Immaturi è un film del 2011 diretto da Paolo Genovese dove un gruppo di ex studenti si ritrova a dover ripetere l'esame di maturità in quanto quest'ultimo è stato annullato dal Ministero della Pubblica Istruzione. La pellicola ebbe un grande successo di pubblico, tanto da ottenere immediatamente un sequel.

Ora, sette anni dopo, Immaturi si trasforma in una serie TV che riprende l'incipit del film, oltre a ripresentare parte del cast originale. Lo show, che può vantare la sigla cantata da Luca Barbarossa, è già stato rinnovato per una seconda stagione, ma avrà superato i nostri esami di maturità? Scopritelo leggendo la nostra recensione.
 
I ripetenti

IMMATURI - LA SERIE: TRAMA E CAST

Un gruppo di ex compagni di scuola, ora quarantenni, si ritrova a dover ripetere l'esame di maturità poiché è stato annullato dal Ministero della Pubblica Istruzione. Frequentando l'anno scolastico, entrano in contatto con la nuova generazione e giocano a fare gli eterni giovani, mentre gli adolescenti si dimostrano spesso più maturi e attenti ai veri valori della vita.
  
L'appello

IMMATURI - LA SERIE: UNA DUPLICE SFIDA

Immaturi - La serie deve affrontare una duplice sfida: adattare un prodotto cinematografico su piccolo schermo e scrollarsi l'etichetta di tipica fiction italiana, equiparandosi alle serie TV Sky e ad alcuni tentativi Rai.

Per quanto riguarda il primo punto, si deve proporre qualcosa che abbia un'atmosfera e un "sapore" simili a quelli del film, allargando la narrazione e creando situazioni nuove, mantenendo però sempre il tutto fruibile a chi si avvicina solamente al serial. Da questo punto di vista, Immaturi non riesce a convincere. Tranne per un paio di cose, pare tutto troppo uguale all'opera cinematografica, solamente più diluita e con un'ambientazione differente. Si poteva cercare di caratterizzare in modo leggermente diverso personaggi come Mistico e Lorenzo, pur mantenendo inalterate alcune loro caratteristiche principali. Tolti i professori, buona aggiunta alla trama, tutte le altre novità sono trattate in modo superficiale o in modo stereotipato.

Tecnicamente il prodotto è sicuramente un passo in avanti rispetto agli standard Mediaset, pur risultando ancora lontano da quello che vorremmo vedere in TV e che altri show nostrani ci hanno già mostrato. La regia è sobria e pulita - anche se in fase di montaggio sono stati inseriti dei tagli un po' amatoriali nel confezionare le varie puntate -, risultando, così, piacevole. Il cast se l'è cavata in modo egregio, anche se in passato li abbiamo visti molto più ispirati. Quello che infastidisce è una scrittura molto forzata e un buonismo eccessivo anche per una semplice commedia.
 
L'ansia per un interrogazione

IMMATURI - LA SERIE: PAROLA D'ORDINE: NON RISCHIARE

Immaturi - La serie è una commedia piacevole, che ci farà sorridere, rimanendo in una zona di comfort a lei congeniale. Viene proposto tutto ciò che si pensa possa funzionare o ha già funzionato in passato, senza osare nulla di più. Ciò evita pericolosi scivoloni, ma fa sì che non ci si sbilanci nemmeno in troppe lodi. Le otto puntate a disposizione non fanno altro che diluire al massimo il processo di maturazione dei vari personaggi, facendo apprezzare di più la seconda parte rispetto a un inizio traballante. Spunti interessanti per inserire anche parti riflessive ce ne sarebbero - lo scontro generazionale tra i vecchi studenti e i nuovi, ad esempio -, ma si è scelto di abbozzare appena la cosa, sempre in virtù del non rischiare.

Tirando le somme, è apprezzabile il fatto di aver cercato di elevare la realizzazione tecnica di solito dedicata ai prodotti televisivi Mediaset, e Immaturi - La serie risulta anche divertente, ma sinceramente vorremmo qualcosa di più per considerarla una buona serie TV. Speriamo che la seconda stagione, che ipotizziamo prenda spunto da Immaturi - Il viaggio, possa migliorare lo show sotto alcuni aspetti e continuare una crescita in questo senso.
 
La gita scolastica

IMMATURI - LA SERIE: GIUDIZIO

Immaturi - La serie non ci ha convinto, nonostante riconosciamo gli sforzi profusi da questa produzione. Ci si diverte nella visione, ma, visto i nomi coinvolti, si poteva - e si doveva - sperare in qualcosa di più. Tutto troppo forzato e superficiale, attenti a rimanere in confini ben delineati per accontentare il pubblico con qualcosa di semplice e buonista. Speriamo sia solo un primo passo che porti a proporre serie TV nostrane sempre più ben realizzate. Per ora, Mistico e compagni sono "rinviati a Settembre".