Secondo alcuni documenti diffusi da Reuters, Amazon Studios valuterebbe i propri prodotti in base a quanti nuovi iscritti portano. I documenti analizzano 19 serie originali dal 2014 al 2017.
 
Complessivamente, durante questo periodo, i prodotti Amazon hanno attirato più di 5 milioni di iscritti a Prime. Solo negli Stati Uniti, Amazon Video ha registrato 26 milioni di spettatori totali per i contenuti originali e licenziati, dati riportati sempre da Reuters. A settembre 2017, quindi, Amazon Prime aveva circa 90 milioni di membri negli Stati Uniti, come stimato dalla Consumer Intelligence Research Partners. Amazon però non ha commentato riguardo il report di Reuters, né verificato l'autenticità dei documenti citati.
 
Secondo i documenti, Amazon traccerebbe quali serie TV o film vengono visti per primi da un nuovo cliente dopo la sua registrazione a Prime e questo sarebbe un indicatore di acquisizione di abbonato. Tale metrica sarebbe definita "first stream".
 
Rivelati i dati di Amazon Prime Video
 
Seguendo questo metro di giudizio, il più grande flop di Amazon è Good Girls Revolt. La compagnia avrebbe infatti speso 81 milioni di dollari per il drama sulla giornalista che combatte per l'uguaglianza dei diritti. I "first stream" registrati per la serie, però, sarebbero stati solo 52.000, con una spesa da parte di Amazon di 1.560 dollari per ogni nuovo iscritto. Difatti, la serie fu cancellata dopo soli due mesi dalla premiere nel 2016. Al contrario, il prodotto di maggior successo tra quelli riportati, è The Grand Tour, lo show del trio di Top Gear. La prima stagione sarebbe costata 78 milioni di dollari, ma avrebbe attirato 1,5 milioni di "first stream", il che si traduce in un costo di 49 dollari per ogni nuovo iscritto. Mentre non si parla di Transparent, la serie di maggior successo di Amazon.
 
In ogni caso, i dati di Reuters non rivelano pienamente come Amazon stimi i propri investimenti nei programmi originali. Negli Stati Uniti, l'abbonamento annuale a Prime, di 99 dollari l'anno, include la spedizione gratuita di milioni di prodotti, streaming illimitato per Prime Video e tanti altri benefits. Gli iscritti a Prime, inoltre, hanno valore per Amazon non tanto per la quota d'iscrizione quanto per l'acquisto di prodotti e-commerce. In media, gli iscritti a Prime acquistano molti più prodotti dei non iscritti. Queste analisi inoltre escludono il solo servizio Prime Video, di 8,99 dollari al mese negli Stati Uniti - inizialmente lanciato negli Stati Uniti due anni fa e successivamente allargato al resto del mondo a fine 2016 -. Allo stesso tempo, Amazon investe molto più denaro per programmi con licenza che non nei prodotti originali; il budget stimato per tutti i contenuti video sarebbe stato di 5 miliardi di dollari quest'anno.
 
I costi per ogni "first stream"

Il caso di The Man in the High Castle

Il caso particolare è The Man in the High Castle, la serie distopica basata sul romanzo di Philip K. Dick, la cui prima stagione sarebbe stata, secondo i dati, la miglior serie televisiva. La stagione sarebbe costata 72 milioni di dollari di produzione e marketing e avrebbe attirato 1,15 milioni di iscritti: questo si traduce in un costo di produzione di 63 dollari per ogni nuovo iscritto. Al contrario, la seconda stagione sarebbe costata 107 milioni di dollari tra produzione e marketing, attirando però molti meno iscritti, con una spesa per Amazon di 829 dollari ad utente, circa 13 volte tanto la prima stagione.
 
Se tale criterio fosse vero, The Man in the High Castle potrebbe anche essere a rischio, o comunque il "first stream" potrebbe spiegare i lunghi tempi di produzione della terza stagione. La pubblicazione della seconda stagione risale dicembre 2016, mentre la finestra di lancio della terza è tra novembre e dicembre 2018 - ancora non si ha una data precisa. Fin dall'inizio, inoltre, la serie ha avuto problemi e ritardi di produzione tra cui l'abbandono dello showrunner Frank Spotnitz a metà della seconda stagione. Infine, l'articolo di Reuters fa riferimento al periodo in cui a capo degli Amazon Studios vi era Roy Price, che è stato allontanato a novembre per gli scandali sessuali per poi essere rimpiazzato da Jennifer Salke, al tempo presidente della NBC Entertainment. Negli ultimi mesi,  Amazon ha inoltre cancellato numerose serie e pilot, ordinati di nuovi, riorganizzando quindi la programmazione.
 
Nell'attesa dell'arrivo della terza stagione di The Man in the High Castle, vi proponiamo l'ultimo video rilasciato in occasione del New York Comic-Con 2017.
 
 
Fonte:
Variety
Reuters
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