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Tacchan

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
American Horror Story torna con un cast di attori che rimane circa lo stesso, quello che varia è la tematica, si parla questa volta di manicomi.
Ci sono molti spunti nella serie, dai folli che lo popolano, alle figure che li curano, suore che si dimostrano ben poco caritatevoli. Nel mezzo sono introdotte altre tematiche, tipo la possessione demoniaca, gli esperimenti nazisti, gli alieni e un serial killer. Se vista così sembra un accozzaglia di soggetti collegati alla tematica horror, in realtà il tutto risulta ben strutturato e godibile.

Non vorrei allungarmi in una sinossi, in quanto rischierei di fare troppi spoiler.

La serie permette di affezionarsi ad alcuni personaggi ed è brava a cambiare le carte in tavola, rendendoli puoi odiosi. Fa in modo inoltre che altri siano in qualche modo riabitati all'occhio dello spettatore e che siano perdonati per gli atti crudeli commessi. Il finale è lontano da un happy ending, ma comunque non credo lascerà deluso nessuno.

Anche questa stagione è recitata molto bene e curata nell'ambientazione, ovvero gli anni '60, e soprattutto offre una bellissima colonna sonora, dominata da una inquietante canzoncina in francese, davvero perfetta. Anche oggi, a distanza di 2 anni, se penso ad American Horror Story Asylum, mi torna subito in mente quella canzone.


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GIGIO

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Questo è il secondo capitolo della 'saga' di American Horror Story. Le vicende si svolgono all'interno di un ospedale psichiatrico dove suor Jude amministra in maniera molto poco consona e responsabile.
Questa stagione o serie è probabilmente quella da cui ci si attendeva una bella carica a livello di horror psicologico. Questo non solo perché appunto creata tra le mura di un ospedale psichiatrico ma anche perché "i matti" sono gli esseri umani più imprevedibili ed è impossibile prevederne le azioni. Per questo motivo il telespettatore anche da un semplice dialogo tra persone potrebbe restare sempre in uno stato di allerta costante che genera adrenalina e pathos.
Fatta questa premessa in Asylum ci sono diverse scene crude, forti ma il tutto è piuttosto "camuffato" all'interno delle vicende. Per la prima volta si esce dalle 4 mura mostrando soprattutto la vita privata dei coprotagonisti o "cattivi" della stagione, a tutti insomma viene data una chance di farsi ammirare o disprezzare. Non vi sono grossissimi difetti, e gli standard rispetto alla prima stagione, Murder House, sono piuttosto rispettati. E' una buona stagione. Purtroppo però visto il contesto e visto l'habitat della serie si può benissimo dire che un salto di categoria si sarebbe potuto fare. Si è giocato molto poco nella psicologia di cui si parlava sopra facendo spazio sempre più all'emersione del genere mistico che di per se non c'entrava molto con le vicende.
Come al solito le interpretazioni sono state molto più che buone, non solo di Jessica Lange ma anche di Lily Rabe e Zachary Quinto su tutti. Tutto il comparto artistico ha fatto un grandissimo lavoro.
Nel calderone del giudizio finale però bisogna tenere conto di tutti i fattori e gli "errori" in fase di scrittura voluti o meno pesano notevolmente sulla votazione. C'erano le premesse e le scenografie giuste per creare una grandissima stagione ma queste si sono perse strada facendo lasciando solo una musichetta in testa, "Dominique", che tra i corridoi bui e sudici dell'Ospedale riecheggia in maniera quantomeno agghiacciante. Voto 7.