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megna1

Episodi visti: 150/267 --- Voto 8
Ragazzi siamo di fronte al "Happy Days" del nuovo millennio (nel quale social, fumetti e cosplay la fanno da padrone). Mai abbiamo avuto a che fare con una varietà di comprimari così diversi l'uno dall'altro, ma nel contempo uniti dalle stesse passioni. I creatori della serie TV più premiata dell'ultimo decennio hanno fatto incontrare, e non a caso, un ateo cresciuto all'interno di una famiglia ultra religiosa; un cattolico non praticante con una mamma dedita alla ricerca scientifica, miscredente e pragmatica; un ebreo figlio di emigrati che non disdegna le costine di maiale; e per finire un induista figlio di una coppia di miliardari di Nuova Delhi. Non si può nemmeno tentare di nascondere più di un'analogia con il manga "Genshiken": troviamo già dal primo minuto Sheldon Cooper, il tipico nerd smilzo e tuttologo (il trascinatore del gruppo, alter ego di Harunobu Madarame); Rajesh "Raj" Koothrappali, il timidone alla Kugayama (che non riesce a trovare il coraggio di rapportarsi con le esponenti del gentil sesso); Leonard Hofstadter, lo spavaldo del gruppo, il primo a trovare la fidanzata - la supersexy Penny -, manesca e insensible alla cultura pop (guarda caso, proprio identica a Saki); per finire Amy Farrah Fowler, una ragazza problematica e asociale che si aggrega alla compagnia (vi dice qualcosa Chika Ogiue?). Le battute sono studiate al dettaglio, miscelando abilmente teorie scientifiche (sfornate con l'aiuto di autorevoli esperti di settore) e citazioni a valanga di serie TV, film e fumetti vintage. Nelle prime tre stagioni, la presenza femminile era veramente risicata e, a parte la relazione tra Penny e Leonard, le vicende si svolgevano spensierate tra un torneo di "D&D" e una sessione ad "Halo", serate dedicate al retrogaming e pomeriggi passati al negozio di fumetti. Dalla quarta in poi gli autori cominciano a pensare seriamente di allargare la popolarità anche tra il pubblico di donne. Nuove donzelle entrano così a far parte dell'improbabile quotidianità degli strambi ricercatori universitari di Pasadena, ora alle prese con problemi di tutt'altra natura (oltre ai canonici "meglio la PS4 o Xbox?", "conviene seguire la serie di Flash?" oppure "avrò mai l'autografo di Stan Lee?"). Le puntate vengono di fatto suddivise in parti eguali, le vicende delle ragazze da un lato, quella degli eterni Peter Pan (ormai quasi 40enni) dall'altro, diventando un po' più sdolcinato (in stile "Friends" tanto per capirci), generando un malcontento generale tra i cosidetti puristi (il corrispettivo dei girellari estremisti italioti). Sembra che negli ultimi blocchi di episodi le cose stiano tornando verso le origini (calo di share?), pur mantenendo stabili le relazioni sentimentali dei quattro protagonisti, aggiungendo nuovi personaggi e situazioni talvolta anche drammatiche (seppur trattate con adeguato sarcasmo). Non ci è dato ancora sapere se la serie proseguirà o se verrà conclusa alla decima stagione, ma nell'aria si prospetta che forse avremo tra le mani la sit-com televisiva più longeva e premiata degli ultimi vent'anni. E, nell'epoca dello streaming su internet, sempre più diffuso, non è poco!