina più totale. La potenza di questo percorso e la maturità acquisita da Richard in quest'esperienza però non lo fanno ritornare quello di prima, bensì lo trasformano in qualcosa di nuovo, nella bellissima sequenza finale tra lui e Gavin, possiamo scoprire come il personaggio si sia sì ricongiunto al suo animo giusto e corretto, ma senza aver perso la grinta e la determinazione necessarie per guadagnarsi spazio nel mare di squali della Valley, diventando agli occhi del suo ritrovato nemico l'erede spirituale di Peter Gregory. Avete la pelle d'oca, vero? Anche noi.


Un altro personaggio il cui ruolo si è determinato chiave (anzi, lui è l'Uomo Chiave!) in questa quarta stagione, è Erlich: che T.J. Miller non sarà più nello show a partire dalla prossima stagione ve l'avevamo già detto -ed in futuro torneremo a spiegarvi nel dettaglio i motivi-, ma il modo in cui lo farà è stato scritto in stato di grazia: da sempre, il padre di Aviato è considerato dagli altri cervelloni di PiedPiper alla stregua di un mero locatore, che odiato da tutti per la sua arroganza e presunzione oltre che per la sua inettitudine, ha bilanciato il proprio screentime tra il mettere nei guai i suoi amici nell'80% del tempo ed il provare a salvarli nel rimanente 20%. Questo ha portato il buon Bachman a vivere una condizione da eterno perdente, costantemente rifiutato dalle api del suo alveare, dai potenziali clienti e persino dal successo stesso, cosa che in questa stagione ci ha portato a comprendere come in realtà dietro quella sfacciataggine si celasse un uomo che desiderava solo essere accettato, fare parte di qualcosa e guadagnarsi fama e gloria contribuendo a qualcosa di importante, anziché vivere all'ombra di tutto ciò. La sua uscita di scena è quindi tragica, epica ed in perfetta linea con il personaggio.
 
Erlich e Gavin Belson in Tibet

Ci siamo focalizzati molto sui personaggi nel corso di questa recensione, ma ciò che rende tanto prezioso questo show sono proprio loro: l'incredibile versatilità ed umanità con cui vengono scritti ne estremizza le caratteristiche, ma non li rende macchiette o stereotipi. In un contesto in cui la barca rischia di affondare dall'oggi al domani, solo alla fine i nostri realizzano che per restare a galla devono rimanere uniti, prima l'egoista natura umana ha il sopravvento e questo permette non solo di far uscire il lato più viscido, disgustoso e divertente dei personaggi, ma anche creare le più strane alleanze e accoppiate del caso: da Erlich ad Jin-Yang a Gilfoyle e Dinesh, da Richard a Gavin, fino alla Civil War combattuta nella Hooli.

In una stagione che propone una trama orizzontale, solida, ben costruita, ricca di guest-star d'eccezione (noi Haley Joel Osment e la sua tecnologia VR non riusciamo proprio ad odiarli, specie se ci faranno passare per sempre quella fastidiosissima nausea!), non si respirano cali o carenze di risate: situazioni spassose, dissacranti, irriverenti, cattive, volgari e inaspettate, permeano la serie dal primo all'ultimo episodio, non dimenticando lungo il percorso nessun personaggio e/o situazione.
 

CONCLUSIONE

Silicon Valley ritorna con una quarta stagione sorprendente e carica di novità: correggendo tutti i difetti della precedente stagione e investendo tutto sullo sviluppo e l'evoluzione dei suoi protagonisti, lo show alza il tiro e sfocia nel dramma senza comunque trascurare il fattore comedy che rimane intatto dall'inizio alla fine. Sarà difficilissimo superare una stagione così completa e priva di cali o segni di stanchezza, soprattutto dopo aver perso un tassello fondamentale del puzzle, qual era T.J. Miller.

Ma per il momento preferiamo non fasciarci la testa ed applaudiamo gli autori per questo splendido quarto atto, ad oggi il migliore di tutti.

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Pro

  • Corretti tutti i difetti della scorsa stagione
  • Sorprendente sviluppo dei personaggi
  • Orizzontalità marcata come non mai
  • Apporto drammatico riuscito e convincente
  • Corretti Comicità dissacrante e tecnicismo accurato

Contro

  • /

Doppiatore, recensore, lettore accanito di manga, comics e Disney, divoratore di cinema e serie TV, videogiocatore incallito.


9 commenti

  • Tacchan - 4 mesi fa
      2     0
    Sono al sesto episodio, ma ad essere onesto per ora non mi ha preso come le altre stagioni. diciamo che manda al momento un progetto coinvolgente che pompa un po' gli eventi, e ci si perde tra piccole cose, non così rilevanti. Insomma, si è ancora in una fase di scarico e di decollo, ma siamo già al sesto episodio.
  • Kouga - 4 mesi fa
      1     0
    Per me la terza stagione è la peggiore di tutte: non ha una direzione specifica, inserisce personaggi nuovi che sfrutta poco e male, e la comicità non è nemmeno delle più brillanti divenendo ridondante. Qui tutti e dico TUTTI i personaggi fanno un passo in avanti in termini di caratterizzazione evolendosi in qualcosa di nuovo (Richard su tutti, la sua analogia con Breaking Bad nell'intervista che abbiamo riportato qualche tempo fa è più che appropriata), le alleanze si mescolano e danno vita a siparietti improbabili e a più riprese ci sono situazioni drammatiche che in una comedy non mi sarei aspettato di vedere.

    Che la seconda parte della stagione sia superiore alla prima è vero, ma nel complesso è stata l'annata migliore di tutte perché ha avuto il coraggio di sperimentare molto cambiando persino genere, senza comunque snaturarsi.

    Mi dirai quando l'avrai conclusa!
  • Tacchan - 4 mesi fa
      1     0
    Certo

    Di certo è vero, si sono tutti messi in gioco, e non poco.

    Ciao,
    Andrea
  • Naco - 4 mesi fa
      1     1
    Sono abbastanza concorde con la recensione, sebbene a me la terza ia piaciuta esattamente come le altre.
    Mi ero persa la notizia di Miller, ma l'ho immaginato guardando la stagione: il modo in cui è andato via, però, mi ha steso e mi è piaciuto.
    Richard "cattivo", invece, mi è piaciuto meno. Chiariamoci, l'ho trovato logico: chi di noi, dopo tante fregature non decide che, basta, adesso si cambia musica? E lo capisco, davvero. Però a me il primo Richard, quello onesto fino in fondo, piaceva: in un mondo come il nostro, persone del genere, che alla fine riescono a farcela, servirebbero davvero. Per fortuna, alal fine, si arriva a un compromesso: diciamo che Richiard esce dal tunnel cambiato - sperando non in peggio, però. XD
    Jared è la tenerezza assoluta, così diverso ma così uguale a se stesso: lui per Richard farebbe qualsiasi cosa, ma alla fine sa che ci sono principi che non possono essere abbandonati (e per fortuna lo capisce anche Richard, che torna a chiedergli scusa.
    Gli altri due hanno dimostrato che, pur lanciandosi frecciatine, nel momento più importante, sanno fare fronte comune contro il "nemico" di turno.
    Sono contenta che Gavin sia tornato: preferisco lui a quell'idiota, sinceramente. xD
  • Kouga - 4 mesi fa
      0     1
    Assolutamente. Quella di Richard è solo una fase che il personaggio doveva tassativamente attraversare, giunto a questo punto della sua formazione. Ne è uscito trasformato, ma penso che sia una trasformazione molto positiva, l'anno prossimo la vera sfida sarà inserire nel cast un personaggio all'altezza di sopperire la mancanza di T.J. Miller!
  • GIGIO - 4 mesi fa
      1     0
    In ritardo ma arrivo anche io. Stagione che è piaciuta molto anche a me. Ora non so se definirla la migliore, sto riguardando la prima stagione grazie a Skyboxset e si nota un'immaturità tecnica e di sceneggiatura pazzesca, quindi si, potrebbe essere la migliore ma quello che più va sottolineato concordo con la recensione è la mutazione dei suoi protagonisti. Concordo anche con Middledich, la sua performance e scrittura somiglia per certi versi a Walter White, disposto a tutto per il risultato. Il bello/brutto di Silicon Valley è che spesso non ha proprio tempo materiale per mostrare le dinamiche personali e per giunta capita di vedere un litigio furibondo finire a "tarallucci e vino", forse andrebbe maggiormente spinto questo fattore (esempio Jared che viene schiacciato e torna come se niente fosse). Però tutto sommato Silicon Valley è questo, racchiude una missione a lungo termine che va portata avanti senza perdersi troppo nei particolari, per cui va bene così. Detto ciò io non ho mai riso così tanto e farlo dopo 4 stagioni, beh, è già un successo solo per questo. Credo resti uno dei migliori prodotti della tv via cavo, non vedo l'ora della prossima stagione (se mai ci sarà)
  • Kouga - 4 mesi fa
      0     0
    non vedo l'ora della prossima stagione (se mai ci sarà)


    La serie è già stata rinnovata, anche se senza quel personaggio superare questa stagione rappresenterà una vera e propria sfida! :/
  • GIGIO - 4 mesi fa
      1     0
    Non ricordavo del rinnovo. Guarda ti dirò che assenza di TJ Miller per quanto visto in questa stagione non peserà chissà quanto. Hanno valorizzato Dinesh e Gilfoy, caratterizzato Richard e compreso il valore di un'antagonista come Gavin. Ora è presto per parlare ma in una stagione simile a questa si può fare anche a meno di lui.
  • Tacchan - 4 mesi fa
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    Vista per intero, e posso dire che è quella che mi è piaciuta di meno. Sarà perchè sono un informatico, e qui quella parte è stata trascurata.

    Non metto in dubbio che si è fatto un bel lavoro di approfondimento dei personaggi, sopratutto per alcuni che non hanno avuto sufficiente luce in passato. La trasformazione di Richard l'ho trovata poi non così in linea con il passato e forse un po' eccessiva, più che evoluzione si tratta un po' di stravolgimento. Per carità, ci può anche stare, ma la trovo un po' tirata.

    A livello di sceneggiatura l'ho trovata la stagione più povera, con meno idee e meno appassionante, perlomeno alle vicende legate all'applicazione. Si vira su un concetto un po' più fumoso e meno sostenibile, ma è nel complesso l'intero ecosistema della valle che trovo più trascurato che nel passato. Insomma: in questa stagione c'è più spazio per i personaggi, meno di tutto il resto.

    Per cui no, secondo me non è la migliore e anzi, trovo sia quella che meno mi è piaciuta ad oggi.

    Ciao,
    Tacchan

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