Strike Back è una serie TV britannica, prodotta da Sky Broadcasting, basata sull'omonimo libro di Chris Ryan. Dalla seconda stagione è diventata una co-produzione britannica e americana grazie all'ingresso in campo di Cinemax, affermandosi come una delle serie TV action migliori del panorama televisivo attuale, come potete leggere anche nel nostro Recuperiamole.

Nel 2015, lo show ha raggiunto la sua naturale conclusione, ponendo la parola fine alle avventure della Sezione 20. Il serial ha però ritrovato vita in questa stagione televisiva, grazie a un reboot/sequel che ha messo in campo una nuova squadra, nuovi personaggi e nuove minacce. Il nuovo team ha convinto il pubblico, tanto da meritarsi il rinnovo per una nuova stagione.

Oltre alla sigla Short Change Hero del gruppo musicale britannico The Heavy - che accompagna entrambi i prodotti -, Strike Back avrà mantenuto le qualità che lo contraddistinguevano in passato?
 
Samuel Wyatt e Thomas 'Mac' McAllister

STRIKE BACK: TRAMA E CAST

La Sezione 20 torna in vita per contrastare il terrorista Omair Idrisi e il suo folle piano. Le cose, però, non saranno così semplici come in apparenza.
 
Natalie Reynolds

STRIKE BACK: UN RITORNO NECESSARIO?

Le prime sequenze di questo reboot/sequel danno la sensazione di essere subito tornati a casa, grazie all'atmosfera, la fotografia, la regia e la sigla iniziale, tutto uguale alle stagioni precedenti. Ma un dubbio ci assale subito: la conclusione di Strike Back era stata perfetta, c'era davvero bisogno di riportare in vita lo show con personaggi nuovi?

La risposta non può essere univoca: chi si avvicina per la prima volta a questa serie TV, troverà scene d'azione spettacolari, adrenalina e colpi di scena, potendo così godere di un prodotto valido; chi è già fan di questo prodotto non troverà nulla di nuovo, anzi troverà prevedibili molti passaggi, oltre a sentire la mancanza di Michael Stonebridge e Damien Scott, vera anima e trascinatori per quatto stagioni del serial. L'alchimia che i due portavano a schermo è assente, anche se la nuova squadra ha del potenziale in questo senso. Gli storici protagonisti di Strike Back fanno una veloce apparizione nel finale di stagione, un omaggio per i fan e un immaginario passaggio di consegne al nuovo team - cosa molto gradita e non invasiva per chi non conosce nulla di pregresso.
 
La nuova Sezione 20 in azione

STRIKE BACK: UNA SQUADRA EQUILIBRATA

La nuova Sezione 20 ricalca molto quella vecchia, portando a schermo personaggi molto simili al passato, ma puntando ad evidenziare di più il gruppo rispetto ai solisti. Durante lo scorrere delle puntate ognuno avrà infatti il suo spazio, sfruttando le proprie caratteristiche. 

Gran parte di questa stagione di Strike Back è ambientata nell'est europeo, dando una connotazione più metropolitana alle scene action, rispetto alle abituali zone di guerra. La minaccia terrorista non si sente così pressante come in altre occasioni, ma il nemico è ben incarnato dal personaggio di Jane Lowry, sempre un passo avanti rispetto ai protagonisti e con gli agganci giusti per essere sempre in posizione di vantaggio.

Il punto di forza dello show rimane sicuramente il lato action, con una cura davvero eccezionale di queste sequenze, sempre molto adrenaliniche. Se non ci fosse il confronto - perso - con il passato, il risultato finale sarebbe sicuramente migliore, ma comunque la serie TV porta a casa il risultato, oltre ad aver conquistato un rinnovo per una nuova stagione.
 
Un gradito ritorno

STRIKE BACK: GIUDIZIO

Strike Back torna fornendo un prodotto valido e godibile, ma meno riuscito rispetto al passato. Non si è vista una vera ragione per riesumare la Sezione 20, ma il nuovo team ha fatto il suo lavoro egregiamente. Show consigliato a chi cerca un prodotto action con sequenze esaltanti e continui conflitti a fuoco. Per i fan di lunga data, rivedere Scott e Stonebridge - anche se brevemente - è un gradito colpo al cuore.