Quando un prodotto è molto noto, è sotto gli occhi di tutti e diventa un po' il distintivo rappresentativo di un certo genere, nonché di una determinata emittente, e raggiunge, nel bene o nel male, il titolo di "icona", allora qualsiasi novità legata a tale prodotto diventa in tempo zero un argomento chiacchieratissimo e discusso a destra e manca. Quanto più è profonda è la novità che si va ad inserire, quanto più radicato è il cambiamento che si vuole attuare, quanto più plateale è l'evento che va a tracciare un'evitabile linea di demarcazione tra passato e presente, tanto più sarà amplificata la discussione sull'argomento, soprattutto se tale cambiamento avviene nell'era dell'informazione veloce, delle notizie che volano da una parte all'altra del globo in una manciata di secondi; insomma, nell'era di internet e delle discussioni da bar trasposte su larga scala sui social network.

Doctor Who è senza ombra dubbio una serie che può rientrare nella descrizione sopracitata: serie fantascientifica targata BBC che va avanti da più di 50 anni, la storia del Signore del Tempo ha cominciato a segnare un'epoca dalle prime puntate in bianco e nero della serie classica e continua a farlo ancora oggi, visto che conta un fandom vastissimo, super affezionato, un seguito attivo e presente che è andato crescendo sempre più. Che piaccia o meno, Doctor Who è un'icona e i cambiamenti che lo riguardano hanno un risalto non poco indifferente sulla società dei telefilm addicted: questo risultato è stato ancora maggiore e si è esteso ad un gruppo ancor più generalista e variegato di persone nel momento in cui, poco tempo fa, è stato annunciato il primo Dottore donna della storia dall'inizio della longeva e fortunata serie britannica. 

Come ogni cambiamento radicale, la decisione della BBC ha spaccato in due l'opinione pubblica: c'è chi ha esultato dalla gioia, chi invece ha guardato disperato lo schermo mentre Jodie Whittaker mostrava il suo volto al mondo nelle vesti della Tredicesima reicarnazione del Dottore. Chi vi parla fa parte della prima schiera ed è qui per elencarvi una serie di ragioni che l'hanno fatta esultare davanti lo schermo neanche l'Italia avesse di nuovo i mondiali di calcio, partendo dalle critiche più "in voga" lette in giro a tal proposito.
 
Perché scegliere un Dottore donna è stata la scelta giusta

"SACRE BLEU! AFFRONTO ALLA TRADIZIONE!"

Partiamo da un dato oggettivo: i Signori del Tempo si rigenerano quando sono in punto di morte e ci è stato già dimostrato che tale processo può portare ad un cambio di genere. Lo abbiamo visto con Missy, reincarnazione del frenemy del Dottore, il Maestro, introdotta nel corso dell'ottava stagione; ci è stato ribadito con il Generale nel corso del season finale della nona stagione, che ha dichiarato apertamente che, dopo una sola rigenerazione maschile, era un piacere ritornare ad avere un corpo femminile. In un certo senso, è la tradizione stessa a dirci che una cosa del genere è potenzialmente possibile: forse, il vero affronto alla tradizione sarebbe non sfruttare al 100% le possibilità oggettive che un personaggio offre, a maggior ragione se è il protagonista, quindi quello di cui si dovrebbe spremere fino all'ultima goccia di potenziale più di tutti.

Inoltre, da parte mia, non credo che un semplice cambio di genere possa minare effettivamente l'eredità che la serie e il personaggio portano con loro da tanti anni e cercano di consegnarci più o meno ad ogni puntata. Dal mio punto di vista, la tradizione sta nell'essere del Dottore, non nel suo genere: tradire questa fantomatica tradizione significherebbe tradire quell'essenza che identifica il Dottore, e quell'identità non si configura in una F o una M su una carta d'identità intergalattica, ma in un mondo molto più vasto ed interiore del semplice involucro di carne. L'importante è che il Dottore continui ad avere due cuori, quello che nasconde sotto i vestiti, il volto che mostra o la lunghezza dei suoi capelli sono accessori che possono cambiare un po' come vogliono: di certo non sono queste cose a fare del Dottore il Dottore. Time Lord o Time Lady fa poca differenza: l'importante è che il Dottore sia il Dottore, nella sua magnifica essenza. Essenza che, ripeto, trascende di gran lunga il volto con cui si mostra, ma che ha come biglietto da visita azioni, comportamenti e peculiarità che superano - concedetemelo - lo spazio e il tempo.
 
Ecco perché non è un affronto alla tradizione

"NON NE AVEVAMO BISOGNO!"

Per quanto mi riguarda, abbiamo fondamentalmente due buonissime ragioni per cui contraddire questa affermazionie: una di stampo decisamente più femminista - sulla quale non mi soffermerò in maniera specifica, dato che non è questa la sede per aprire certi discorsi nel dettaglio -, e un'altra più specificatamente telefilmica.

Prima di tutto, la popolazione femminile ne aveva bisogno: che ci siano categorie sotto rappresentate nel mondo delle serie TV è un dato di fatto, per questo sono più che contenta di vedere una donna alla guida di una delle serie più longeve e famose della storia, oltretutto di un genere, quello fantascientifico, che per molti anni è stato appannaggio esclusivo del genere maschile. 

Per quanto riguarda l'aspetto più prettamente telefilmico e di nostro maggiore interesse, la serie ne aveva bisogno: aveva bisogno di un cambiamento radicale, di un rinnovamento che da un lato desse una boccata d'aria fresca e dall'altro desse la possibilità alla serie stessa di avvicinarsi ancor di più alla società odierna. Il Dottore è un personaggio che di per sé, almeno a livello concettuale, trascende dallo spazio e dal tempo: la sua lunga, lunghissima vita, tutto ciò che ha visto, tutto ciò che ha provato, le creature che ha incontrato, tutto di questo personaggio urla a gran voce "mentalità apertà pronta ad accogliere sempre il nuovo con rispetto". A livello pratico, questa piccola considerazione non sempre ha trovato riscontro, e di certo ciò non è una colpa: chi crea e porta avanti il Dottore, sulla carta e sullo schermo, è comunque figlio del proprio tempo; proprio per questo penso sia dovere intrinseco di chi ci lavora cogliere qualsiasi possibilità per portare il Dottore ad essere almeno in linea con gli aspetti più progressisti e innovativi della realtà odierna e, se riesce, portarlo anche un passo un po' più avanti. Per questo credo che cogliere l'occasione e dare a questa serie per la prima volta una protagonista donna sia stata una delle scelte più sagge che si potesse fare e una delle scelte più rispettose nei confronti dello spirito della serie, del personaggio e del pubblico che va ad intrattenere.

Ecco perché ne avevamo bisogno

"È UNA STRATEGIA DI MARKETING!"

Lo è. Tanto più che è stata compiuta dopo esperimenti passati (come Missy), dopo che sono state valutate le reazioni dei fan a tali esperimenti e dopo che ci si è accertati che i tempi fossero maturi per farlo. Le serie TV rappresentano un business a dir poco imponente degli ultimi anni: le numerose serie che vengono ordinate ogni anno, assieme a quelle che vengono brutalmente cancellate, le pieghe non sempre naturali che prendono certe trame, la decisione di eliminare o meno certi personaggi, sono segni di quanto esse siano legate all'economia più di quanto noi stessi fan vogliamo ammettere. Le serie TV sono prodotti ed è ovvio che chiunque vi investa del denaro valuti anche, e a volte soprattutto, economicamente che risvolto potrebbero avere le scelte che decide di applicare a quel prodotto. È normale che ci sia il marketing di mezzo, sarebbe ingenuo escluderlo, ma non è solo quello, è anche quello. Una differenza sostanziale dal mio punto di vista. 

"ADESSO IL DOTTORE NON SAPRA' PIU' PARCHEGGIARE IL TARDIS!"

Fortunatamente, è proprio la così tanta difesa tradizione a smentire da sé quella che da parte di molti potrebbe essere considerata addirittura una battuta divertente. Il Dottore non l'ha mai saputo pilotare il Tardis, quindi riponente i vostri cliché da donna al volante, perché non fanno più ridere dal 1963 - no, la data non è messa lì a caso. 


"ORA ARRIVERANNO LE LESBICATE TRA LO SPAZIO E IL TEMPO!"

La prima cosa che mi è saltata alla mente quando per la prima volta ho letto un commento del genere è stata: "E se anche fosse? Spiegatemi dov'è il problema, perché io proprio non riesco a vederlo." Anzi, forse su questo punto, paradossalmente, Doctor Who non è ancora pronto a spingersi un po' più in là: il bacio tra il Maestro e il Dottore c'è stato solo quando il Maestro si è rigenerato nei panni femminili di Missy, non prima, eppure era sempre il Maestro. Parlando con cognizione di causa, su questo piano sembra che Doctor Who abbia fatto quasi un passo indietro piuttosto che uno in avanti.
 
Time Lady

Detto questo, ci terrei a ribadire che questa, ovviamente, è una mia opinione, che come tale potrebbe stare più simpatica ad alcuni e potrebbe essere meno congeniale ad altri - sono perfettamente consapevole della cosa. Non mi sono addetrata in queste righe sicura di avere la verità in tasca - quella, a parer mio non ce l'ha nessuno -, ho voluto semplicemente esporre il punto della situazione dalla mia prospettiva. Queste righe sono un articolato "secondo me" su ciò che questo evento significa e può significare, sarei più che lieta di leggere i "secondo voi" che, più moderati, più esaustivi o contrari che siano, varranno sicuramente la pena dei minuti che trascorreremo a leggerli.

Se da un evento che riguarda una serie TV si può arrivare a fare un discorso più ampio e importante della serie TV stessa, allora credo proprio che quel prodotto stia superando le sue più rosee aspettative. E se da tutto questo tumulto può nascere una discussione costruttiva su una realtà molto più complessa di ciò che siamo disposti ad ammettere, allora la serie TV ha fatto molto più che intrattenere: ha trasceso lo spazio ed il tempo e lo ha fatto per rendere più fruibile quella stessa realtà che voleva superare.