Dopo numerosi risultati altalenanti e non sempre convincenti di pellicole indie e di nicchia, Il primo blockbuster targato Netflix arriva giusto in tempo per Natale ed è un amalgama di diversi generi. Bright porta le firme di Max Landis (Dirk Gently) alla sceneggiatura e David Ayer (Suicide Squad) alla regia e mette al timone della storia Will Smith (non serve vi metta un titolo tra parentesi, vero?).

La critica internazionale si è espressa sull'esperimento in modo perentorio sancendolo come "Il peggior film del 2017", ma sarà veramente così? Scopriamolo!
 

ORCHI, ELFI, FATE... E SBIRRI

In una realtà distopica molto simile alla nostra, gli esseri umani condividono il mondo con le più disparate creature, tra cui spiccano elfi ed orchi. Se i primi sono osannati per la loro classe, bellezza e appartengono per lo più all'alto ceto sociale, lo stesso non si può invece dire degli orchi, relegati nei bassifondi e malvisti a causa di una leggenda che li vede parteggiare per il Signore Oscuro, un'entità che più di duemila anni fa gettò il mondo nel baratro. È in questo contesto che facciamo la conoscenza di Daryl Ward, un poliziotto operativo nella città di Los Angeles partner del primo agente orco della storia, Nick Jakoby. La convivenza tra paure, dicerie e pressioni non è assolutamente delle migliori e la situazione precipita ulteriormente quando, durante una chiamata, i due s'imbattono in una Bacchetta Magica, il leggendario strumento che, se impugnato da un Bright - l'unico essere vivente capace di padroneggiare la magia - ha il potere di esaudire qualsiasi desiderio. E proprio la sete di conquista nei confronti del magico artefatto sembra essere l'unica cosa ad accomunare tutte le razze coinvolte in questo gioco di potere.

Senza addentrarci ulteriormente all'interno della storia, è chiaro fin da subito che Bright sulla carta si presenta come un film ambizioso: il setting in cui si muove la vicenda ha trascorsi lunghi oltre due millenni ed è stratificato nel modo più disparato, suscitando non poca curiosità nei confronti dello spettatore... tuttavia, questa curiosità verrà soddisfatta solo sommariamente, perché purtroppo la sceneggiatura non si dilunga più di tanto sul racconto e l'esplorazione dell'universo narrativo della storia (ed è un peccato perché pensiamo che le potenzialità siano moltissime), ci fornisce solo gli elementi che interessano la storia di Daryl e Jakoby, che da pedine di un gioco più grande di loro si ritroveranno ad esserne contro il loro volere i protagonisti assoluti - e saranno di conseguenza costretti ad affrontare e superare le reciproche divergenze che li mette l'uno contro l'altro pur di uscirne vivi. Tuttavia, visto che Bright non è (solo) un buddy movie, ciò non è sufficiente: per tutta la durata del film il conflitto più antico del mondo, la profezia, il retaggio, i poteri e la responsabilità sono concetti ridondanti e veicolano il prosequio degli eventi, ed è qui che la pellicola fallisce. Lo sviluppo della trama viene affrontato in modo abbozzato e superficiale, concludendosi nel terzo atto in modo banale e perdendo tutta la sua consistenza quando dall'action abbraccia la magia, quasi mostrandosi insicura nel divincolarsi tra un genere e l'altro timorosa del risultato.

Ma tutto questo rende davvero Bright il peggior film dell'anno? Assolutamente no. Per scoprire perché invece dovreste vederlo, dovrete pazientare ancora un poco.
 
Bright: recensione del film Netflix
 

UN FANTASY BASATO SULLA REALTÀ

Come anticipato poco sopra, Bright è il connubio di diversi generi, alcuni dei quali il pubblico generalista non è assolutamente abituato vedere insieme: ci stiamo riferendo al poliziesco e... al fantasy. Se il concept in sé non è originalissimo (a seconda della sequenza presa in esame, nel calderone vediamo tra gli altri come principali fonti d'ispirazione Alien Nation, District Nine, Bad Boys e Animali Fantastici e Dove Trovarli), il modo in cui viene raccontato è decisamente fresco perché estremamente attinente alla nostra realtà e con un messaggio che ci sentiamo assolutamente di promuovere: l'insensatezza dell'odio. Il modo in cui vengono trattati gli orchi ed il loro rapporto conflittuale con le forze dell'ordine e le masse, trova analogie nell'odierna società americana, dove una politica scellerata crocifigge un'intera etnia condannandola per il colore della sua pelle, le sue tradizioni o il credo religioso. Questo viene espresso egregiamente dal personaggio meglio caratterizzato della pellicola, Jakoby: sensibile, divertente, altruista e giusto, ed al contempo forte, l'orco è un gigante gentile che fatica a ritagliarsi un posto nel mondo venendo visto dagli uomini come un mostro, e dagli altri orchi come una vergogna; impossibile non empatizzare con lui.

Tecnicamente parlando, il film non ha assolutamente nulla da invidiare ad una produzione cinematografica: non solo per la fotografia (tipicamente Ayeresca) capace di giostrarsi nelle tonalità scure e fredde del fantasy a quelle più luminose, solari ed urbane; anche gli effetti visivi, il make-up, gli splendidi e suggestivi murales che aprono il film, le sequenze d'azione ritmate e ben coreografate contribuiscono a donare alla pellicola un'estetica decisa. Cosa che viene incorniciata da una colonna sonora studiata ed azzeccata.
 

CONCLUSIONE

Bright è un titolo ambizioso, pieno di avvincenti sequenze d'azione, effetti visivi curati, momenti divertenti ed un universo dalle grandi potenzialità che soffre dell'inutile gravitas di cui decide di sobbarcarsi benché non ne abbia alcun bisogno. Conscio della sua natura b-movie, poteva tranquillamente mirare a raccontare una storia semplice ma efficace, invece, districandosi tra action, fantasy e buddy movie, il film vuole essere tante, troppe cose e finisce col non farne bene nessuna. Questa crisi d'identità si ripercuote lungo i tre atti che compongono la storia, crogiolando in un finale banale e telefonato e che potrebbe venire risollevato solo da un sequel (che sappiamo già che ci sarà) dal tiro riveduto e corretto.

Visto senza pretese Bright può sicuramente intrattenere e divertire, ma difficilmente preso a sé stante così com'è stato costruito, riuscirà a rendersi emozionante e memorabile.

Bright è disponibile su Netflix da venerdì 22 dicembre.