Nel 2003 Brian K. Vaughan realizza per la Marvel una miniserie intitolata Runaways, incentrata su un gruppo di adolescenti che si ribella ai propri genitori dopo la scoperta che questi erano dei criminali. Nonostante all'apparenza potesse sembrare un prodotto per adolescenti, il fumetto - grazie a una scrittura piena di sotto testi - diventa velocemente un piccolo cult, tanto da farla proseguire con Joss Whedon come scrittore.

Con queste premesse, si è spesso pensato a una trasposizione cinematografica, ma alla fine si è optato per una serie TV che meglio potesse esaltare la trama orizzontale della fonte originale. Marvel's Runaways è il primo prodotto appositamente pensato per un pubblico giovane, quindi Josh Schwartz e Stephanie Savage - a cui dobbiamo The O.C. e Gossip Girl - sono state le scelte più ovvie per creare questo show.

In Italia Marvel's Runaways è arrivata solo ora su TIMvision, quindi ci è parso il momento giusto per analizzarla e giudicarla.
 
I ragazzi rilassati

MARVEL'S RUNAWAYS: TRAMA E CAST

Alex, Nico, Chase, Karolina, Gertrude e Molly sono sei ragazzi i cui genitori sono da anni membri di un misterioso gruppo, Pride, dedito – solo in apparenza – alla beneficenza; l'incipit della storia ci racconta di come i nostri protagonisti scoprano improvvisamente che il Pride potrebbe essere una setta malvagia, coinvolta addirittura forse anche in sacrifici umani.
  
I ragazzi in azione

MARVEL'S RUNAWAYS: PIÙ TEEN DRAMA CHE SERIE SUPEREROISTICA

Marvel's Runaways, pur partendo dallo stesso incipit, si discosta abbastanza velocemente dalla fonte da cui è tratto. Il fumetto è molto inserito nell'universo narrativo Marvel e presenta vari elementi: dalla magia ai viaggi nel tempo, dagli alieni ai vampiri, passando per i mutanti. La serie TV, per vari motivi, ha deciso di ritagliarsi il suo angolo di mondo nel Marvel Cinematic Universe - modello Netflix - e presentando solamente un misto di tecnologia/magia.

Non mancherà l'immancabile cammeo di Stan Lee - che farà affiorare una lacrima - a certificare che questo è uno show Marvel al 100%, ma per il resto la vicenda si regge sulle sue gambe, senza attingere a nulla del MCU. Non che non ce ne fosse l'occasione, visto che il personaggio di Tina Minoru è presente anche nel film Doctor Strange in una breve apparizione, interpretata da un'altra attrice.

Marvel's Runaways si discosta dal lavoro di Brian K. Vaughan però, anche come approccio, semplificando le cose e puntando molto di più sulla crescita del gruppo di adolescenti e su una vicenda semplice ma intrisa di misteri. Anche i genitori, in questo nuovo contesto, sono meno minacciosi, seppur venga mantenuto lo scontro padre/madre vs figli. La serie TV vira decisamente più sul teen drama, relegando in secondo piano i superpoteri, con una storia interessante e ben bilanciata da momenti più leggeri. I lettori e i fan di lunga data non possono che rimanere delusi da ciò, ma è indubbio che, per chi non conosce la fonte originale, il prodotto, da questo punto di vista, risulti riuscito.
 
La scoperta dei poteri

MARVEL'S RUNAWAYS: UN MIX DI PREGI E DIFETTI

I sei protagonisti di Marvel's Runaways sono i tipici stereotipi da storia adolescenziale ma nascondono sorprese e soprattutto crescono con il passare degli episodi. La narrazione è molto godibile, divertente, senza abusare di momenti comici forzati.  La trama presenta vari misteri che ci spingeranno con curiosità nella visione, nonostante una staticità di eventi a livello narrativo. Questa prima stagione è propriamente una storia di origini, visto che viene sviluppato solamente l'incipit, senza accelerare mai. Quello che si vede è bello, ma sicuramente avrebbero potuto mostare di più.

I Runaways interagiscono bene tra loro - soprattutto Gert e Chase - nonostante la sceneggiatura non sempre li faccia comportare in modo coerente, cosa però giustificata dalla loro età. Più grave quando questo succede con i personaggi adulti - per far rimanere semplice la narrazione e creare comunque suspense, a volte si è forzato il comportamento dei protagonisti. A livello attoriale non assistiamo a nulla di troppo trascendentale, ma James Marsters Julian McMahon si fanno sicuramente notare e apprezzare.

Se la parte teen drama e quella mistery funzionano sicuramente a dovere - fornendoci un prodotto di genere sicuramente originale -, così non si può dire per quella supereroistica. I pochi superpoteri visti non sono un problema, visto che sono comunque presenti il giusto per il tipo di storia. Il vero difetto sta nel lato action: le poche sequenze presenti sono studiate e girate in modo non appropriato, mostrando i limiti degli autori, non abituati a questo tipo di show.
 
Il Pride

MARVEL'S RUNAWAYS: GIUDIZIO

Marvel's Runaways è una serie TV con evidenti pregi, ma anche con difetti. La sua impostazione da teen drama la rende originale e la narrazione godibile e infarcita di misteri spinge alla visione. Il lato action, invece, è carente, con delle scene di combattimento coreografate male. I fan del fumetto non saranno troppo soddisfatti da questa trasposizione, ma chi si approccia a questo show senza aspettative di genere si troverà comunque di fronte a un prodotto con una sua identità, fresco e divertente, nonostante assistiamo solamente a una storia d'origine.