La prima stagione di The Shannara Chronicles è stata molto criticata, risultando una delle delusioni maggiori della passata stagione televisiva. L'adattamento dei romanzi di Terry Brooks prometteva di trasporre in video un mondo fantastico, unito a storie solide, regalandoci quindi uno show fantasy classico come non se ne vedevano da anni. Purtroppo le libertà narrative, unite a una scrittura poco brillante, hanno affossato il risultato finale. MTV ha impostato la serie TV per un pubblico giovane, mettendo in risalto i triangoli amorosi piuttosto che concentrarsi sugli aspetti più epici della vicenda. A riprova che The Shannara Chronicles non avesse convinto è stato il cambio di network: da MTV a Spike. Vediamo se questo cambiamento avrà giovato al serial, facendolo rinascere dalle proprie ceneri.

Prima di proseguire con la recensione, vi invito a leggere il reportage dell'incontro con Terry Brooks che abbiamo avuto al Lucca Comics and Games lo scorso anno. Il famoso scrittore non ha esitato a rispondere a domande sulla trasposizione delle sue opere letterarie.
 
Wil e Mareth

THE SHANNARA CHRONICLES: TRAMA E CAST

Le vicende narrate sono ambientate un anno dopo la prima stagione. Wil ha voltato le spalle al suo destino, diventando un semplice guaritore. Purtroppo, però, verrà preso di mira da un'organizzazione chiamata I Cremisi, che dà la caccia a chi pratica la magia. L'incontro con una ragazza di nome Mareth lo porterà nuovamente sul suo sentiero fatto di battaglie e pericoli. I due, assieme ad Eretria, cercheranno l'aiuto di Allanon, mentre Bandon, passato al lato oscuro, deciderà di resuscitare il Signore degli Inganni.
  
Garet Jax

THE SHANNARA CHRONICLES: IL VENTO DEL CAMBIAMENTO

The Shannara Chronicles si è ritrovata nella scomoda posizione di passare da serie molto attesa a serie TV che in pochi vogliono ancora vedere. Gli autori, però, hanno tirato dritti per la loro strada e, complice il passaggio ad un network con un target più adulto, hanno cercato di correggere alcuni errori dello show. I vari episodi non sono più espedienti per raccontare scialbe storie legate da una trama di fondo, ma tentano di essere funzionali nel creare e narrare una trama. Ciò che vediamo a schermo cerca di essere un po' più crudo, in modo da abbandonare quella patinata atmosfera da festa liceale. I rapporti affettivi sono ancora presenti e importanti, ma la vicenda non ruota solo attorno ad essi. Queste cose fanno sì che il livello della seconda stagione di The Shannara Chronicles sia migliore rispetto alla prima. Ovviamente lo show non ha cambiato completamente pelle e ha mantenuto molte delle sue caratteristiche passate, anche solo per coerenza di visione. Non ci troveremo quindi davanti a un prodotto completamente diverso da prima, ma sicuramente a qualcosa di più godibile. Le prime puntate risultano interessanti, muovendosi in una storia completamente originale rispetto alle opere di Terry Brooks, ma essendo, per assurdo, molto più citazionistiche verso il suo universo narrativo. Certo gli appassionati non potranno ritenersi soddisfatti nemmeno stavolta - Gareth Jax è un insulto verso la sua controparte cartacea - ma almeno le libertà narrative hanno un senso nell'economia della storia. Peccato che, superata metà stagione, si perda un po' la bussola. Troppa la carne messa al fuoco: per risolverla si è ricorsi a svolte di trama discutibili e troppo veloci, scadendo nella superficialità. 
 
Riga e i Cremisi

THE SHANNARA CHRONICLES: IL PROBLEMA DEL RECITARE

Il finale di stagione di The Shannara Chronicles punta ad essere più strappa lacrime che epico, deludendo nello scontro finale. Il Signore degli Inganni visivamente offre poco, anche perché interpretato da Manu Bennett, che si sdoppia così in due ruoli. Personalmente trovo pacchiano avere la nemesi del protagonista (o, in questo caso, del mentore del protagonista) interpretato dallo stesso attore, per quanto questo si possa giustificare a livello di trama. Ma aldilà di questo, le trame ricevono una buona chiusura del cerchio, esaurendo in modo soddisfacente quanto visto nelle prime due stagioni del serial. Immancabile, ovviamente, il cliffhanger finale, che rimette tutto in discussione tentando di creare hype per la prossima stagione.

Uno dei problemi maggiori di The Shannara Chronicles è il fatto che il cast più adulto - e quindi più esperto - sia ulteriormente diminuito a favore di attori giovani. Questo fa sì che anche il livello di recitazione si sia ulteriormente abbassato. Austin Butler non è abbastanza espressivo per dare giustizia a tutto ciò che succede al suo personaggio, e lo stesso vale per i suoi compagni di avventura. Per loro fortuna molte volte si è distratti dai panorami offerti dalla serie TV, che non ci fanno prestare troppa attenzione alla loro prestazione su schermo. Gli effetti speciali sono altalenanti: a volte rendono bene ciò che gli autori avevano in mente, a volte invece sono da produzione di secondo piano. Questi sono difetti ereditati dalla stagione scorsa che sembrano non poter aver soluzione in corso d'opera.
 
Eretria e Lyria

THE SHANNARA CHRONICLES: GIUDIZIO

The Shannara Chronicles ha l'indubbio merito di provare a risollevarsi dopo una prima stagione aspramente criticata. Dimostra di aver capito quali fossero le sue maggiori pecche e ha cercato di intervenire in questo senso, ma ormai il DNA della serie TV è stato scritto, quindi non è stato possibile effettuare un miracolo. I suoi difetti atavici affliggono ancora il prodotto, ma l'esperienza di visione risulta molto più godibile che in precedenza. Nessuno avrebbe scommesso un euro sulla seconda stagione di The Shannara Chronicles - e probabilmente non ci scommetterebbero nemmeno ora - ma, visto il disastro precedente, uno sguardo più positivo glielo si può concedere.