Netflix è sulla bocca di tutti e molto spesso attorno a determinati titoli si crea una sorta di trepidazione collettiva, come accade ad ogni ritorno di House of Cards, Orange is The New Black o all'arrivo di una nuova serie tratta dall'universo Marvel. A volte però arrivano in sordina prodotti che non vengono molto pubblicizzati, ma che riescono a conquistare il pubblico grazie al passaparola, come è accaduto a Stranger Things lo scorso anno o come abbiamo avuto modo di vedere questa primavera con Tredici. Atypical, la nuova serie televisiva di Netflix, è una di queste. Lo show scritto da Robia Rashid ha già fatto parlare molto di sé a poche ore dal debutto, dividendo la critica tra coloro che appoggiano il modo in cui è stato trattato un tema molto sensibile, l'autismo, e tra coloro che invece puntano il dito contro l'operato della sceneggiatura, rea di aver comicizzato troppo questa disabilità. Dopo la visione della prima stagione noi ci schieriamo a fianco degli sceneggiatori perché, come avvenuto per Tredici, crediamo che questa commedia possa riuscire a mescolare le carte in tavola dell'opinione pubblica.  

Atypical recensione prima stagione

LA TRAMA DI ATYPICAL

Sam Gardner è un adolescente autistico che vive con i suoi genitori e con sua sorella Casey, alla quale è molto legato. Adora gli animali, è molto schietto e sincero e si divide tra studio ed un lavoro come impiegato in un negozio di elettronica. I problemi di Sam hanno monopolizzato la vita e la quiete della famiglia Gardner per molti anni, ma ora Sam è cresciuto e riesce ad avere una discreta indipendenza. I membri della famiglia reagiscono a questa leggera dose di libertà in maniera differente: Casey trova un ragazzo e cerca di farsi ammettere ad un'importante scuola grazie alle sue doti sportive; Elsa, la madre di Sam, comincia una relazione extraconiugale con un barman appena conosciuto; infine il padre Doug cerca di recuperare il tempo perduto con Casey cercando di farsi perdonare dall'intera famiglia il fatto di averli abbandonati per otto mesi quando comprese le difficoltà di Sam. Con un sacco di sfide da affrontare ogni giorno, il ragazzo però cerca di costruirsi una vita autonoma e indipendente, andando a caccia della sua prima ragazza con l'aiuto dalla sua terapista Julia - della quale è segretamente innamorato - e del suo unico amico nonché collega Zahid.    

SI PUÒ INSEGNARE ANCHE FACENDO SORRIDERE

Le critiche ricevute da Aypical, soprattutto da parte dei centri di salute mentale, non si comprendono appieno. La serie televisiva non è affatto un prodotto leggero, che ridicolizza il disturbo di Sam o che non affronta tutti i problemi della sua vita quotidiana e della famiglia che lo circonda. L'autismo si apre a numerose forme - come spiegato proprio dallo stesso show - e Sam rispecchia la categoria di coloro che hanno un autismo ad alto funzionamento e cioè che all'apparenza non mostrano alcun segno di disturbo e sono in grado di interagire e comprendere coloro che li circondano. Il comportamento di Sam, il suo non avere peli sulla lingua, il suo approccio al sesso, il suo continuo paragonare le condotte delle persone accanto a lui agli animali strappano sì un sorriso, ma è un sorriso di partecipazione non di scherno.  

Con questo sistema Atypical avvicina i telespettatori ad un problema reale e fa comprendere le grandi prove quotidiane che queste persone devono affrontare. Le difficoltà non sono solo quelle di Sam, ma anche della sua famiglia, che deve tutti i giorni impegnarsi affinché non vi siano imprevisti di sorta e che fatica a vivere al 100% la propria vita. Di prodotti come Atypical ve ne è sempre bisogno, perché attraverso la televisione, che resta un mezzo di intrattenimento ma anche di informazione, si possono passare insegnamenti che difficilmente verrebbero recepiti. La serie televisiva mostra come la conoscenza di questo disturbo sia ancora latente nelle persone comuni, ma mostra altresì come con pochi accorgimenti possono essere evitate situazioni dannose per chi vive con queste problematiche.   

Atypical Netflix recensione prima stagione

ATYPICAL NON È IL PROTAGONISTA MA IL GENERE TELEVISIVO

La fase iniziale di Atypical è costellata di momenti dal sorriso facile, ma tutto questo dura giusto l'attimo delle presentazioni. In realtà, la serie televisiva mostra uno spaccato sociale veramente molto delicato: nonostante la famiglia all'apparenza si presenti solida, ha invece diversi problemi e lo show li affronta in maniera oculata ed attenta. Sam non è il solo protagonista di Atypical, ma uno dei tanti. Ci immergiamo molto nella vita e nella mente di tutta la famiglia e affrontiamo allo stesso tempo con dolcezza la prima relazione di Sam - che strappa qualche momento molto emozionante -. Abbiamo tre storie d'amore agli esordi, completamente differenti l'una dall'altra, e momenti non puramente drammatici ma comunque riflessivi. Insomma, Atypical è veramente un genere "atipico" - come da titolo - che affronta un tema drammatico senza l'ilarità della commedia, senza momenti lenti e noiosi e senza sdrammatizzare, mescolando sentimenti tra i più disparati - dall'amore, alla rabbia, ai tradimenti - in maniera originale e differente da tutti i prodotti proposti finora.

Dal punto di vista tecnico sono da sottolineare le musiche, spesso accompagnate da un pianoforte che denota leggerezza ma non superficialità, che è presente soprattutto nelle narrazioni in prima persona di Sam e nei momenti più carichi di emozione. Il cast è stato all'altezza della situazione, a cominciare da Keir Gilchrist - molto credibile e capace di trasmettere le sensazioni di Sam - fino ai ben più esperti Jennifer Jason Leigh e Michael Rapaport nei panni di genitori con diversi ostacoli e contrasti da superare. Meno incisiva secondo noi la prova di Brigette Lundy-Paine, troppo acerba rispetto ai suoi colleghi sul set.  
 
Atypical è una serie televisiva che merita di essere guardata. In soli 8 episodi affronta un tema molto delicato, di cui in pochi hanno piena conoscenza, e lo trasforma in qualcosa di adatto al pubblico medio, senza terminologie tecniche e facendo comprendere quali siano ostacoli e difficoltà che bisogna affrontare quotidianamente nonché gli accorgimenti da destinare a queste persone. Il tempo scorre con assoluta leggerezza e l'interesse cresce episodio dopo episodio. Tra i tanti titoli proposti in questa stagione televisiva, Atypical è certamente tra i più coraggiosi ed originali. Una vera e piacevole sorpresa.