Star Trek: Discovery è la sesta serie TV (considerando anche quella animata) ambientata nell'universo di Star Trek. Ha fatto il suo esordio dodici anni dopo la conclusione di Star Trek: Enterprise, suo predecessore. Lo show ha convinto talmente tanto a livello di numeri da essere già stato rinnovato per una seconda stagione, mentre il pubblico si è un po' spaccato nel giudizio, soprattutto a causa del confronto con le altre serie TV di questo universo narrativo. Al Lucca Comics & Games abbiamo avuto l'onore di incontrare il cast e, prendendo spunto dalle parole di Jason Isaacs, abbiamo deciso di valutare il serial singolarmente, senza addentrarci troppo nella mitologia di Star Trek.

Prima di proseguire con la recensione, vi consigliamo - se non l'avete già fatto - di leggere la nostra analisi sulla prima metà di stagione.
 
Recensione Star Trek: Discovery

STAR TREK: DISCOVERY: TRAMA E CAST

Ambientata dieci anni prima degli eventi della serie originale di Star Trek, la serie segue gli equipaggi della USS Discovery e della USS Shenzhou nel loro viaggio nello spazio, alla scoperta di nuovi mondi e nuove civiltà. Dopo un secolo di silenzio, scoppia una guerra tra la Federazione e l'Impero Klingon. Al centro del conflitto c'è un ufficiale della Flotta Stellare caduto in disgrazia.
  
Gabriel Lorca

STAR TREK: DISCOVERY: L'UNIVERSO DELLO SPECCHIO

La prima metà di stagione di Star Trek: Discovery era stata sicuramente positiva, sfatando le preoccupazioni e i pregiudizi derivanti dal far parte di un franchise così famoso. L'intrattenimento, però, era stato altalenante, dando la sensazione che si potesse fare di più, anche in virtù di una realizzazione tecnica molto buona a livello estetico e di personaggi che avevano ancora molto da dire. Da questo punto di vista, l'arrivo della Discovery nell'Universo dello Specchio - ambientazione ricorrente nelle varie serie TV di Star Trek -, si è rivelato essere la molla che ha fato alzare l'asticella a questo show.

Il poter muoversi in un ambiente speculare e non così conosciuto dai fan come l'universo canonico, ha permesso agli sceneggiatori di muoversi più liberamente, proponendoci una serie di episodi sempre più interessanti e pieni di colpi di scena. Se è vero che alcune cose erano già state teorizzate, altre hanno completamente stupito lo spettatore medio. Questi plot twist - come per esempio quello relativo a Lorca - sono stati sapientemente costruiti nel corso dello show, ma in pochi hanno notato i vari indizi sparsi durante il procedere di questa prima stagione, indicatore che la scrittura è stata brillante e intelligente, mostrando di aver sempre saputo dove voler arrivare, facendosi così perdonare qualche episodio precedente, poco ispirato.
 
Michael Burnham e Sylvia Tilly

STAR TREK: DISCOVERY: UN CONTINUO CRESCENDO

La seconda metà della prima stagione di Star Trek: Discovery è stata un crescendo continuo – sia a livello di avvenimenti che a livello qualitativo. I personaggi rimasti inizialmente più in disparte sono cresciuti moltissimo, dando finalmente quella sensazione di equipaggio che prima era assente, causa i protagonisti più carismatici che oscuravano gli altri. La tematica della seconda possibilità, del voler rimediare ai propri errori, unita al sottolineare come non sia la "natura" a definire qualcuno ma le scelte fatte e gli scenari conseguentemente provocati, caratterizzano un processo di formazione che riporta alla morale positiva che ha sempre accompagnato gli show di questo franchise.

A livello emozionale sono presenti molte scene forti, in grado di colpire lo spettatore a fondo anche quando certi risvolti diventavano prevedibili. Le trame intessute trovano una propria quadratura in modo naturale e significativo, lasciando un sensazione di appagamento e soddisfazione. Il discorso finale di Michael Burnham è qualcosa da riascoltare con attenzione per carpirne ogni sfumatura dal quanto è incisivo, adatto quasi ad un finale di serie. Ma è presto per parlare di titoli di coda, perché la Discovery ha ancora molte avventure da affrontare, e nessun'altra scena finale avrebbe potuto creare un hype maggiore per la prossima stagione. 
 
Philippa Georgiou

STAR TREK: DISCOVERY: GIUDIZIO

Star Trek: Discovery è promossa a pieni voti. Nel corso della prima stagione mantiene ben saldi i suoi pregi iniziali per crescere in tutti gli altri aspetti, limando la maggior parte dei propri difetti. La serie TV si impone come prodotto valido, in grado di stupire ed emozionare tramite una scrittura brillante ed intelligente, non grazie a colpi di scena inseriti forzatamente. Esteticamente ottimo, lo show possiede una sua precisa identità e una galleria di personaggi ben riusciti. Le paure iniziali verso questo prodotto sono state definitivamente spazzate via, consacrandolo come degno appartenente dello storico franchise di Star Trek. Il finale è poi una chicca che avrà fatto esultare i fan di vecchia data, creando una decisa attesa per la seconda stagione.