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GIGIO

Episodi visti: 2/32 --- Voto 5
Creata dall'israeliano Gideon Raff e sviluppata da Howard Gordon e Craig Wright, Tyrant ha debuttato il 24 Giugno 2014 sul canale statunitense Fox. Il team di produzione, già autore della serie Tv "Homeland", ha subìto numerose critiche e recensioni negative soprattutto per la trama qualunquista e la tematica trattata.
Bassam Al Fayeed (Adam Rayner) è il secondo figlio del leader arabo dell'immaginario Stato di Abbudin. Vive con la sua famiglia americana negli Stati Uniti in una sorta di auto esilio, traumatizzato dalla sua giovinezza vissuta in un Paese in guerra tra attentati e violenze. Per il matrimonio di un nipote decide di tornare nel suo Paese natale a distanza di venti anni, ad accogliere lui, la moglie Molly (Jennifer Finnigan) e i figli Sammy ed Emma (Noah Silver e Anne Winters) ci sarà un'intera nazione ed un intero esercito che in contrapposizione con la situazione economica del Paese li tratteranno nel totale agio e sfarzo come dei sultani. Purtroppo per "Barry" il suo viaggio non sarà di semplice cortesia, la nazione avrà presto bisogno di lui.
La trama di base è interessante ed originale per una serie TV, la produzione ha lavorato duramente per rendere credibile il più possibile una tale situazione, in quanto naturalmente complessa dal punto di vista logico e logistico, un po' come già successo in "Homeland" stesso, ma questa volta solo in parte vi è riuscita. L'ambientazione e scenografia sono buone ma oltre alla steccata sulla cura dei dettagli che è comprensibile, viene bocciata soprattutto la scelta stessa del casting dove il protagonista appare gracile e flebile senza nemmeno la parvenza di nazionalità mediorientale. Si notano molto le contrapposizioni che generano i primi episodi, da un parte la semplicità di una moglie e figli americani che sembrano in vacanza alle Hawaii, mentre dall'altra l'enorme spaccatura ci mostra parenti che stuprano, pestano e ammazzano persone in una sanguinosa dittatura. Questo enorme divario riassume troppo semplicemente la situazione attuale del Medio Oriente piuttosto che del Maghreb. Insomma una serie coraggiosa, audace ma troppo semplicistica per la tematica affrontata, che perde credibilità minuto dopo minuto. E' dubbioso il fatto che possa cambiare rotta o che anche avvertendo questo cambiamento risulti completamente promossa.