Durante il XV secolo la famiglia de' Medici ha promosso la rivoluzione culturale che ha portato l'Italia al di fuori di un'epoca oscura. Staccate sul presente. La serie TV I Medici, con Frank Spotnitz come showrunner e co-finanziata da Netflix e RAI per un budget di 28 milioni di dollari, è considerata un segno di cambiamento nell'industria della TV italiana, o almeno così appare dalla retrospettiva fatta da Variety. Secondo la testata, in accordo con alcuni dati legati alla produzione della serie e alle dichiarazioni di alcuni addetti ai lavori, questa produzione potrebbe risollevare le sorti dell'industria televisiva italiana e soprattutto rilanciarla a livello internazionale.

Gli otto episodi della prima stagione, in cui Dustin Hoffman ha interpretato Giovanni de' Medici, il patriarca della famosa famiglia fiorentina, hanno ottenuto uno share superiore del 25% nel primetime RAI ed hanno continuato su questa scia.

La seconda stagione vedrà invece Daniel Sharman (Teen Wolf) nei panni di Lorenzo de’ Medici e Sean Bean (Il Trono di Spade) in quelli di Jacopo de’ Pazzi, capo della famiglia rivale di banchieri che complottò per uccidere il governante fiorentino conosciuto come Il Magnifico. 
 
Un'interessante retrospettiva sul ruole de I Medici nel panorama  televisivo italiano e internazionale

Co-prodotta da Lux Vide con Rai Fiction, Altice Group e Spotnitz’s Big Light Prods., lo show - che uscirà come prodotto originale Netflix in Nord America e India - sta per terminare 82 giorni di riprese dirette dal regista Jon Cassar (24) e dall'italiano Jan Michelini. I registi hanno dichiarato che questa seconda stagione sarà più frenetica e giovanile. 

Le videocamere hanno cominciato a girare nel mese di Agosto negli studi Lux Vide di Roma, al cui interno sono stati riprodotti metilocosamente i palazzi dei Medici e dei Pazzi, con più di 2500 metri quadrati di affreschi dei maestri del primo Rinascimento. Dopo sei settimane, la produzione si è spostata in più di 30 location in Toscana, Lombardia e Lazio, dove castelli, musei, chiese e piazze provvisti di elementi rinascimentali hanno riprodotto l'effetto dove i fatti storici reali hanno preso vita. 

Il progettista di produzione Francesco Frigeri ha dichiarato che è particolarmente orgoglioso delle scene girate nella città Toscana di Volterra, che ha ricoperto anche il ruolo di Firenze, specialmente nella sua piazza centrale, che è stata implementata con alcuni set in modo che somigliasse alla famosa Piazza della Signoria di sei secoli fa. 

Frigeri, che ha lavorato con Mel Gibson per La passione di Cristo, ha sottolineato che "l'Italia è solita essere nota per essere il miglior luogo del mondo in cui ricreare qualsiasi tipo di ambientazione." Ma ha anche lamentato che il declino del cinema italiano che è iniziato durante gli anni '80 "stava uccidendo la mia professione." Ha definito I Medici "un tentativo da parte dell'Italia di innalzarsi alla sfida del mercato internazionale... che può salvarci."
 
Una produzione che può salvare le sorti del business della TV italiana

Cassar è rimasto colpito dalla giornata italiana di riprese da nove ore. "Spero che il Nord America un giorno si svegli, riunisca tutti i sindacati e dica 'Facciamo una giornata di nove ore e facciamoci una vita!"

Il costumista Alessandro Lai ha colto l'opportunità offertagli da I Medici per lavorare con dei produttori di vestiti e case di moda toscane, e non solo con compagnie di costumi dello show business. I cappelli e i gioielli sono stati prodotti a Firenze, le scarpe e gli stivali a Lucca. La pelle morbida è stata fornita dal produttore di borse di design Bottega Veneta, mentre Fendi ha fornito "lo stesso tipo di finiture in pelliccia di visone come quelle dei tempi," ha detto Lai.

L'amministratore delegato di Lux Vide Luca Bernabei spera che I Medici possa essere l'apripista per un nuovo genere di TV che proviene dall'Italia e che definisce "drama mediterraneo". Egli sottolinea, "il Mediterraneo è la culla della civiltà occidentale," mentre l'Italia "durante il corso della storia è stata spesso posizionata al centro dei cambiamenti economici e sociali." Attingere da questo ricco materiale con dei budget più ingenti, le giuste abilità sul set e una prospettiva globale può diventare "il punto di partenza per qualcosa di completamente nuovo nella TV di qualità."

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Fonte:
Variety