"Anna dai Capelli Rossi" è un romanzo della scrittrice canadese Lucy Maud Montgomery, pubblicato per la prima volta nel 1908. Considerato un classico della letteratura per ragazzi, l'opera è già stata trasposta svariate volte sia come film che come prodotto televisivo, anime e manga.

Nel 2017 è l'emittente canadese CBC Television, con distribuzione internazionale da parte di Netflix, a proporci questa nuova trasposizione, che ha subito riscosso un buon successo, tanto da essere stata rinnovata direttamente da Netflix per una seconda stagione - già distribuita - e, in seguito, una terza stagione - ancora in fase di produzione.

Chiamatemi Anna offre un approccio più contemporaneo e aggiunge una vena decisamente drammatica alla più leggera atmosfera originale.
 
Anna

CHIAMATEMI ANNA: TRAMA E CAST

Dopo aver trascorso la propria infanzia in diversi orfanotrofi, la giovane Anna viene mandata per errore a vivere con gli anziani fratelli Marilla e Matthew Cuthbert. Dopo un'iniziale diffidenza nei confronti di Anna, i due fratelli cominceranno a conoscerla meglio e la bambina cambierà per sempre le loro vite. La serie è ambientata nel 1890 e, a differenza del romanzo originale, tratta anche temi come sessismo, bullismo e pregiudizio.

CAST
Cole

CHIAMATEMI ANNA: UNA VECCHIA STORIA PER UNA SERIE TV MODERNA

La storia di Anna dai Capelli Rossi la conoscono in molti, ed è comunque molto semplice: un'orfana adottata quasi per errore che conquista la sua nuova famiglia. Partendo da questo vecchio spunto, Chiamatemi Anna si presenta come un prodotto ambientato nei primi del '900 ma che traspira un'aria contemporanea, grazie a temi come l'emarginazione, la diversità, il bullismo, l'omosessualità, il lutto, i problemi economici, la chiusura mentale e la paura di ciò che non si conosce. Questo, unito a momenti più leggeri e divertenti, fa sì che la storia risulti interessante, di formazione ed attuale.

La narrazione scorre via in modo ottimale, anche se la prima stagione risulta inizialmente un po' pesante - un po' per via della presentazione dei personaggi, un po' perché eccessiva nei drammi. La cosa viene corretta nella seconda stagione, decisamente più equilibrata e libera da vincoli, che ci offre una visione decisamente gradevole ed appassionante. L'autrice dello show, Moira Walley-Beckett, si prende le sue licenze nell'adattamento, ma fornendo un prodotto funzionale e comunque fedele nello spirito alla fonte originale. Se eventi o messaggi possono essere diversi (cosa positiva/negativa a seconda di quale media preferiate), lo sviluppo dei personaggi (i Cuthbert, ad esempio) risulta meglio approfondito e più ricco di sfumature, rendendo i personaggi quasi più interessanti rispetto alla controparte cartacea.
 
Diana

CHIAMATEMI ANNA: SCENOGRAFIA E CAST AZZECCATI

Tra i suoi pregi, Chiamatemi Anna può vantare sicuramente l'ambientazione e le scenografie, in una ricostruzione storica accurata e ben messa in mostra. Si respira l'atmosfera di quei tempi in ogni singola inquadratura, grazie anche a una fotografia funzionale nell'accompagnare la narrazione. Un plauso per i paesaggi, di sicuro impatto.

Amybeth McNulty risulta molto brava nell'interpretare Anna, una ragazza vulcanica ed emotiva che regge sulle sue spalle tutte le trame dello show. Il cast in generale risulta piuttosto azzeccato, dagli attori più esperti a quelli più giovani. Tutti sembrano nella parte, aggiungendo qualcosa di loro anche quando si tratta di rappresentare comportamenti stereotipati.

La prima stagione vive di alti (soprattutto) e di bassi, mentre la seconda stagione scorre via in modo ottimale e interessante, alzando il gradimento di una serie TV di qualità che, a discapito della semplicità della trama o dell'ambientazione storica, merita di essere guardata, sia da un pubblico più maturo (magari nostalgici dell'anime) che dai più giovani.
 
I Cuthbert

CHIAMATEMI ANNA: PERCHÉ VEDERLA

Chiamatemi Anna è una serie TV apparentemente semplice, senza fronzoli o caratteristiche particolari che possano "accalappiare" gli spettatori. In verità, lo show non è solamente molto gradevole, ma anche educativo grazie ai temi trattati, decisamente moderno nella sua narrazione. Ci si affezionerà ad Anna nonostante le sue vicissitudini sfortunate, ridendo e piangendo per lei. Anche il resto dei personaggi ci entrerà nel cuore, facendoci rimanere decisamente soddisfatti dalla visione. Certo, il prodotto ha qualche difetto, ma le cose positive sono di gran lunga maggiori e la vena drammatica lo rende adatto anche ad un pubblico maturo. Non esitate ulteriormente e andate a fare la conoscenza della logorroica Anna.