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Caro spettatore e fan di "Symphogear", attaccati alla poltrona, alla sedia o dove vuoi, e allaccia bene le cinture. "AXZ" ti fornirà pane per i tuoi denti.
Uno potrebbe pensare che un brand, giunto alla quarta stagione televisiva, molto facilmente potrebbe risentire di una certa stanchezza o di un calo nella freschezza, ma decisamente non è questo il caso. Per certi versi "AXZ" torna al mood scoppiettante che era eruttato con la prima stagione e si era un pelo attenuato nelle due successive "G" e "GX". Sembra quasi che gli autori vadano a ruota libera senza freni alcuni, ed ecco partire subito con dei primi episodi al fulmicotone. Solo nella prima puntata c'è una quantità di mazzate, esplosioni, combattimenti e colpi speciali che la metà basterebbe in una serie di media caratura, anche di guerra. Poi non si può proseguire sempre a tavoletta, ma le ragazze continuano sempre a dargli giù di brutto assai.

Potremmo dire che "AXZ" distribuisce a getto continuo tutto ciò che il fan potrebbe chiedere a "Symphogear": azione serrata, combattimenti, macchinazioni, demoni e mostri, nemici agguerriti, tecniche incredibili, trasformazioni, siparietti allegri con qualche citazione, momenti epici con una punta di trash che non rovina mai il gusto, ma soprattutto canzoni, tante, ma tante, canzoni. Ogni episodio ha il suo buon minutaggio cantato che accompagna uno scontro o un momento importante, ed è l'occasione per far ritornare qualche brano storico, come una esaltante "Senritsu Sorority" nel secondo episodio, ma soprattutto tutto un repertorio di canzoni nuove di zecca, tra cui citiamo la dinamica "Gekishou Infinity", che ci accompagna alla grande nei primi minuti di questa serie.

Quanto alla storia, è la naturale prosecuzione di quanto visto finora. Se in "GX" un solo alchimista aveva messo alle strette le nostre eroine, verrebbe da pensare che contro altre tre, accompagnate per giunta dal gran maestro della loggia massonica, non ci sarebbe proprio speranza. Ovviamente le nostre non si arrenderanno mai, e l'energica Hibiki si metterà alla testa del gruppo a farsi largo a suon di pugni e al motto di "Do the impossible, see the invisible", sfondando persino i cieli quasi meglio del fu buon Kamina.
Ma c'è molta coralità in questa nuova serie, dove le protagoniste hanno tutte un loro spazio: luci in particolare anche su Chris, e sul trio Maria, Shirabe e Kirika, che finalmente rientrano nei ranghi a pieno servizio. Forse solo Tsubasa rimane maggiormente sullo sfondo, ma la sua presenza si sente lo stesso.
Meritano menzione le tre alchimiste antagoniste che, pur restando un po' superficiali (meno però Saint-Germain), avranno il loro gran momento. Degno e potente il gran maestro e boss finale di turno.
Una grande festa realizzata molto bene anche come animazioni, colori, effetti e tutto quanto. Forse solo nel tumultuoso (ed esplosivo) finale c'è un momentaneo e lieve calo nei disegni, ma niente di grave.

"AXZ" è un ritorno alla potenza e alla "sgravata" esagerazione del primo "Symphogear". Tra l'altro è già prevista una quinta serie, che attendiamo quindi con molta ansia.