In occasione della cinquantaduesima edizione della rinomata kermesse lucchese, le attrici de I Delitti del BarLumeLucia Mascino ed Enrica Guidi, accompagnate dall'autore dei libri da cui lo show è tratto, Marco Malvaldi, hanno incontrato i fan e presentato la nuova stagione della serie TV. Anche SerialClick ha presenziato all'incontro, di cui vi riportiamo un dettagliato resoconto.
 
Incontro I Delitti del BarLume

Diamo a questo incontro una veste femminile, perchè la serie TV è molto targata al femminile, quindi iniziamo con Enrica: dimmi tutto il peggio possibile di Malvaldi.

Enrica GuidiAllora, il peggio... Marco Malvaldi è insopportabile perché sa tutto. Qualsiasi cosa, qualsiasi argomento, materia, attualità. Una cosa per far sorridere: il primo anno, quando abbiamo girato una scena, c'erano due giapponesi, a un certo punto lui si avvicina a questi giapponesi che non parlavano italiano e noi ci siamo chiesti cosa andasse a fare da loro. Dovevamo fare le riprese e Marco ci fa "Scusate, ma gli stavo dicendo cosa dire in giapponese." Sa pure il giapponese!

Lucia Mascino: Io questa storia non la sapevo, dov'ero mentre parlava giapponese? Io non mi sono mai avvicinata all'autore perché ho una grandissima soggezione. Poi la prima cosa che avevamo in comune erano le materie scientifiche, ma siccome oramai mi sono dimenticata tutto, ho il terrore che mi si avvicini e mi faccia domande difficili di chimica. Non posso parlarne male, posso parlarne solo bene, non ho lo stile toscano, non le so dire le cose cattive, posso dirgli solo "bravo" perché ha fatto un piccolo cammeo anche lui, come Hitchcock nei suoi film. Non so se l'avevate notato, ma c'era anche Marco Malvaldi a un  certo punto.

Marco Malvaldi: La cosa bella è che il produttore, sapendo che sono un esibizionista,  mi ha chiesto se volessi fare un piccolo ruolo e io ho subito risposto "Sì, qualsiasi cosa!" Mi hanno fatto fare la statua! Cioè, mi hanno truccato per cinque ore per riprendere trenta secondi. Mi si vede alla fine per due secondi, al massimo tre. I trenta secondi di riprese sono stati necessari perché non riuscivo a fare la statua, a volte sbattevo le palpebre...

Lucia Mascino: Gli gridavano, "Stai fermo!" Visto che in sala c'è anche Marchino, facciamogli un applauso.

Un applauso per il grande Paolo Cioni che, per me che sono eterosessuale, è l'amore della serie TV. Il personaggio più bello di tutto I Delitti del BarLume.

Lucia Mascino: Io proporrei di far parlare Marchino in giapponese, cosa dici?

Marco Malvaldi:  Sarebbe bellissimo fagli fare qualsiasi cosa, Cioni è in grado di fare qualsiasi cosa. Gli dite il treno e lo fa, gli chiedete di fare le peggio cavolate e lui le farà. È in grado di trasformare un singolo gesto in una risata, è un umorista, un attore gestuale. Purtroppo non l'abbiamo sfruttato abbastanza bene la scorsa stagione, adesso sto cercando di portare più al centro possibile uno degli attori migliori che abbiamo. 

Tanti anni fa, nel 1981, Benigni fece questa canzone che si intitolava "Mi piace la mogie di Paolo Conte". Le mogli sono importanti e le mogli sono importanti anche per I Delitti del BarLume, vero Marco? Nel senso che tua moglie fu importante per la genesi dei romanzi.

Marco Malvaldi: Mia moglie è importante perché, come sapete, Marco Malvaldi è uno pseudonimo: ci sono due persone dietro il Malvaldi, una sono io e l'altra è la persona che commise il grossolano errore di sposarmi qualche anno fa. Il BarLume nasce da una serata in cui chiacchieravamo sui gialli. In verità, tutti i libri nascono così, soggetto e sceneggiatura con una persona che non vuole il suo nome nei crediti.

A lei dobbiamo qualcosa della serie TV?

Marco Malvaldi: Certamente, diverse cose. Spesso le soluzioni, i particolari che servono a trovare la soluzione, la prova che collega un dato evento all'assassino son quasi tutte sue idee.

Enrica Guidi: Intuizioni femminili.

Marco Malvaldi: Si, assolutamente. Si deve capire che è un po' la storia della mia vita, la donna che deve mettere in ordine il casino. Questo succede nei libri come nella vita reale. Lei mette sempre ordine.

Puoi raccontare al volo chi era Viviana?

Marco Malvaldi: C'è una Viviana, perché Massimo Viviani si chiama così per Massimo e per Viviana. Io, nel 1993, entrai in un bar della provincia toscana. Il proprietario del bar stava leggendo dietro il bancone: "Buongiorno", "Buongiorno", "Vorrei un caffè", "No". Una persona sana di mente sarebbe andata via, io rimasi chiedendogli il perché e lui mi rispose perché era lontano. Il bar di Massimo, che si chiama veramente Massimo, è un luogo di incontro gestito da una persona con delle caratteristiche notevoli e che sa molte cose, ma si premura prima di far qualcosa che siano cose che non gli servano assolutamente a niente: per esempio, Massimo sa parlare il gaelico - una lingua difficilissima ma che non serve. Accanto a Massimo c'era Viviana, che ha molte delle caratteristiche della Tiziana del BarLume. Questo bar era una gioia per l'intelletto, per il corpo e per qualsiasi cosa. Molti particolari rendevano questo posto particolare. Nel bar c'era una piccola campana di bronzo che suonava ogni tanto senza motivo apparente. Mi ci è voluto un anno di frequentazione assidua del bar per capire che quella campana suonava solo ed esclusivamente quando qualcuno,  in quel momento, diceva una cazzata a insindacabile giudizio del barista.

Enrica, eri a conoscenza di Viviana?

Enrica Guidi: No. 

Marco Malvaldi: La mia Tiziana non è Viviana. C'è solamente una parte di lei. Tiziana è, diciamo, il mio sogno da vari punti di vista.

Come è avvenuto il tuo primo incontro con Tiziana? Raccontaci del tuo provino.

Enrica Guidi: Allora, io sono toscana e ho fatto qui i corsi di recitazione. Quindi per due anni ho affrontato un corso di dizione per parlare un italiano corretto, per poi fare il primo provino per I Delitti del BarLume. Mi chiesero, se ero toscana, di parlare in toscano! Ho pensato "Allora mi state prendendo per il culo." Leggendo il copione ho visto che c'era da pronunciare anche un "Boia deh", quindi dopo due anni di dizione mi sono ritrovata a fare cose come "Boia deh". Il primo approccio è stato quello di mettere la mia energia nel personaggio. Poi, non è bello da dire, ma quando mi hanno detto che si sarebbe girato all'Isola d'Elba, ero felice perché era la meta delle mie vacanze. Questo perché aveva la giusta distanza per far sentire libera una quindicenne, ma era comunque vicino a casa.
 
Lucia Mascino

Enrica, cosa ne pensi dell'evoluzione del tuo personaggio? Tiziana è ormai diventata una manager.

Enrica Guidi: Sì, diciamo che il personaggio ha avuto un'evoluzione. Era una banconista fresca e spigliata ed è diventata una manager sempre incazzata. Anche nella nuova stagione avrà un'ulteriore evoluzione. È una caratteristica della serie TV che di stagione in stagione propone dei cambiamenti, e il personaggio cresce.

Marco, cosa ne pensi dell'evoluzione del personaggio di Enrica?

Marco Malvaldi: Il personaggio cresce in tutti i sensi, sia da un punto di vista personale che da un punto di vista strettamente biologico, come si vedrà. Il fatto è che il suo personaggio è relegato in una certa situazione e si prende il suo spazio, ma se lo prende a spallate. Il mio capo all'università - Cinzia - mi diceva molto spesso "Tu non hai idea, i primi tempi che facevo questo lavoro, quanta fatica facevo per fare la stronza e farmi considerare nel modo giusto in ambito accademico. Dopo un po' ho iniziato a divertirmi a farlo." Questa è una delle caratteristiche che secondo me ha Tiziana e hanno in particolare molte delle donne che riescono ad affermarsi in qualsiasi ambito che non sia visto tipicamente femminile. Molto spesso devono munirsi di una corazza di stronzaggine, altrimenti non vengono considerate nella giusta maniera. Ma Tiziana ha dentro di sé un cuore, una dolcezza e una notevole abilità di adattamento, e in questo momento deve comportarsi così. Poi c'è un'altra persona che deve mettere ordine...

Esatto, occhi di ghiaccio, cuore imperscrutabile, il commissario Fusco. Sapete che nei romanzi di Marco era un uomo con i baffi, ma chi ha avuto l'idea di trasformarlo in una donna?

Marco Malvaldi: L'idea nacque dal primo sceneggiatore, Francesco Lumi, per un motivo molto fisiologico. Si rese conto che nei due romanzi che erano stati scelti per la prima stagione c'era una sola donna e non era credibile. L'idea di fare un commissario donna mi è piaciuta così tanto che poi Fusco è stato espulso a favore di un commissario donna.

Lucia Mascino: Nei libri, specifichiamo.

Marco Malvaldi: No, hai ragione, non ti preoccupare.

Lucia Mascino: Guarda, io sono preoccupata solo che tra poco devo andare via. Una cosa curiosa è che io inizialmente feci il provino per essere la moglie di Massimo Viviani, siccome lavoravo spesso assieme a Filippo Timi. Poi, invece, fui scelta per il ruolo del commissario dopo il provino. Ed è stato interessante, perché invece di esserne già la moglie, c'era questa strana situazione e oscillazione tra queste due donne che lo respingono e lo attraggono entrambe. Con caratteri diversi, ma entrambe lo circuiscono, un uomo che già di suo è incasinato, da un lato lo teniamo sveglio. Le donne de I Delitti del BarLume le vedo così, con caratteri opposti - la Tizi con la sua spontaneità e la Fusco con questa ironia tagliente. Sono due personaggi che proteggono il senso della storia, proteggono i quattro bimbi. Intorno c'è un cialtrume, un casino, un bordello, e noi dobbiamo proteggerli. Io sento questo compito. Mi sento un po' come l'eroe dei fumetti, nel senso che sei lì, solitaria con la tua ironia, ma non c'è una vera distanza, c'è un'etica. Fino a qui puoi arrivare, ma ti ricordo che anche tu sei una persona migliore, ti prego di impegnarti. Non sgrideresti mai qualcuno se non pensassi che l'altra persona ha chance di cambiare, anche il povero Govoni. Io penso sia il bello di questi personaggi: esistono questi conflitti perché tu vedi il meglio di quella persona, non è possibile che stia vedendo solo il peggio. Quindi sto aspettando che venga fuori il meglio, perché non se ne può più.

I Delitti del BarLume è davvero un mondo dove i maschi fanno una figura barbina e le donne la fanno da padrone?

Marco Malvaldi: Per certi versi sì, nel senso che alla fine le donne sono quelle che con pazienza e capacità di sopportazione sorreggono l'uomo. Crescono prima di te, più velocemente e con più consapevolezza. Prima capisci che hanno ragione su determinate cose e meglio è! È chiaro che nell'asilo infantile del BarLume ogni tipologia di maschio si sia rifiutato di crescere in un particolare aspetto, come i quattro vecchiacci che non vogliono capire di essere vecchi: hanno ottant'anni e continuano a fare i giovanottini. Tiziana e Vittoria si concentrano un poco di più su quelli giovani che hanno magari qualche speranza e potrebbero migliorare. Cercano in qualche modo di educarli.

Lucia Mascino: È come essere alle medie quando c'è la ragazzina cresciuta prima e il ragazzino che la guarda. Siamo un po' circondati da questi ragazzini. È difficile trovare dei gialli dove ci siano protagonisti che hanno questa umanità. Io faccio riferimento sempre ai film dei fratelli Coen, dove ci sono personaggi che sono adorabili proprio perché sono dei cazzari. Questi personaggi creano molta simpatia e trovo che ci sia questo aspetto che conquista nella serie TV. Siamo troppo abituati alle cose americane - tutti bravi, tutti fighi - che avere tra i protagonisti quattro pensionati al bar è stupendo. È una cosa di cui essere fieri, perché è un progetto così diverso dal solito rispetto ai gialli soliti. Quando ci incontriamo a Sky assieme ai protagonisti di Gomorra, con cui siamo molto in simpatia, ci diciamo sempre che in fondo noi siamo quell'altra cosa, quelli incasinati. Ora non faccio paragoni con Gomorra che è meravigliosa, ma noi siamo fieri di essere quelli incasinati, dove i protagonisti sono quattro anziani che, aldilà di Alessandro Benvenuti che è un attore eccezionale, gli altri sono un professore universitario di filosofia e degli attori amatoriali che si sono ritrovati a settant'anni ad essere dei divi della televisione.

Marco Malvaldi: E gli ha fatto male al cervello!
 
Enrica Guidi

Paolo Cioni [dalla platea]: Premetto che io sono un bell'uomo, comunque cosa si può dire di bene degli uomini? Che hanno un chiodo fisso che li porta a sbagliare: la topa. Se non ci fosse la topa staremmo tutti meglio. Meno topa e più omosessuali, questa è la conclusione. A parte gli scherzi, io so fare la lavastoviglie a casa, pulisco, quindi non sono proprio l'ultimo arrivato, almeno le faccende so farle. Poi non ho la patente e guida la mia donna. Mi sto affondando da solo e questi sono affari miei. 

Tu non vorresti uno sviluppo per il tuo personaggi di Marchino?

Paolo Cioni [dalla platea]: Marchino inizialmente si era sposato con Tiziana, poi tutti quelli che mi fermavano mi chiedevano "Oh, ma te la trombi?" e lasciamo perdere questo imbarazzo... La mia evoluzione, lo chiedo a Marco, innanzitutto evitiamo di parlare giapponese, il treno lo posso anche fare [imitazione del treno], però una cosa molto importante: a me non va che dica più volte "Basta, si pensa al lavoro e non alla topa," io vorrei tornare ad essere amato, che lui abbia tutto attorno una specie di harem dove lui comanda, qualcosa del genere se si può fare.

Marco Malvaldi: Sì, sì. Nelle prossime puntate verrà inserito un ospizio femminile dove verrà messo un barista, quindi ci saranno queste donne di settantacinque/ottanta anni bisognose di affetto. È ovvio che un barista giovane come te potrebbe avere successo.

Paolo Cioni [dalla platea]: La mia ragazza ha già quattro anni in più di me, quindi attempata mi garba anche.

Ognuno dei tre anticipi qualcosa che vedremo nella prossima stagione.

Lucia Mascino: Siamo diventati intercontinentali, nel senso che I Delitti del BarLume è partito da Pineta ed è arrivato a Buenos Aires. Quest'anno abbiamo girato anche in Argentina e i bimbi hanno preso l'aereo, due di loro per la prima volta nella loro vita.

Marco Malvaldi: Come abbiamo detto prima, il personaggio di Tiziana si evolve in maniera significativa. Se qualcuno si ricorda, nell'ultima puntata aveva avuto un problemino e questa cosa meravigliosa fa il suo naturale compimento. Quindi, se nell'ultima puntata era incinta, che cosa succederà?

Enrica Guidi: Credo l'abbiano capito tutti! Non posso dire chi è il padre perché non lo so nemmeno io. [ride]

Marco Malvaldi: Ci sarà il ritorno di Filippo Timi, l'affermazione di Stefano Fresi e non ci sarà nessun tipo di mio cammeo! Dopo aver scoperto se stesso, a Massimo verrà un po' di nostalgia e bisognerà tornare un pochino al passato. Si tratta di due storie originali nate per raccordare quella che è stata la dinamica della serie TV con quelli che sono i libri. In realtà i due media si sono arricchiti a vicenda, adesso riportiamo dei punti fermi con questa stagione e ripartiamo verso quella che sarà una strada unica. Molte cose sono successe indipendentemente dalla nostra volontà, come Ampelio, che doveva essere uno dei personaggi principali, interpretato dal grandissimo Carlo Monni, che è venuto a mancare alla fine della prima stagione.

Del tuo prossimo romanzo, "A Bocce Ferme", cosa ci puoi dire? Diverrà un episodio de I Delitti del BarLume?

Marco Malvaldi: Assolutamente. È una storia che è un cold case [delitto irrisolto]. Un po' per scongiurare l'effetto alla Jessica Fletcher, quel misterioso effetto che in un paesino della campagna toscana, inglese o umbra si verifichino continuamente morti. Addirittura Don Matteo si è dovuto trasferire perché a Gubbio non c'era più nessuno! Per evitare questo tipo di problemi siamo tornati nel 1968 con un cold case con il quale i quattro della maglia di lana dovranno interagire. Non era giusto che solo Massimo affrontasse il proprio passato, anche loro dovevano farlo.

Enrica e Lucia, cosa avete trovato di vostro nei vostri personaggi?

Lucia Mascino: Sicuramente qualcosa che non posso permettermi nella vita, ma che posso fare ne I Delitti del BarLume: dire quello che penso. Questa specie di comprensione di guardare le cose e di capirle.

Enrica Guidi: Io, in generale, credo l'energia di Tiziana, che magari poi lei trasmette in modo un po' più arrabbiato. Magari non sono proprio così, non mi metto a spaccare un bar, anche se lo consiglio a tutti perché poi ne esci nuova.
 
Fonte:
Lucca Comics & Games