Dopo due anni da Il Caso di O.J. Simpson, American Crime Story è tornata sugli schermi, con una vicenda meno nota, ma altrettanto significativa, L'assassinio di Gianni Versace. La seconda stagione si è dovuta confrontare con una pesante eredità, lasciata dalla stagione precedente che riscosse un ottimo successo di pubblico e critica, tenendo gli spettatori incollati allo schermo, pur raccontando una vicenda da un così forte seguito mediatico. L'assassinio dello stilista al contrario è stata una storia più in sordina, ovviamente se confrontata con la precedente, come riuscire quindi a sorprendere pur mantenendo una continuità con O.J. Simpson? Semplicemente continuando a raccontare del carnefice, in questo caso Andrew Cunanan.
 
Darren Criss è Andrew Cunanan

Trama e cast

L'assassinio di Gianni Versace prosegue su due binari intrecciati tra loro, da una parte c'è la storia del uomo che da il nome alla stagione, lo stilista Gianni Versace. Dai suoi inizi fino alla fine della sua vita, passando per gli eventi più significativi della sua carriera, anche attraverso gli occhi di coloro che gli erano più vicini, quali la sorella Donatella Versace e il suo compagno Antonio D'Amico.
 
Dall'altro lato, c'è la storia del suo carnefice, Andrew Cunanan, cresciuto da principe, che sprofonda sempre di più nella sua follia. Quando è costretto a scendere dal piedistallo in cui è stato posto, arriva ad uccidere i propri amanti, fino ad arrivare alla celebrità, forse per avere anche lui un riconoscimento ed appagare così il proprio ego.
 
In una serie corale, come American Crime Story, fondamentale importanza e attenzione va data al cast. Sa la prima stagione vide le ottime performance di Sterling K. Brown, Courtney B. Vance, Cuba Gooding Jr., Sarah Paulson, solo per citarne alcuni, la seconda non poteva essere da meno. Abbiamo quindi Darren Criss (Andrew Cunanan), Édgar Ramírez (Gianni Versace), Ricky Martin (Antonio D'Amico), Penelope Cruz (Donatella Versace) e Finn Wittrock (Jeffrey Trail).
 
Édgar Ramírez è Gianni Versace

Cunanan e Versace: due mondi distanti ma vicini tra loro

A discapito del titolo, ne L'assassinio di Gianni Versace, il vero protagonista non è lo stilista, bensì il suo assassino; cosa che ha fatto storcere il naso a molti, primi fra tutti la stessa famiglia Versace. La storia di Andrew Cunanan, ottimamente interpretato da Darren Criss, viene raccontata a ritroso, partendo dall'evento che dà il nome alla serie, fino alla sua infanzia soffermandosi su precisi periodi della sua vita. Attraverso questi episodi viene ricostruita la figura di un giovane di grande intelligenza e carisma, cresciuto come un principe dalla propria famiglia e verso il quale sono state riposte enormi aspettative. Ha avuto una madre che lo venerava e lo cullava e soprattutto un padre che tentava di modellarlo secondo le proprie idee. Di puntata in puntata però la sua figura viene decostruita e distrutta, è un uomo con un eccessivo e irrealistico bisogno di successo, che vuole emergere, eccellere e discostarsi da coloro che lo circondano, senza però raggiungere i risultati desiderati. Andiamo a fondo nella follia, negli impulsi e nelle motivazioni che lo spinsero ad uccidere. Cunanan infatti era un serial killer, prima di Versace uccise altri quattro uomini, tre dei quali suoi amanti o ex, ovvero Jeffrey Trail, David Madson, Lee Miglin e William Reese, guardiano di un cimitero che uccise per rubargli la macchina. Viene dunque analizzato il percorso che portò Cunanan a sparare il colpo di pistola a Miami e ad uccidere lo stilista italiano, suo idolo e icona, ucciso forse per invidia o forse per il suo bisogno di essere riconosciuto. L'assassinio di Gianni Versace dà quindi una possibile spiegazione delle motivazioni che hanno guidato Cunanan, poiché se siano quelle vere o meno rimane tutt'ora un mistero, negli anni ci sono state infatti numerose speculazioni in merito.
 
American Crime Story recensione della seconda stagione
 
Come detto in precedenza, la serie ha due facce, se da un lato c'è Andrew Cunanan e il suo mondo fatto di eccessi e follia, dall'altro c'è il mondo di Gianni Versace, della sua famiglia e della moda. Anche se in misura minore viene ricostruita la figura dello stilista, di un uomo geniale nel proprio ambito, che ha influenzato in modo massiccio la moda negli anni a venire. Anche in questo caso vengono raccontati alcuni degli episodi più importanti della vita dello stilista, in particolare le prove che ha dovuto affrontare per imporsi prima come uomo e poi come stilista. La sua figura è stata indissolubilmente legata a quella della sorella Donatella Versace e del compagno Antonio D'Amico, che anche nella serie gli viene dato il giusto spazio. 
 
Due vite tanto diverse quanto simili, quella di Cunanan e di Versace ma accomunati da quello che è forse il vero tema portante, il mondo omosessuale. Un tema che emerse pochi anni prima rispetto alle vicende narrate e che si dovette scontrare con forti pregiudizi, soprattutto a causa dell'HIV e alcuni dei quali ancora oggi persistono. Gli autori hanno voluto quindi descrivere, ancora una volta, questo mondo e le problematiche che ne sono scaturite, attraverso gli occhi di tutti i personaggi. L'argomento è stato trattato a volte in maniera interessante, vedi la storia di Jeffrey Trail, altre, però, in maniera quasi esasperante e forzata.
 
Infine, pur non essendo il tema centrale, vengono comunque descritti gli errori del sistema giudiziario statunitense, che non ha provveduto tempestivamente, pur essendo in possesso delle informazioni, alla cattura di Andrew Cunanan.

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Conclusione

L'assassinio di Gianni Versace sconta la pesante eredità lasciata da Il Caso di O.J. Simpson, dal quale ne è comunque uscito ottimamente, pur non raggiungendo i picchi del suo predecessore. La storia parte a rilento, lasciando un boccone amaro, per poi andarsi a delineare nel corso degli episodi fornendo il quadro completo dell'intera vicenda e rendendo soddisfacente la visione. La serie racconta di due mondi solo apparentemente distanti tra loro, da un lato scende negli abissi della follia di Andrew Cunanan andando a creare un puzzle completo della sua personalità disturbata. Dal altro descrive la genialità e la creatività del grande stilista Gianni Versace che si è dovuto scontrare con numerose difficoltà. Entrambi condividevano però l'omosessualità e le problematiche che ne derivavano, soprattutto in quegli anni; quest'ultimo vero tema portante della serie, raccontato però in maniera altalenante.

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