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Robocop XIII

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
American Horror Story porta in scena degli spunti interessanti per poi lasciarli appassire rendendo sempre meno avvincente la visione con il passare delle puntate. Se l'American ha diritto d'essere, l'Horror e lo Story un po' meno. Fin dall'incipit della prima puntata è chiaro che di horror non ci sarà molto, se non sotto forma di tributo. Gli stereotipi (le scene simil subliminali, la musica tipica del genere ecc.) fanno vacillare l'opera tra la decostruzione del genere e il trash, ma è proprio qua che AHS trova la sua dimensione, riuscendo a rendersi personale. I già citati spunti interessanti sono molti, e vengono sparati tutti nelle prime puntate, per poi condannare sul lungo andare l'opera a uno stato di stagnazione.

Pensata come serie antologica (formato che ultimamente sta regalando grandissime soddisfazioni, basti pensare a True Detective e Fargo), questa stagione in particolare ha come sottotitolo Murder House. Nel 2011 la famiglia Harmon - composta dallo psichiatra Ben, la moglie Vivien e la figlia adolescente Violet - si trasferisce da Boston a Los Angeles dopo aver comprato una grande casa a buon mercato. Prezzo dettato dal fatto che gli ultimi inquilini in quella casa ci sono morti. La casa assume quindi un ruolo primario, la stessa figlia in uno dei primi episodi esclama "Adoro la nostra casa, ha un'anima!". La casa diventa teatro e co-protagonista di tutte le vicende che si susseguiranno. Attorno a questa casa cominciano fin da subito ad orbitare tanti inquietanti personaggi. Oh, 'sta serie c'ha scritto Horror nel titolo, sicuro uno di questi tizi sbrocca e ammazza tutti! Anzi, sono troppi, sicuramente vogliono farci pensare che il pericolo viene da fuori quando alla fine sarà la stessa famiglia ad auto-eliminarsi. Anzi! Le supposizioni diventeranno molte, ed è facile capire che il fascino maggiore della serie sia proprio scoprire come andrà a finire. Però i personaggi sono veramente troppi ed è difficile gestirli. Tant'è che i personaggi vanno e vengono e per questo vengono spessi accantonati (e così la loro personale storyline) in modo maldestro.

Un grandissimo pregio di questa serie, che ho apprezzato in particolar modo, è la rappresentazione del rapporto di coppia tra moglie e marito. Ho apprezzato la commistione tra ordinario e sovrannaturale. Ho apprezzato la sua atmosfera surreale, le sue zoomate, le sue scene da maneggiare con una buona dose di sospensione dell'incredulità. Ho apprezzato la recitazione dei protagonisti e perfino la loro fisionomia da soap opera. Ho apprezzato addirittura le zoommate.

American Horror Story parte bene. Riesce a utilizzare l'horror come sfondo senza rimanerne fagocitato. "Tu di cosa hai paura?", questa frase pronunciata da uno dei personaggi in uno dei primi episodi fa capire quanto ci si sia impegnati per unire l'ordinario (il matrimonio, la fase adolescenziale, il trasloco) con lo straordinario (i fantasmi). Purtroppo con l'incedere della trama le storie si intrecciano finendo per creare un'atmosfera confusa che abbassa di molto la qualità della serie. Che punta sempre di più sul sesso per tenere sveglio lo spettatore. Da segnalare un'eccezionale Jessica Lange, tanto carismatica da offuscare perfino i protagonisti.


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Tacchan

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
America Horror story propone una formula che mi piace, ovvero offre stagioni non troppo lunghe con un inizio e una fine, mantenendo tra l'altro altri attori e donandogli un nuovo ruolo. La prima stagione, Murder House, parte riuscendo a creare effettivi momenti di tensione, dimostrandosi un discreto horror, tuttavia poi diventa più accessibile e per nulla pauroso, diciamo che si limita a trattare tematiche generalmente associate agli horror.

La trama ruota intorno una casa maledetta, che porta alla morte dei suoi inquilini e che rimane infestata da tutti i precedenti possessori. Capiterà anche per la nuova famiglia che vi si è trasferita?

La serie offre un ottimo cast, è ben recitata e anche la sceneggiatura non è male, se non fosse che nella parte centrale si registrano dei comportamenti un po' troppo forzati, che portano ad alcune derive che non mi sono piaciute. Ho trovato molto bello l'inizio, quando ancora non si sanno le cose, piuttosto debole la parte centrale, mentre il finale è decisamente soddisfacente, con un paio di colpi di scena e soprattutto un'ottima fine, che conferisce un senso alla storia raccontata.

In definitiva trovo che sia una buona serie Tv, che pecca un po' di ingenuità e che non riesce a spaventare, se non all'inizio, ma tratta in modo soddisfacente la tematica della casa maledetta.


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GIGIO

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
American Horror Story sa sempre in qualche modo affascinare il telespettatore con la sua trama spesso inspiegabile, un horror più di genere splatter che psicologico e diverse scene da cardiopalma. Murder House è stata la stagione, finora, che ho preferito forse perché la più semplice e la più, per quanto possibile, credibile rispetto alle altre.
La famiglia Harmon va a vivere in una misteriosa villa di Los Angeles. Quello che appare un nuovo inizio per loro in realtà si trasformerà in un vero e proprio incubo.
Non ci sono molte note di originalità nella trama se non quelle che verranno successivamente proposte dallo scrittore della serie. Dopo un avvio con lievi accenni all'horror più in stile anni 80/90 che moderno la serie letteralmente degenera in colpi di scena senza fine ed al limite del trash. Non è un capolavoro quello che si para davanti al telespettatore, chiunque abbia amato od osannato i punti cardine dell'horror del passato certamente troverebbe ingiusto che Murder House ne sia anche solo paragonato ma, per quanto possibile, la sua trama antologica riesce a creare una serie di misteri che verranno al pettine man mano e diversi lugubri personaggi che riescono quantomeno a far venire la pelle d'oca. Non ci sono Jason Voorhees o Freddy Krueger ma il compito di Murder House non è quello di creare un personaggio leggendario quanto una storia che regge dall'inizio alla fine, una trama che spesso nei prodotti horror manca. In questo compito riesce abbastanza bene.
Il reparto artistico vede diversi volti noti come Dylan McDermott o Connie Britton entrambi molto bravi ma soprattutto una superlativa Jessica Lange che verrà proposta anche nei successivi capitoli come capo saldo di questo show. Bravissima.
Riepilogando Murder House è un bel prodotto, ricco, avvincente e coinvolgente. Sa intrattenere ed un bel voto lo merita senza alcun ombra di dubbio.