Il 2018 su Netflix inizia con una serie graffiante, che fa della sua forza il ritmo e la spregiudicatezza, puntando i riflettori su uno spaccato generazionale, parliamo di The End of the F***ing World, irriverente dark comedy britannica in otto episodi, tratta dall'omonima graphic novel scritta e disegnata da Charles S. Forsman.

Dopo aver subito un trauma nel corso della sua infanzia, James (Alex Lawther, già visto ed apprezzato nell'ottimo "Zitto e Balla" di Black Mirror) è cresciuto conpensieri e desideri violenti che dapprima ha sfogato sugli animali e che ora pianifica di esercitare sulle persone. La vittima predestinata sembra essere Alyssa (Jessica Barden, Penny Dreadful), una sua compagna di scuola che si sente un'estranea fuoriposto in ciò che è diventata la sua famiglia e che vede in lui l'unica salvezza da una vita che non le appartiene più. Entrambi sentono il bisogno di fuggire da quell'ambiente cancerogeno ed abbracciare una vita nuova, quindi iniziano a frequentarsi fingendo un sentimento ed un'attrazione che non esistono solo per appagare i rispettivi bisogni personali (no, sebbene si tratti di teenager e sia un format inglese, non stiamo parlando di quei bisogni), per poi finire in seguito ad un viaggio on the road costernato di scoperte, speranze, disillusione, lacrime e violenza che sono diventati inconsciamente l'uno il rifugio dell'altra.
 
The End of the F**king World - Recensione della serie Netflix
 

"Visti agli occhi del mondo James ed Alyssa sembrano una coppia di criminali in fuga, ma il pubblico sa che non sono i nuovi Bonnie e Clyde. Paragonati agli altri adulti che incrociano il loro cammino, sembrano quasi personalità positive."


Come vi abbiamo già anticipato, The End of the F***ing World è uno spaccato generazionale: sin dalle prime sequenze possiamo intuire come tra gli adolescenti e gli adulti appartengano a due universi distinti e separati dove non solo non riescono a comunicare, ma sembrano vivere su piani esistenziali differenti con percezioni della realtà diametralmente opposte. Ricalcando solo inizialmente il cliché della coppia di criminali innamorata che perpetra la follia, la serie mira ad essere molto di più e distaccarsici in modo immediato. James ed Alyssa ci vengono presentate come personalità borderline, ma man mano che danno pubblico sfoggio del loro peggio, ci viene dato spazio alle loro voci interiori che oltre ad essere abili narratrici ci permettono di mettere a nudo le loro fragili vulnerabilità: la paura di crescere, non avere un futuro (e con delle radici così flebili, come dar loro torto?) e restare da soli. Quest'umanità, questo grido d'aiuto soffocato in cuore risalta ulterioriormente quando si relazionano alle personalità con cui si misurano nel corso del loro viaggio: infatti per assurdo, quasi tutti gli individui con cui i loro destini s'incrociano risultano umanamente peggiori di loro per cattiveria, superficialità e deviazioni, permettendo di conseguenza al pubblico di empatizzare più facilmente con la giovane coppia di protagonisti che sembrano se messi a confronto, delle personalità persino positive.

Teenager ed adulti, apatia ed aggressività, vita e morte. Il dualismo è un elemento importantissimo in The End of the F***ing World, per questo nonostante erroneamente venga venduta come una comedy (l'atipico formato di episodi da 20 minuti ed un trailer con un montaggio curioso come quello che vi proponiamo qui di seguito, possono effettivamente trarre in inganno), potremmo concordare che è una dark-comedy, se non persino un dramedy. Man mano che il viaggio prosegue tra tinte dark, personaggi surreali e momenti comici genuinamente divertenti, le atmosfere si fanno pesanti, cariche di tensione e dolore, ennesima metafora della crescita e del buio che la coppia vede davanti a loro, capace di illuminarsi solo quando si pensano insieme.
 
 

"Nello struggente finale, uno dei due protagonisti abbraccia la maturità e l'età adulta, mettendo fine al mondo dell'innocenza così come l'ha conosciuto. Forse proprio in questo trova senso il titolo della serie."


Questa pesantezza giunge il suo climax negli episodi conclusivi della prima stagione crogiolando in un finale drammatico ed intenso, in cui uno dei due protagonisti abbraccia la maturità e l'età adulta, mettendo così di conseguenza fine al mondo dell'innocenza così come l'ha conosciuto, esplorato ed imparato ad amare. Forse proprio in questo inatteso epilogo, trova senso il titolo della serie. E proprio parlando del finale c'è da chiedersi se abbia senso girare un'ipotetica seconda stagione, se ci fosse ancora qualcosa da aggiungere ad una storia che effettivamente ha dimostrato tutta la sua potenza narrativa con due protagonisti ben caratterizzati, e, con cui dopo un iniziale spaesamento è facile empatizzare, una colonna sonora ispirata e ricercata che trova le sue radici nei film indie a cui la serie strizza costantemente l'occhio, e che confeziona in poco meno di tre ore (perché potete visionarvi interamente The End of the F***ing World in una sera) un vero e proprio film.

Come avrete capito leggendo queste righe, chi vi scrive è rimasto folgorato dalla visione di The End of the F***ing World. Però è bene specificare che seppur breve, concisa, potente ed efficace, la serie ha dei difetti che rovinano il quadro generale della vicenda: i personaggi secondari non avendo un ruolo attivo nella storia ma solo marginale, risultano piuttosto stereotipati e deboli, cosa che ha ripercussioni sull'intera vicenda quando la narrazione si sposta dal dinamismo di James ed Alyssa al punto di vista dei loro famigliari, così ancora alla coppia di agenti di polizia, che indaga su di loro (tra cui potete riconoscere Gemma Whelan de Il Trono di Spade) e la loro complicata relazione sentimentale che stona molto con l'intera vicenda e le sue intenzioni, risultando poco interessante.
 
Alyssa e James
 

IN CONCLUSIONE...

The End of the F***ing World è un viaggio di formazione che attraversa le varie fasi della vita dall'adolescenza all'età adulta. Essendo i nostri protagonisti personalità borderline sfregiate dalla vita, tutte quelle che andremo a conoscere ed esplorare verranno esposte con una velocità disarmante catalizzandoci in un vortice emotivo in cui tutto può cambiare da un momento all'altro. Districandosi tra una prima parte più comica ed una seconda più drammatica, l'amore estemporaneo, ribelle e giovane di James ed Alyssa si presenta come una visione fresca ed appagante, che conscia dei limiti scelti dal formato e dal minutaggio saprà comunque regalare un'esperienza visiva significativa ed importante.