The Handmaid's Tale è sicuramente la serie televisiva che ha caratterizzato maggiormente la passata stagione televisiva, vincendo sia l'Emmy Award che il Golden Globe come miglior serie drammatica - e conquistando in totale dieci premi, allargando il discorso alle altre categorie. Un successo di tale portata ha consacrato uno show che si concentra su un tema molto scottante.

The Handmaid's Tale è basato sul romanzo distopico I Racconti dell'Ancella, dell'autrice femminista Margaret Atwood. Il romanzo esplora i temi della sottomissione della donna e dei vari mezzi che la politica impiega per asservire il corpo femminile e le sue funzioni riproduttive ai propri scopi. Scritto nel 1985, si rivelò un vero e proprio caso editoriale, venendo bandito da alcune scuole superiori, ma diventando, al contempo, bandiera di alcuni movimenti di protesta a sostegno dei diritti delle donne. Nel 1990 ci fu  anche un primo adattamento de I Racconti dell'Ancella, ma sotto forma di pellicola cinematografica.

Il successo della serie TV non va, però, imputato al solo tema trattato, visto che The Handmaid's Tale ha davvero molte frecce al suo arco, come andremo ad illustrarvi.
 
Le ancelle

THE HANDMAID'S TALE: TRAMA E CAST

In un futuro non lontano, il tasso di fertilità umana è in calo a causa di malattie e inquinamento. Dopo una guerra civile, il regime totalitario di Gilead prende il comando nella zona un tempo conosciuta come Stati Uniti d'America. La società è organizzata da leader affamati di potere e divisa in nuove classi sociali, in cui le donne sono brutalmente soggiogate e non possono lavorare, leggere o maneggiare denaro.

CAST
Ofglen

THE HANDMAID'S TALE: DURA, ANGOSCIANTE E BRUTALE

Hulu ha scommesso molto su The Handmaid's Tale, proponendo una storia forte, angosciante, dura e brutale. Tutto questo era necessario per veicolare al meglio il messaggio di ciò che Gilead rappresenta. Lo spettatore viene colpito duro da ciò che viene mostrato, investito dalla narrazione e dalle sue diverse chiavi di lettura. Temi come la discriminazione delle donne, il rifiuto di ciò che è diverso e il fanatismo religioso - tra gli altri - sono decisamente attuali, nonostante siano passati trenta anni dell'uscita de I Racconti dell'Ancella. Pertinente ai giorni nostri, è anche il fatto di come  si è arrivati a Gilead: tra il disinteresse delle persone comuni verso ciò che succedeva, tutti troppo presi dalla loro quotidianità per accorgersi di come stava cambiando lo scenario attorno a loro. Da rimarcare come alla base del "cambiamento" ci siano delle buone intenzioni, ma come si sia anche facilmente caduti in un regime che limita le libertà personali, anteponendo "il bene dell'umanità" all'umanità stessa. Cose successe e risuccesse nella storia dell'Uomo, per non riconoscere un senso di autenticità - misto a sgomento - in questa iperbole distopica che The Handmaid's Tale racconta. Le riflessioni che nascono nella visione, assieme all'associazione a fatti di cronaca anche recenti, fan sì che la visione dello show sia comunque consigliata - aldilà dell'idea che ognuno possa avere sui diversi temi toccati -, ma anche sul lato del solo intrattenimento siamo di fronte a qualcosa di davvero impressionante.
 
Lydia

THE HANDMAID'S TALE: ELISABETH MOSS MAGISTRALE NEL SUO RUOLO

Se la visione di The Handmaid's Tale scorre in modo così convincente, non è solo grazie alla trama o ai monologhi/riflessioni di Offred, ma anche grazie una fotografia superba. Ci sono alcuni passaggi in cui l'atmosfera "grigia e pesante" si mescola con i colori dei protagonisti inquadrati, quasi come in un dipinto, esprimendo dei sotto testi "nascosti", che nemmeno una serie infinita di dialoghi sarebbero riusciti ad esplorare. Un'atmosfera cupa e disperata, che trasmette benissimo il senso di oppressione che vive la protagonista, grazie a una regia attenta, scrupolosa e ispirata. A livello tecnico, il serial di Hulu ha davvero poco da invidiare a tutte le produzioni più blasonate ed apprezzate dal pubblico.

Per trasmettere a dovere la disperazione e la delusione - ma anche la volontà di sopravvivere e la speranza dura a morire - che vivono le ancelle, c'era bisogno, però, di un cast all'altezza. Elisabeth Moss, scelta per interpretare la protagonista principale, risponde alla grande in questo senso, con una prestazione attoriale magistrale. Riesce con ogni suo piccolo gesto o espressione facciale ad esprimere quello che il suo personaggio prova, ma deve reprimere per non violare le regole di Gilead. Una recitazione intensa ed emozionale, come poche altre volte si era visto in televisione. Parlando di cast, però, vanno citate anche Alexis Bledel - mai così incisiva come in questa occasione -, Samira Wiley e Yvonne Strahovski: tre donne completamente diverse come impostazione, condizione sociale e ruolo, ma tutte e tre caratterizzate alla perfezione.

Si fatica a trovare dei difetti lapalissiani in The Handmaid's Tale - tranne forse una certa ridondanza in alcune occasioni -, a conferma della bontà a livello assoluto di questa serie TV.
 
Offred

THE HANDMAID'S TALE: PERCHÉ VEDERLA

The Handmaid's Tale si è meritata il ruolo di serie TV regina di questo 2017, grazie alla sua qualità, originalità e temi trattati. Uno show che se visto con attenzione fa riflettere su molte cose, ma non si scorda di intrattenere, proponendo una trama interessante, seppur molto angosciante. Si seguono con interesse gli sviluppi della storia, si è curiosi di vedere come proseguiranno le avventure di Offred, si guarda con attenzione anche alla resistenza oltre Gilead, che in questa prima stagione è stata solo accennata, ma che sembra ben viva. A volte i premi o gli elogi seguono una scia mediatica che amplifica i pregi di un prodotto, scordandosi in fretta dei difetti o limiti di esso: vi possiamo assicurare che questo non è il caso di The Handmaid's Tale. Un serial che, come dice anche il titolo della nostra rubrica, merita di essere "scoperto".