Legion è stata una delle sorprese più gradite della scorsa stagione televisiva grazie alla sua qualità e alla sua originalità nell'approcciarsi al genere supereroistico. Il protagonista della storia è David Haller, alias Legione, un mutante che nella sua storia editoriale non ha mai avuto una testata a lui dedicata. Al massimo è stato protagonista di qualche miniserie, ma non può essere di certo considerato un personaggio tra i più rilevanti dei fumetti. Le sue particolari caratteristiche, tuttavia, l'hanno reso perfetto per la storia che Noah Hawley - creatore anche della splendida serie TV Fargo - voleva raccontare. Anche lo storico scrittore degli X-Men, Chris Claremont, ha apprezzato ed elogiato come David - personaggio da lui creato - sia stato trasposto a schermo.

Questo show, scollegato sia dal Marvel Cinematic Universe che dalla linea narrativa dei film cinematografici sugli X-Men, ha convinto sia pubblico che critica con la sua prima stagione ed è ora giunto il momento di verificare se anche la seconda stagione sia stata all'altezza delle aspettative.
 
Legion è tornata per confermarsi con la sua seconda stagione.

LEGION: TRAMA E CAST

Con David e Oliver scomparsi e Farouk a piede libero, la squadra stringe un'improbabile alleanza con il loro ex nemico Clark e la sua organizzazione governativa, la Divisione III. Nel frattempo, Amahl Farouk è in procinto di ottenere un potere infinitamente grande, in grado di distruggere il mondo.

CAST

LEGION: L'IMPORTANZA DELLA FORMA

Legion è sicuramente uno dei prodotti più originali e innovativi dell'attuale panorama televisivo, offrendo un mix di narrazione introspettiva e sperimentazione ai limiti dell’assurdo. La seconda stagione ha avuto il coraggio di alzare ancora l'asticella da questo punto di vista, dando quasi più importanza alla forma che alla sostanza. Si ha avuto la sensazione, in qualche passaggio, di assistere a qualcosa di stupendo da vedere, ma fine a sé stesso. Nel finale, però, tutti i punti vengono collegati, facendoci capire che un percorso c'era, solo che era troppo tortuoso per vederlo alla prima occhiata.

Se nella prima stagione lo show giocava sul fatto di non riuscire a dare un senso logico alle sequenze del passato di David, questa volta sono le sue scelte future - o i suoi possibili futuri - ad essere nebulosi e a sparigliare le carte della narrazione. La trama si può riassumere in un allucinante - e allucinato - inseguimento, ma è il contorno - fatto di introspezione, momenti assurdi e personaggi affascinanti - ad elevare il tutto a un livello di eccellenza incredibile. Non mancheranno nemmeno molti spunti di riflessione ed allegorie, come per esempio quando viene citato il mito della caverna di Platone.
 

LEGION: RIBALTARE I RUOLI

La seconda stagione di Legion ci propone il ribaltamento di ruolo, dove l'eroe diventa il cattivo e il villain il salvatore designato. Gli indizi per questo turn heel vengono svelati pian piano, rivisitando anche quanto visto nella passata stagione, facendo diventare la cosa plausibile e motivata. Forse un colpo di scena un po' telefonato, soprattutto per chi conosce il personaggio dei fumetti, ma di sicuro impatto. Questo anche grazie al fatto che non si è voluto proporre una lotta convenzionale tra bene e male, ma piuttosto uno scontro tra volere e potere. Alla fin dei conti è difficile giudicare chi sia il buono: David, visto in questa ottica, non lo è più, ma sicuramente anche Shadow King ha commesso troppe atrocità e violenze nel corso della sua vita - non scordiamo la morte di Amy - per essere considerato un eroe. Al massimo si può valutare chi sia meno folle, ma non chi sia il "guardiano della giustizia", ruolo che David ha provato ad interpretare anche grazie ai suoi sterminati poteri, ma le sue diverse personalità lo rendono troppo instabile per poterlo essere veramente. David vuole essere un ragazzo buono che ha diritto di essere amato, ma può essere ciò che vuole e questo gli rende difficile accettare che l'amore della sua vita non gli sia devota a prescindere. Da parte sua, Syd è innamorata della visione che David ha creato di sé stesso: vuole stare con quell'uomo, ma non può amare ciò che il suo ragazzo è in realtà. Potrei continuare a proporre questo contrasto anche per gli altri personaggi di Legion, ma ciò che importa è che alla fine il protagonista è l'unico che può abbattere questa barriera, superando i limiti e le regole grazie ai suoi poteri, e non c'è nemico più pericoloso di quello che ha deciso di prendersi ciò che vuole, senza curarsi delle conseguenze, solo perché può.

Tecnicamente, lo show rimane meraviglioso, spanne sopra la media delle produzioni televisive attuali, essendo visivamente tra le eccellenze assolute in questo campo. Il cast si conferma bravissimo, fornendo prestazioni attoriali notevoli. Oltre alle conferme di Dan Stevens ed Aubrey Plaza, non possiamo non citare la new entry Navid Negahban, che porta a schermo un Amahl Farouk splendidamente caratterizzato.
 

LEGION: GIUDIZIO

La seconda stagione di Legion riesce nell'impresa di confermarsi. La serie TV non tradisce la sua anima originale e sperimentale, alzando ancor di più l'asticella visivamente. I temi trattati dallo show e ciò che abbiamo visto ci hanno convinto e conquistato. Nonostante tutto si colleghi, abbiamo, però, avuto la sensazione che, a volte, si fosse privilegiato la forma e l'estetica alla narrazione, proponendoci molti passaggi fini a sé stessi, solo per il gusto di proporli. Ciò ha allungato e dilatato la narrazione, a volte quasi immobile, difetto però pienamente compensato dal gradimento finale della stagione. Siamo molto curiosi di vedere come proseguirà la storia di David e cosa si inventerà Noah Hawley per stupirci nuovamente.