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Fauno-

Episodi visti: 8/8 --- Voto 7
INTRODUZIONE
Scritta da Nic Pizzolato e concepita per essere una serie antologica, fece il proprio debutto il 12 Gennaio 2014 sul canale via cavo HBO, in USA, mentre in Italia il 3 Ottobre dello stesso anno su Cielo.

La prima stagione é composta da 8 episodi della durata di 55 minuti circa.

TRAMA
Louisiana. Anno 1995.
Una donna venne rinvenuta morta ai piedi di un albero. Sul capo le erano state inchiodate corna di cervo. Sembrava esser stata vittima di un rito sacrificale. Nell'ambiente circostante furono infatti scoperte dall'equipe alcune strutture in legno di forma piramidale, composte da piccoli bastoni.
I detective Martin "Marty" Hart (Woody Harrelson) e Rustin "Rust" Chole (Matthew McConaughey) iniziarono ad investigare al caso. In particolar modo il secondo si rivelò subito molto attento e determinato.
Tra religione, fanatismo, conflitti interiori e familiari; tra gang, droga, poliziotti corrotti e complotti, Rust e Marty dovranno trovare la strada che conduce alla soluzione del gioco ad incastro, all'unica verità che si cela dietro l'animo umano.

PERSONAGGI
Premessa: voglio fornire una descrizione dettagliata dei protagonisti, sono infatti loro attraverso le proprie personalità e riflessioni a dare sfondo all'opera.

I 2 detective: Il loro rapporto non è consueto, esce infatti dai canoni.
Tra colleghi spesso ci si ascolta, si instaura un rapporto confidenziale e fraterno. Nel caso di Marty e Rust, invece, é quasi l'inverso: non riescono e non vogliono pienamente capirsi e questo dà adito ad accese discussioni. Hanno due forti e ben distinte personalità ma, soprattutto, l'ottica attraverso cui vedono il mondo è ben lungi l'una dall'altra.
Rust è un brillante agente proveniente dalla narcotici. Conduce una vita trasandata, sregolata, costantemente intrecciata al ricordo di quella precedente, che lo perseguita. L'unico perno che lo tiene ancorato alla realtà è il proprio lavoro, dal quale, seppur sia per lui difficile da accettare, è ossessionato. La vita é stata crudele con Chole e per non ascoltare la sofferenza, per non lasciarsi muovere dalle passioni e influenzare dai sentimenti, innesca meccanismi di difesa che si focalizzano in una visione negativa e nichilista della vita, dell'esistenza, nonché della realtà. Egli è infatti solito confutare le certezze spirituali, sociali e antropologiche, esprimendo il proprio giudizio in modo distaccato, a tratti apatico.
Marty, invece, lavora come detective nel dipartimento della Louisiana già da diversi anni. Ha una buona reputazione, è assai rispettato e preso in considerazione. Il suo stile di vita é tutto sommato regolare. Ha una moglie, 2 figlie, ma un segreto da tenere loro celato. Rispetto a Rusty è più semplice, più concreto, non si pone domande esistenziali ne esige dare risposte a quesiti trascendentali. È un uomo proiettato nella vita di tutti i giorni.
Egli a differenza del collega pretende di plasmare e controllare la vita intorno a sé, specialmente l'equilibrio familiare, rivelatosi però assai precario.
Sono due protagonisti sfaccettati: se infatti da un lato dimostrano grande forza d'animo e tenacia, dall'altro rivelano una rara sensibilità, che celano cautamente nella nebulosa del proprio animo.
Il fattore che più mi piace in True Detective è la caratterizzazione dei 2 protagonisti, perché a creare e a dare forma alla storia sono proprio loro. Inoltre non sono personaggi statici ma compiono un'evoluzione, un'acquisizione di autocoscienza che li conduce a comprendere il proprio vero Io. L'investigazione non è per loro solamente un lavoro, si rivela essere, metaforicamente parlando, anche un percorso di crescita interiore e riscoperta di sé.

CAST E INTERPRETAZIONE
Attori del calibro di Matthew McConaughey (Interstellar) o Woody Harrelson (Hunger Games, Sette anime) non possono certo deludere. Dimostrano per l'ennesima volta di avere un gran talento recitativo. Riescono infatti a trasmettere i propri stati d'animo in modo cristallino e a suscitare nello spettatore una forte empatia.
Anche gli attori secondari non son da meno.
Un Cast ben strutturato e sicuramente di spicco; uno dei punti forti della serie televisiva in oggetto.

SOUNDTRACK
True Detective vanta un'ottima colonna sonora: melodie e canzoni molto belle, OST e BGM caratterizzanti e una sigla d'apertura come poche altre, al pari di "A Game of Thrones" composta da Ramin Djawadi. Sono riusciti a fare veramente un buon lavoro.

COMMENTO FINALE
Come in tutte le opere ha si aspetti positivi, ma non mancano quelli negativi.
Se da un lato riesce nell'intento di coinvolgere lo spettatore, dall'altro, soprattutto nella fase centrale, questo stesso intento viene meno. La narrazione, dal mio punto di vista, subisce infatti un rallentamento, facendo calare la tensione. Fortunatamente il regista riesce a riconquistarsi l'attenzione del pubblico in modo magistrale nell'arco finale dell'opera, attraverso anche un finale assai poetico.
In conclusione True Detective è un'opera che merita d'esser vista, consigliata in particolar modo a coloro cui piace il genere Thriller-Investigativo.


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Tacchan

Episodi visti: 8/8 --- Voto 8
Creata e scritta da Nic Pizzolatto e trasmessa su HBO, True Detective si propone non a caso come uno dei prodotti più interessanti del 2014.
Già dalla sigla si può intuire come il lavoro fatto si di ottima qualità, capace di creare un'atmosfera affascinante e che ben rende la realtà americana delle Louisiana e dei suoi immensi spazi. Molto suggestiva è la dinamica del caso su cui viene imbastita tutta la serie, affascinanti sono i due protagonisti, in particolare Rust, con le loro contraddizioni, problemi e le fissazioni, che li rendono delle figure non certo positive, ma non per questo inefficienti nel loro lavoro. L'idea che sta di base alla serie e che è ripresa dal titolo, "True Detective", sottolinea proprio come l'essere persone equilibrate e pulite non è detto si sposi bene con il lavoro di detective e che, anzi, proprio gli aspetti più sbilanciati della loro vita li rendano in qualche modo unici, capaci di diventare dei mastini che non mollano l'osso fintanto non l'hanno ben saldo tra le zanne. Chissà, forse sono tanto efficaci proprio perché sono pericolosamente vicini proprio alle persona che braccano.

Se la regia e la fotografia sono estremamente curate, l'apice della serie la troviamo nei dialoghi, in particolari in quelli che coinvolgono Rust, che amano spaziare tra filosofia, religione ed esistenzialismo.
Non serve che vi proponga in queste righe una sinossi della trama, si tratta di un investigativo che ruota intorno ad un omicidio anomalo e che rischia di essere seriale, più importante è usare qualche parole per motivare il voto non perfetto che ho deciso: se è vero che dal punto di vista tecnico e di cura della caratterizzazione psicologica dei personaggi il lavoro è impeccabile, vi è a volte un incedere eccessivo nelle contraddizioni dei protagonisti, che sfociano in episodi come quelli relativi al passato di Rust, che mi sono parsi un eccesso di zelo nel motivare il suo attuale stato. Ancora a volte ci si specchia troppo nei dialoghi, interessanti e profondi, geniali a tratti, ma che rendono la visione di nicchia e adatta solo a chi ama una introspezione piuttosto profonda e che può risultare noiosa a chi vuole prima di tutto capire la soluzione del caso. La soluzione dello stesso, poi, risulta piuttosto semplicistica e ben meno contorta di quanto avrei ipotizzato.

Molto bella invece la fine, con una spiazzante evoluzione di uno dei due protagonisti, che inizialmente mi ha lasciato perplesso, ma con il senno di poi ritengo essere stata una bella trovata e credo ci possa tranquillamente stare. Forse mi aspettavo che la vicenda avesse un esito ben più drammatico, ma ve benissimo anche così.

True Detective è una serie impegnata e molto ben realizzata.
Non è un prodotto per tutti, ma se cercate qualcosa di spessore, di certo non vi deluderà.


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GIGIO

Episodi visti: 8/8 --- Voto 10
Questa serie antologica, cioè che vede ogni stagione interpreti e trame differenti, è stata ideata da Nic Pizzolato e vede in cabina di regia Cary Fukunaga. Dal canale HBO ha avuto il via libera nel Gennaio del 2014 mentre in Italia la prima stagione è partita 9 mesi più tardi sul canale Sky Atlantic.
La trama della prima stagione vede protagonisti i detective della Louisiana Rust Cohle (Mattew McConaueghey) e Martin Hart (Woody Harrelson). Rust è una mente brillante con un passato molto burrascoso e triste. Non crede in Dio, fa uso di sostanze proibite ed è di poche parole. Martin invece ha la sua famiglia felice. Nonostante all'apparenza sembra sia una persona per bene abusa spesso di alcool ed è un uomo poco fedele. L'input iniziale vede i due detective interrogati separatamente nel 2012 per fatti avvenuti 17 anni prima quando i due erano colleghi. Nel 1995 davano la caccia ad un misterioso serial killer che si pensava fosse stato fermato ma quando nel 2012 i crimini ricominciano la polizia decide di riaprire il caso informandosi sui fatti precedentemente successi. Ma i tempi sono cambiati. Se nel 1995 i due erano colleghi "affiatati" nel 2012 il loro rapporto, per motivi che non approfondiremo, è completamente distrutto. La storia continuerà a balzare tra il 2012 e il 1995 dando sempre più luce sia sugli omicidi che sulle vicende che hanno portato una coppia di amici ad odiarsi terribilmente.
Con ascolti pressoché costanti, con addirittura un exploit per l'ultimo episodio della prima stagione, True Detective è stato sin da subito osannato dalla critica. Ci si accorge sin dalle prime battute di essere in presenza di un capolavoro televisivo per molti motivi. Dapprima grazie alle interpretazioni sontuose di tutti i protagonisti. Sarebbe semplice puntare il dito verso il premio Oscar Mattew McConaughey, sicuramente il migliore, ma non vanno dimenticati certamente gli ottimi Woody Harrelson, anch'egli superlativo, Michelle Monaghan e Alexandra Daddario. La regia e la produzione sono minuziosamente attente ai particolari con una sceneggiatura avvincente ed una capacità di trasmettere tensione ed orrore grazie alla scenografia dello show sempre arida, tetra, secca, che sono caratteristiche stesse della storia. Ovviamente questo è un parere relativo alla prima stagione ma si ha sempre la sensazione che in queste mani, con questi presupposti, si potranno anche spostare le pedine ma non si perderà mai la qualità. Impossibile trovare un grosso difetto a questa serie, capace di emozionare come poche, capace di fare monologhi e di far pendere qualsiasi telespettatore dalle sue labbra. Si è detto in prima battuta, capolavoro, e non si vede motivo per cui non possa essere catalogato così.