Il 23 aprile tornerà su Canal + Versailles, creazione originale del network in lingua inglese e una delle serie più ambiziose della pay TV francese. 

Interpretato da George Blagden (Les Miserables, Vikings), Luigi XIV, il Re Sole, ha costruito Versailles, creato la moda, forgiato l'identità della Francia come quintessenza della cultura. Ha anche creato l'idea, estesa poi da Napoleone, di uno stato centrale francese - accentrato nella sua persona - che supervisioni su tutto e tutti, per il beneficio e la gloria della Francia. La sua eredità fu così straordinaria per questi gli aspetti - la cultura e lo stato - che entrambi sono sopravvisuti fino ad oggi.

Blagden porta sullo schermo la complessità di un uomo che nella prima e nella seconda stagione sembra a tratti sacrificare tutto - l'amore per suo fratello, i sentimenti per le sue amate - per mantenere la sua suzeraineté, ponendo le basi della Francia moderna sulle spalle di un'idea medievale: la monarchia assoluta. 

L'attore ha parlato con Variety della terza stagione di Versailles, anticipando il suo senso e la sua struttura, alla vigilia di Canneseries (il Festival internazionale delle serie di Cannes, nda). E lo ha fatto con una notevole umiltà per qualcuno che ha interpretato un monarca guidato dalla divintà per la maggior parte degli ultimi tre anni.
 
L'interprete di Luigi XIV parla della terza stagione di Versailles

Come ti senti ad aver termianto Versailles?

Abbiamo scoperto che la terza stagione sarebbe stata l'ultima un paio di mesi prima di cominciare le riprese. È un sentimento strano - è come chiudere un libro, se preferisci. Sapere che non interpreterai più quel personaggio è abbastanza triste. Detto questo, spero che la terza stagione rappresenti il culmine di ciò che abbiamo provato a raggiungere con Versailles, un bel capitolo finale.

Finora Versailles ha scavato a fondo nella tragica psicologia del potere assoluto. Nella terza stagione continuerà a farlo?

Luigi XIV ha regnato con questa psicologia del potere assoluto. Nella prima e nella seconda stagione ha posto intelligentemente le persone attorno a lui in modo tale da consentire a se stesso di occupare quel posto. La vera tragedia di quella psicologia è che quelle persone hanno passato la maggior parte del tempo della prima e della seconda stagione dicendogli di fidarsi del proprio istinto, convincendolo che quel potere assoluto fosse suo di diritto. Quello che alla fine vedremo nella terza stagione, la tragedia, è che egli ignora quelle persone quando cercano di farlo tornare nella direzione giusta, perché gli hanno suggerito che quel potere assoluto è qualcosa per cui bisogna combattere. È questa la tragedia di Luigi. Non ho mai pensato a questo aspetto come a una tragedia, ma in realtà lo è.

Che impatto ha avuto l'interpretare Luigi XIV sul tuo essere attore?

Penso di aver detto per la prima e la seconda stagione che mi piace tenere il mio lavoro e la mia vita separati, e ho accennato al fatto che  spesso i personaggi non hanno un grande effetto sul tuo essere attore. Ma non è vero quando trascorri tutto quel tempo con un personaggio, 30 ore in tre anni. In particolar modo in uno show come il nostro dove sei vestito effettivamente come Luigi XIV, con le sue scarpe, in quella Sala degli Specchi che ha costruito sul serio. Indubbiamente, provoca un certo effetto.

Quale effetto in particolare?

Non penso di essere stato una scelta ovvia quando mi hanno affidato il ruolo nella prima stagione: George nella vita non ha molte similitudini con Luigi. Non bramo il potere: ciò di cui abbiamo parlato poco fa non mi viene spontaneo. Così, interpretare un personaggio del genere mi ha permesso, nella mia vita privata, di esplorare cose come la sicurezza di sé. Ti ritrovi ad esplorare altre sfaccettature della tua personalità che non sapevi di avere. Non sto dicendo che mi piace il potere assoluto o che mi piacerebbe vivere come un monarca totalitario del XVII secolo. Tuttavia, ci sono certi aspeti dell'interpretare il Re Sole che sono stati piacevoli. Cercherò di conservarli quando andrò avanti.
 
Cosa dobbiamo aspettarci dalla terza ed ultima stagione?

La terza stagione sembra la seconda stagione con gli steroidi. Ci sono ancora più problemi politici - il papato, l'imperatore del Sacro Romano Impero Leopoldo I, sconfitto ma non piegato, e la povertà di Parigi; Maintenon che sostituisce Montespan come amante; un uomo con la maschera di ferro (che potete vedere nei due trailer rilasciati in calce alla notizia, nda) che rimpiazza il problema dei veleni della seconda stagione. Queste nuove dinamiche narrative sono state messe sul tavole, mescolate con una velocità ancora più folle. Ma tu sei d'accordo?

Assolutamente. Ricordo quando ho ricevuto lo script della terza stagione e ho pensato "Ok, sarà un carico di lavoro un po' meno ingente per me." Quando si mette su una serie ci si concentra forse su un personaggio centrale o su un gruppo di di personaggi. In maniera particolare, con Luigi nella prima stagione, sembrava che l'intero dramma si concentrasse attorno a lui. Era il centro della ruota. Nella terza stagione, abbiamo creato un contesto totalmente nuovo per lo show: le persone di Parigi. Vediamo per la prima volta la conceria dove Guillaume e sua sorella Jeanne lavorano. Arriviamo a vedere per la prima volta com'è essere all'altra estremità dello spettro e non nel ridicolo lusso di Versailles. In ogni caso, questo è quello che si vuole fare con ogni sorta di prodotto per la TV a lungo termine. Allestire un mondo nella prima stagione e, man mano che si va avanti, lo si esplora in maniera più piena ed intricata. Gli spettatori moderni sono così intelligenti, lavorano con un ritmo così veloce che se non gli si dà abbastanza stimoli velocemente diventano disinteressati.

Una delle chiavi di lettura della terza stagione sembra essere l'eredità. Luigi ha fatto la storia calandosi nella storia. Ma la sua conquista - l'opulenza di Versailles, il potere assoluto, il pre-dominio in Europa - e la sua ambizione hanno fatto sì che non andasse a passo coi tempi. Dall'altra parte del canale, Carlo II governava già con il parlamento. Luigi parla, ma non crede veramente che un re non possa govarnare un popolo ma governare per un popolo. Una conseguenza, un secolo dopo è stata la Rivoluzione Francese. Ma forse mi sto sbagliando totalmente...

Essenzialmente, Luigi XIV ha creato l'esclusività. Se guardiamo al modo in cui viviamo le nostre vite oggi, molti di noi sono membri di club o di palestre. Cerchiamo l'esclusività. Ha creato il mondo della moda a Versailles. Dove era diverso dagli altri leader europei era così bravo, che una volta arrivato così lontano sulla strada del potere assoluto, anche riferendosi all'Inghilterra nel suo iniziare ad adattarsi molto prima della Francia, egli non poteva tornare indietro. 

Penso che la tua performance nella terza stagione possa essere più contenuta. Calcolare quando mostrare i sentimenti è ovviamente parte del percorso di crescita. Sembra che la terza stagione voglia essere agrodolce, e poi di formazione.

Adoro il personaggio di Madame de Maintenon nella terza stagione. È qui che vediamo come lei sia stata il catalizzatore della sua vera formazione. Ipotizzo che, sostanzialmente, sia stato il più grande monarca del mondo e non si sia consumato perché questa donna straordinaria è entrata nella sua vita al momento giusto e si è assicurta che la sua straordinaria eredità fosse mantenuta intatta. Penso che quella lotta sia stata la parte più piacevole della terza stagione per me, la battaglia di Luigi per diventare un adulto, anche se lo abbiamo visto maturare molto nella prima e nella seconda stagione. 


Vi lasciamo con i due trailer della terza stagione rilasciati sulla pagina Facebook ufficiale della serie.
 
Versailles torna il 23 aprile su Canal +, la prima e la seconda stagione sono disponibili in Italia su Netflix.
 
Fonte:
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Variety